i crucchi e le biciclette

un amico mi ha chiesto come erano gli aggiustabiciclette a dresda.

e così mi sono tornati in mente, i crucchi in bicicletta.

che non si fermavano mai, che conoscevano solo due velocità: “on” e “off”, che erano sempre con una gamba dei pantaloni tirata su per non sporcare di morca i pantaloni e quando scendevano dalla bici avevano una gamba violacea dal freddo perché si dimenticavano di rimettere giù la stoffa dei pantaloni.

e che avevano, dietro al sellino, la microcassetta degli attrezzi della bicicletta.

non ho conosciuto nessun tedesco che non sapesse ripararsi da solo la bici. non so se la mia esperienza sia viziata dall’aver vissuto in ex DDR, dove perfino le trabant venivano aggiustate dai loro proprietari e i manuali insegnavano a come smontarla e rimontarla completamente o se il mio sia stato un campionamento significativo.

ma ricordo che, dopo un anno di lussemburgo, dove se mi usciva la catena al lato della strada potevo rimanere lì a impiastricciarmi tutta la notte ma nessuno si sarebbe mai fermato, a dresda non facevo in tempo a scendere dalla bici per capire come mai si era rotta che almeno quattro tedeschi, a coppie di due, si fermavano e cercavano di aiutarmi a ripararla.

i tedeschi adorano fare le cose con le loro mani, adorano aggiustare, adorano le cose pratiche, funzionali, solide, ben fatte e ben concepite.

mi piaceva molto il loro amore per le cose che durano, che alla fine si trasforma in amore per gli altri, perché uno stradino che aggiusta la strada per bene permette a tutti di gioirne, un elettricista che fa un impianto sicuro permette a molte persone di vivere bene.

magari ecco, poi colorano le macchine di verde pisello, ma questa è un’ altra storia.

 

 

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8 risposte a i crucchi e le biciclette

  1. marcoghibellino ha detto:

    mi risvegli ricordi lontani. Anche qui era così sai? Le bici avevano un piccolo astuccio di pelle dietro il sellino con : Colla per toppe camere d’aria , cacciavite, forbici, piccola chiave inglese, toppe di gomma e una mini grattugia di latta ( per rendere ruvida la toppa che così “prendeva ” meglio sull’adesivo.) . Tutti noi ragazzini sapevamo aggiustare la bici , in casi estremi si chiedeva ai nonni, poi il benessere aumentò e dalle bici passammo ai motorini ; e giù a smanettare nei garage con carburatori candele ruote da cross tubi di scappamento alla Batmobile ….
    Stò pensando che il FARE come divertimento è scomparso tra i giovani della generazione 12 – 18 anni , tra di noi era ” di MODA” : riparazione motorini ( ricordate il libro Lo zen e l’arte di riparare la motocicletta ? ) modellismo statico ( i mitici aereoplani della Airfix o Revell ) modellismo volante ecc ecc ( vabbè i missili di ottone e carburante a base di polvere zolfo zinco ci guadagnarono un seria chiacchierata col capitano dei carabinieri , ma in fondo anche lui rimase colpito dall’altezza 300 m raggiunta ; oggi avrebbero chiamato i seal ).

  2. AD Blues ha detto:

    Secondo me dipende un po’ dall’essere Krukki è da un po’ dall’essere stati Krukki della DDR…

    Comunque dai, se si fermano a dare una mano è una bella cosa!

    —Alex

  3. tiziana ha detto:

    a me dissero, quando domandai come si poteva sciupare una mercedes colorandola di giallo limone, o una bmw verde pisello o una golf fucsia, che i colori accesi rendono più visibili le macchine in autostrada soprattutto nelle giornate grigie e piovose (frequenti in germania… ed in effetti guardate una macchina grigia che vi sorpassa in autostrada lasciando una scia di spolvero piovigginoso… sembra scomparire nel niente… i colori tedeschi no!) e anche più difficili da “sparire” e meglio rintraccibili n caso di furto e che per questo pagavano meno di assicurazione… il ragionamento della genialità e praticità tedesche non fanno una piega!

  4. donna allo specchio ha detto:

    Chissà con che praticità giustificano il sandalo col calzino allora

  5. Dottor_i ha detto:

    Sui tedeschi e le biciclette si potrebbe scrivere davvero un trattato…
    Sul bricolage, nonostante il mio padrone di casa bavarese mi abbia riparato l’impianto elettrico da solo, è il mio collega dresdese quello che batte tutti, avendo messo mano addirittura alle pompe del riscaldamento di casa per migliorarne il rendimento (confermando il discorso ex-DDR…).
    E anch’io sono arrivato alla stessa conclusione: per i tedeschi qualsiasi cosa dev’essere solida e funzionale, dalle auto agli articoli di cancelleria, passando per gli imballaggi (in Germania ho trovato le uniche scatole richiudibili che non si rompono dopo il primo tentativo…).
    PS: A Monaco le auto sono invece tutte grigie o nere, ma i Bavaresi, si sa, sono finti tedeschi…
    PPS: poi devi spiegarmi la storia del Papa degli Ingegneri (io al massimo sono stato nominato Cardinale dei Bulloni ;-) ).

  6. tittisissa ha detto:

    Quando sono stata a Berna a trovare la nostra svizzerina preferita, ho notato come anche da quelle parti la bicicletta sia considerata non solo uno svago salutare, ma un vero e proprio mezzo di trasporto alternativo. Con quelle biciclette ci portano di tutto, persino i bimbi piccoli, rinchiusi in carrellini a due ruote e trainati dalle bici!

  7. donna allo specchio ha detto:

    Questo è tipico di tutti i paesi del Nord Europa, anche a Strasburgo è cosi. solo che da noi non sono cosi maniaci per le riparazioni come i tedeschi. Di solito, sono gentili, si fermano ad aiutare anche loro se vedono qualcuno in panne (senno basta bloccarli.., arte in cui sono maestra, per ovviare a carenze naturali.lol)

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