proviamo

(prima di scrivere qualsiasi cosa, anche io vorrei mandare un pensiero a don gallo, ovunque esso sia, per salutarlo scelgo una delle mie canzoni preferite, che sospetto fosse anche una delle sue)

sono a napoli da tre giorni.

a napoli vero, centro cittadino, finestra davanti al maschio angioino, mare e cielo blu (anche se spesso piove).

e sono tre giorni che provo a cercare di capire come tornare su un argomento che l’ultima volta ha generato un vespaio ma sul quale sento che è giusto tornare, sul quale voglio tornare, sul quale desidero tornare.

per cui, cercando di fare il possibile per non essere fraintesa, proverò a dire quello che ho da dire.

la prima cosa che vorrei dire è un paragone.

immaginate una persona a cui volete bene, molto bene. una persona di cui vi importa. immaginate che sia bella, una figura elegante, che ammirate da quando eravate bambini. tipo un fratello più grande, o un cugino o uno zio che arriva in motocicletta e vi fa sognare che da grandi diventerete come lui.

immaginate di incontrare questa persona un giorno in centro, che passeggia distrattamente per la città, con le dita nel naso, i pantaloni sporchi al sedere, i denti gialli e i capelli sporchi di mesi.

non provereste a dirle qualcosa? a chiederle che cosa sta succedendo, come ha fatto a ridursi così?

è quello che provo qui a napoli, da tre giorni.

ho davanti agli occhi una realtà desolante, di mucchi di spazzatura (e i miei amici mi dicono che in confronto a “prima” quasi questa non si nota), di case scrostate, di strade sconvolte e di motorini contromano, di illegalità diffusa, nel piccolo e nel grande, dal vecchietto che vende finti rayban davanti alla questura a me che come una cretina stringo la borsa addosso quando cammino per strada.

e lo so che a copenhagen mi hanno rubato il telefono.

ma copenhagen, per qualche motivo che ancora non mi è chiaro, non è la persona che vi ho chiesto di immaginare, copenhagen non è “casa mia”, napoli invece sì, napoli è casa mia, l’italia è  casa mia, quello che succede qui mi riguarda come mi riguarda incontrare quella persona con i denti sporchi invece che un’altra che non conosco, che magari ha i denti ancora più sporchi, ma di lei “non mi importa” quanto dell’altra.

io non so se riesco a spiegarmi, vorrei che fosse chiaro.

vedere napoli mi fa male, mi fa male al cuore, perchè di napoli mi importa.

perchè la sogno diversa e migliore, perchè so che potrebbe esserlo se solo si amasse un po’ di più.

perché ho visto in india maggiore povertà e maggiore sporcizia di quella che vedo qui, e “maggiore” è un eufemismo.

ma non ho mai visto questa amara disperazione che mi ammazza l’anima.

 

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10 risposte a proviamo

  1. tittisissa ha detto:

    Condivido la tua amarezza.
    Dovrebbero organizzare tra quelle strade una seduta del Parlamento, così…tanto per rendersi conto DAVVERO di quali sono le cose importanti da discutere qui.
    Fa tanta rabbia e tanto male che quasi si evitabdimparlarne per non alimentare un polverone e ahimè lasciar intentata qualsiasi strategia di ordine, riorganizzazione e pulizia. –.–
    Il mio pensiero ed il mio ricordo va anche a quell’uomo minuto e coraggioso. Ciao don Gallo :)

  2. AD Blues ha detto:

    Comprendo perfettamente.
    Non me ne vogliano gli amici partenopei ma credo che non vi potrà essere un Parlamento, Governo o Sindaco in grado di cambiare questo stato di cose; bisognerà che il cambiamento si operi nella testa dei napoletani perché, per esempio, è inutile affaticarsi a pulire il bagno se poi chi lo usa continua a pisciare fuori dal vaso… Sarebbe tutta fatica e soldi sprecati.

    —Alex

  3. marcoghibellino ha detto:

    Condivido Alex, e non è colpa dei napoletani inquanto napoletani ma è un comune sentire italiano ; è il ” tanto non ci si può fare nulla ” il ” non cambierà mai niente ” . Da qualche parte in qualche momento abbiamo totalmente perso l’orgoglio di sentirsi cittadini italiani, noi non ci incaziamo, mugugnamo, non ci diamo da fare, aspettiamo il deus ex machina, possibilmente che non ci faccia pagare le tasse e durare troppa fatica . Questa nazione è morta fatevene una ragione .

    • AD Blues ha detto:

      Parlavo di napoletani in quanto si trattava dei problemi di Napoli.
      Ovvio che se estendiamo il discorso al resto d’Italia è chiaro che ancora una volta la colpa del degrado è principalmente dei cittadini che abusano degli spazi comuni e non rispettano niente e nessuno, ignorano leggi e regolamenti e soprattutto non muovono un dito per cambiare le cose a parte protestare ma si sa, quello non costa nulla mentre muovere il culo per fare qualcosa costa fatica.
      Non solo, altro tipico tratto italiano è il dare la colpa “agli altri”, la colpa del degrado non è mai propria, sempre di qualcun altro.

      —Alex

  4. 4ngelo ha detto:

    Tempo fa, un signore napoletano mi disse “qui non c’è il popolo, c’è la plebe”

  5. laperfezionestanca ha detto:

    Da napoletana affermo che invece è colpa nostra. Se pensiamo che non ci si può fare nulla è colpa nostra. Se stiamo zitti quando un ragazzino va in motorino sul marciapiede è colpa nostra. Se l’Italia è ridotta così è colpa nostra. Anche se noi ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti.
    Per il resto mi piacerebbe tanto incontrarti se ti va, visto che sei qui a Napoli, e se hai tempo di farlo. Come fare ….

    • letteredalucca ha detto:

      Ciao! Purtroppo parto domattina, dopo una lunga settimana di lavoro intenso ma anche di passeggiate la sera nel vento della città. La paladina volta però magari lo scrivo prima, che sono capitata qui!

  6. Bianca-Hamburg ha detto:

    Mi dispiace doverlo dire ma io da Napoli sono fuggita. Ci torno sempre volentieri da turista (e, si, anche io mi tengo la borsa stretta, va fatto se ci tieni a quello che c’è dentro) pero’ viverci è un’altra questione. I napoletani non si ribellano a questo stato di cose, borbottano e si lamentano sottovoce. Ma ci avete provato a riprendere un motorino perchè cammina sul marciapiedi? Nove volte su dieci vi manderanno a cagare. Una su dieci scendono dal motorino e poi so’ cazzi vostri.
    Non venite a dire che ci sono tantissimi napoletani che si battono ogni giorno per una Napoli migliore perchè lo so e ne facevo parte, solo che a Napoli la situazione peggiora sempre. Si costruisce per poi veder distruggere. Ti derubano? Vai dai carabinieri e ti dicono di stare attento con un’alzata di spalle. Le cose non funzionano, ti dicono che potrebbe essere peggio. La città è sporca, non ci fa caso più nessuno. Subisci un’ingiustizia, ti dicono che l’importante è la salute.
    Bisognerebbe cambiare la mentalità della gente? Rafforzare le istituzioni? Forse le due cose insieme. Ma soprattutto bisognerebbe permettere alla gente di non avere più paura. Allora la gente si ribellerebbe eccome!

  7. laperfezionestanca ha detto:

    Chi si fa agnello il lupo se lo mangia. Io intendo continuare a lottare. Voglio essere una pietra nell’acqua. E fare cerchi.

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