ci mancava la marcia su roma

scrivo queste righe tipo “mago di arcella”, prima di leggere della “manifestazione” di roma dei grillini.

le scrivo in una mattinata di rabbia.

di rabbia perché leggo, adesso, quello che scrivevo qualche anno fa, quando scrivevo che il pd andava a fare un mostro a due teste, una pronta a sbranare l’altra alla prima occasione.

scrivevo che non si sarebbe dovuto, mai, chiudere un partito pur con i mille difetti che aveva, per fondarne uno insieme a coloro che non avrebbero aspettato un amen a divorare tutto, a distruggere tutto, a sciupare il progetto (ingenuo o in male fede che fosse, non lo so a questo punto) nel quale qualcuno stava credendo più per centralismo democratico che per vera convinzione.

allora il popolo della sinistra fu portato in dote alla sposa cannibale popolare, chiudendo le feste dell’unità, dopo poco chiamandole “democratiche”, piccoli gesti, piccoli però quanto simbolici della consegna di un patrimonio e di una tradizione allo sfattino, in un processo di distruzione entropica che mai avrebbe riportato al punto di partenza senza lutti, senza dolore e senza sciagure.

come quando da bambini mescolavamo il pongo verde e rosso e veniva fuori un orrendo marrone e imparavamo che il verde e il rosso erano entrambi perduti per sempre e ci saremmo rigirati per le mani quell’orrenda palla color merda che avevamo fabbricato.

davanti a questa distruzione annunciata, voluta e perseguita dalla peggiore classe dirigente (e in questo sacco metto dentro tutti, dalle lacrime di bersani alla ghigna di renzi) ci ritroviamo di nuovo come in quel momento storico, quando, all’indomani di una nuova vittoria del centro destra (e quella di ieri è stata un’enorme, insperata, perfetta vittoria del centro destra) ci ritrovammo tutti senza una casa,  senza un posto dove andare, con l’amaro in bocca e il senso di orfananza di chi aveva lottato e perso.

in tutto questo, oltre a berlusconi, si è aggiunto un altro stupratore della democrazia.

il beppe grillo che ancora non ci ha detto in quanti avevano scelto i suoi (e uso il possessivo perché così è, il 5 stelle è un partito personale esattamente come lo fu forza italia) candidati, e che oggi andrà a roma al grido di “ammazziamoli tutti”.

e che, come ha fatto berlusconi per vent’anni, diventerà anche lui la causa dell’impossibilità di prendere a calci nel sedere i dirigenti di questa zavorra disgraziata che è il centro sinistra italiano.

perché appena ho letto “ammazziamoli tutti” la rabbia si è trasformata in protezione, in senso del dovere, in voglia di andare a roma a difendere i cialtroni.

e stavolta non lo vorrei fare, vorrei poter dire “prego, accomodatevi, ammazzateli, sì, non meritano che io li difenda”.

ma io non sono così.

io non sono come lui.

io amo la democrazia, le istituzioni, il rispetto per le regole condivise.

e il mio essere migliore di lui e di tutti loro (lo sono, e allora? lo sono e lo scrivo e lo dico) mi frega.

perché se grillo continua sulla strada dell’urlo alla forca riesce solo in una cosa: impedire che il centrosinistra cambi e migliori, riesce solo a dare la scusa ai papaveri per restare al loro posto, per farmi scegliere il peggior democratico rispetto al miglior marciasuromista.

e abbiamo aspettato troppo tempo, perso dietro a dover difendere la costituzione, lo stato, le istituzioni, la magistratura dalle mire di berlusconi perdendo d’occhio il fatto che in nome di tutti questi nobili intenti perdevamo di vista chi erano e dove ci portavano la classe dirigente del centro sinistra.

se grillo diventa il nemico della democrazia impedirà a me di essere portatrice di cambiamento, perché davanti all’emergenza democratica si beve di tutto. anche l’acqua infetta di questi giorni.

per cui, nell’ordine, il mio primo avversario sono grillo e berlusconi.

il secondo sono quelli che ci hanno portato fin qui, a concedere a grillo e a berlusconi una vittoria a tavolino di cui il paese non aveva decisamente bisogno.

la mia speranza è che il pd si disperda prima possibile, dalle sue ceneri rinasca un partito normale, di sinistra, socialista, europeista, laico e moderno, attento al mondo del lavoro, dei diritti e della laicità dello stato.

il resto se  ne vada a far danni da un’altra parte, la sinistra ha già dato.

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11 risposte a ci mancava la marcia su roma

  1. fabio orselli ha detto:

    E la mia domanda che ti faccio ormai da anarchico perchè non credo più in tutti quei falsi burattini,guidati da pochi e occulti burattinai,la mia domanda è:chi metteresti alla guida di questa fenice rinata dalle ceneri di quella palla di merda del pd?

  2. AD Blues ha detto:

    Secondo me sbagli: le teste sono molte più di due; minimo tre ma potrebbero essere anche di più. È quasi un tutti contro tutti.

    Poi mi sbaglierò ma io sono sempre più convinto che Grillo sia al servizio di qualcuno…

    —Alex

  3. fabio orselli ha detto:

    Beh,la massoneria esiste……ma qui serve una ventata di aria nuova ….come si farà a svecchiare una classe dirigente obsoleta….io ho perso la speranza….ma al tempo stesso non mi va di lasciargli il “Mio” paese…..

  4. marcoghibellino ha detto:

    mmmmGrillo berlusca i giuda del PC ( Dalema in testa ) i cattolici …che l’ammazziamoli tutti, ad bestias, abbia un suo valore in fondo?

  5. donna allo specchio ha detto:

    non parliamo di rabbia…..

  6. gipo ha detto:

    Io ho compreso a pieno la tragedia della nascita del PD nell’ultima festa dell’unità a pisa, quando il partito era appena nato, ma la festa aveva tenuto il nome.
    (e guai a fare ironie, là dentro, si rischiava la morte)
    Dal ristorante si sentiva urlare “compagni, è arrivato il baccalà!
    E un tipo che sembrava uscito da berlinguer ti voglio bene, alla ruota della fortuna, presentava un ragazzino biondo dicendo “vesto vi viene dalla russia” come sigillo di qualità.

    Nostalgici, forse, fuori tempo. Ma per quella festa erano disposti a dare sangue e sudore. Come per il partito, perché erano mossi da un ideale. E un partito nato in provetta l’ideale non ce l’aveva, e non ha saputo trovarlo.

  7. tittisissa ha detto:

    A me è venuto il mal di stomaco. Sapevatelo. Ecco, e ho detto tutto.

  8. Orfeo ha detto:

    Hai già il mio voto

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