profumi

serata lucchese, davanti al computer, scrivo cose serissime e compite.

dalla finestra aperta entra un soffio di dolce profumo di acacia.

resisto.

di nuovo arriva, stavolta insieme a qualche filo d’erba tagliato e a qualche pelo di pioppo scaldato dal sole.

guardo fuori.

ci sono le rondini che volano come matte, un arancio che è quasi fiorito, due api che si rincorrono e sbattono nel vetro delle finestre.

e allora divento ape anche io, esco dallo spiffero della finestra aperta, rasento il muro della facciata, un po’ sbriciolato dal tempo e dalle piogge troppo abbondanti di questo inverno, scampo ai piccioni che montano la guardia sulla canala e plano verso la strada grigia, piena di bimbi impataccati di gelato, di palloni calciati e di genitori spettinati.

raggiungo la mia vecchia scuola delle elementari, dove la mia maestra sta riconsegnando i quaderni finiti durante l’anno scolastico, rito di chiusura ufficiale dell’anno atteso da tutti noi quanto la messa di natale.

passo sotto ai tigli del giardino, sono quasi fioriti, fra pochi giorni il loro odore vincerà sulle acacie, anche se per adesso possono solo avanzare timidamente qualche piccola zaffata di profumo ancora acerbo.

il ghiaino infido brilla di bianco lungo la strada di farneta, trovarselo nelle ginocchia era un volo, e poi toccava l’acqua ossigenata, che impappava il sangue e la terra della ferita in una schiuma di bolle che pizzicava da morire e maledivi il ghiaino puntuto rimesso puntualmente ogni anno per farti cadere dalla bici.

e poi, da un fiore all’altro, eccomi di nuovo sulla via di lucca, verso casa, verso la finestra socchiusa e verso i gatti che mi guardano con le vibrisse accese.

entro di nuovo dallo spiffero di vetro, finisco sul divano, di nuovo davanti al computer.

viva la primavera.

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6 risposte a profumi

  1. tittisissa ha detto:

    Quanto mi piacciono i racconti della tua fantasia! Li adoro!!

  2. donna allo specchio ha detto:

    Tra le foto di Gubbio e la tua descrizione della primavera mi hai fatto venire voglia di fare un viaggetto in italia, cosa rara per me. Di solito è il biondino che, da buon francese, vuole visitare il bel paese che conosce poco; io invece gli chiedo spesso fine settimana sulla costa atlantica francese.

  3. AD Blues ha detto:

    I “gatti con le vibrisse accese” mi fa venire in mente un sadico gioco di baffi bruciati piuttosto che di felini sull’attenti….

    —Alex

  4. Gianc. ha detto:

    Donna fortunata,
    Disinfettata con l’aqua ossigenata!
    A me, piu’ sfortunato
    Disinfettavano il ginocchio scorticato
    Con L’alcool denaturato.
    Cosi’ condizionato pavlovianamente
    Alla vista della curva brecciolosa
    Quell’odore e bruciore ancor ho in mente.

  5. crash ha detto:

    ….si respira ogni dettaglio….

  6. La 'ognata ha detto:

    anch’io vittima del maledetto alcol denaturato. L’acqua ossigenata me l’hanno fatta conoscere intorno ai 18 anni. Dai 13 ai 18 invece c’era il Lisoform disinfettante, quello verde (che ho anche adesso in bagno). All’università ho scoperto che per combattere le infezioni la meglio è fare una combo micidiale di disinfettanti, per sconfiggere i batteri sia aerobi che anaerobi. Ho così scoperto di aver sofferto un casino per rischiare la vita comunque.

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