cara josefa

carissima josefa,

quando ieri mia madre mi ha chiamato per darmi un po’ mestamente la lista dei ministri del  nuovo governo ha detto scherzando: “ah, e poi c’è la tua amica!”

purtroppo non posso dire che tu sia una “mia amica”, essere amici è una cosa importante, che corrisponde a una definizione precisa e che si basa su un  vissuto diversissimo rispetto a quello che io posso dire di te.

ho passato però con te un intero giorno, un giorno tiepido e bellissimo, durante un corso dal quale ritengo di essere uscita migliore di come sono entrata, cosa che non sempre ai corsi avviene.

un intero giorno nel quale coraggiosamente ti mettesti a nudo per noi, raccontando una vita di vittorie e di sconfitte, di fermate e ripartite, di coraggio, di coerenza, di affetti necessari e importanti.

alla fine del corso, un po’ di spazio per le domande, che arrivavano da parte di tanti, fra cui la mia, che si sa, non riesco mai a stare zitta.

ricordo bene che ti chiesi, vista la tu esperienza, se fosse possibile, in qualche modo, da qualche parte, trovare una via di mezzo fra il mondo tedesco che avevi lasciato e che ti aveva formata, e il mondo italiano, che avevi abbracciato e del quale adesso facevi parte.

ti chiesi se si poteva coniugare il rigore e l’allegria, il calore con il senso di responsabilità, l’etica con l’elasticità.

mi dicesti che secondo te era possibile, e che l’unica cosa era quella di passare dal concetto di responsabilità e di amore e rispetto per se stessi e per gli altri.

ricordo anche bene che in quel momento pensai che forse, invece che fare l’assessore allo sport, tu avessi fatto il ministro, le cose potevano iniziare a cambiare.

e adesso non lo so se ce la farai, forse è ancora più dura che un allenamento spezza braccia in canoa, forse rimedierai battute d’arresto peggiori di quelle rimediate nello sport.

ma io, in tutto questo governo che non mi entusiasma affatto, della cui nascita ancora mi restano molti lati oscuri da capire, che ho vissuto con vergogna e con tristezza, vedo in te una persona sulla quale so di potermi fidare ad occhi chiusi.

di questi tempi, una candela accesa in una stanza buia, può aiutare molto le cose.

permettimi, alla fine di questa sviolinata, di prendermi una riga triste per quello che è successo oggi.

in questo momento disgraziato ci sono due carabinieri feriti e un atto terribile del quale faccio fatica a trovare una casella.

trovate, vi prego, il modo di dare una raddrizzata a questo paese, perché mi pare si stia perdendo ogni punto cardinale.

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5 risposte a cara josefa

  1. pensierini ha detto:

    Una Josefa (e una Cecilie) sono due rondini, che però non fanno primavera. E’ un governo democristiano. :-(

  2. donna allo specchio ha detto:

    Ed infatti io ho l’impressione di essere ritornata indietro di decenni…
    agli anni di Piombo per l’esattezza

  3. marcoghibellino ha detto:

    io ho un triste presentimento, anzi no, diciamo una sensazione, rafforzato dall’aver ascoltato Rodotà da Fazio , ho l’impressione che questo sia il governo della paura; cioè che la classe politica italiana si sia ( finalmente ? ) resa conto che siamo nella merda più totale, economica etica morale e culturale che , serpeggi un non celato e generale odio verso i “politici” che la misura sia colma . Questo governo vorrebbe essere il classico ragazzino olandese col dito nel buco della diga. E, perdonami Lucy, non ce l’ho con te, ma ne ho pieni i coglioni di sentire quanto sono bravi i tedeschi ; la crisi economica europea è anche colpa della spregiudicata politica economica della germania tra 1990 e 2004 e questo è un fatto , accettando per buono il valore delle critiche tedesche ai PIGs ( perchè non giriamoci attorno, hanno ragione) la Germania ha attuato ed attua una politica di supremazia economica da decenni , ha fatto pagare all’Europa la riunificazione delle germanie , ha suscitato la bolla immobiliare spagnola ecc ecc ; e adesso che il suo pil non cresce più come una volta sta diventando euroscettica come l’inghilterra , altro bel paese quello!

  4. donna allo specchio ha detto:

    Concordo con marco sulla Germania.
    A me viene in mente la strategia della tensione degli anni 70-80. Sicuri che cosi “il governo della paura” passa di sicuro.
    E poi c’è qualcuno che la fomenta questa paura urlando all’antipolitica, vedi Grillo ed il caro consigliere comunale torinese bertola. (ma mi fa specie ammettere di essere d’accordo con Alemanno, sig)

  5. tittisissa ha detto:

    Non ci resta che aspettare, vedere i risultati. Se e quando ve ne saranno.
    Allo stato (pietoso) attuale delle cose, non ci resta che questo!

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