gatti e colori

un giorno, Nostrignore Granpittore, si mise a dipingere i gatti.

li mise tutti in fila per sei, a multipli di 44 con resti a piacere e con le code belle ritte e svolazzanti.

e poi li acchiappò per la collottola, uno alla volta, e con santa pazienza si mise a pitturare.

per pennello usò la coda del Gattosupremo Pennellatore, un super gattone gigantesco da sempre utilizzato dal NG per pitturare i felini grandi e piccini.

quando toccò a Priskalagatta, questa si mise paziente a farsi fare qualsiasi cosa e  così Nostrosignore Granpittore poté sbizzarrirsi in ogni divertimento.

le fece una linea scura intorno agli occhi, e righe che dagli occhi partivano per incontrarsi appena sotto le orecchie, aggiungendo grazia al profilo elegante.

altre righe sottili le fece andare verso l’alto, inserendoci lunghe vibrisse.

Priskalagatta si godeva placida la lezione di makeup.

scese lungo il collo, per fare righe sempre più sfumate, usò  il grigio, il tortora, il rosa, il nocciola, rubò i colori della civetta, della tigre e degli scoiattoli, li mescolò con sapienza e donò a Priskalagatta un manto speciale, che cambiava colore col tempo e l’umore, con l’estate e l’inverno, al punto che oggigiorno nessuno sa dire in realtà di che colore sia: chi dice rosa, chi dice grigia, chi dice Priska, intendendo con questo il preciso colore che nessuno sa esattamente definire.

dopo toccò a Frida, che si presentò davanti a Nostrosignore Granpittore sputando la sciangomma e attaccandosela sotto una zampa.

appena vide la coda del Gattosupremo Pennellatore iniziò a giocarci, sporcandosi subito i baffi con uno strano tono di verde.

Nostrosignore Granpittore sospirò. non sarebbe stato semplice.

Frida infatti non riusciva a star ferma e non è che un gatto, se sbagli, lo puoi lavare, si indemonisce ancor di più e diventa un casino.

così mise la coda del Grangatto nella pittura bianca e provò a dare una pennellatina.

mentre faceva la prima riga però Frida si mosse, rendendo la linea uno zigzag che neanche una zebra ubriaca.

allora con pazienza inzuppò la coda nel blu e cercò di rimediare.

ma anche in quel caso la gatta irrequieta morse la coda e il blu finì tutto in un orecchio.

provò a fare un piccolo ghirigoro violetto, intorno al naso, ma già non era convinto lui, in più Frida protestò energicamente, sporcando di lillà i gatti del circondario.

allora tentò l’ultima carta, prese la tempera del tigrato, quella di solito copre tutto.

macché. Frida la divorò in un battibaleno, liberando una scorreggia mefitica che fece svenire gli astanti per qualche minuto.

Nostrosignore Granpittore si stufò. agguantò Frida e la tuffò nel barattolo della vernice nera.

ne uscì un gatto color corvo, dalla forma tozza e dagli occhi gialli che meditavano vendetta.

e infine me l’affidò, insieme all’elegante Priska la gatta.

“senti, una mi è venuta bene, l’altra invece ho dovuto rimediare come ho potuto, tanto è bella lo stesso!”

da quel giorno esiste il color Priska e invece Frida è nera come la notte.

(questa storia, mi è stata raccontata da HDC che c’era anche lui a pitturare, dice).

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7 risposte a gatti e colori

  1. AD Blues ha detto:

    Bellissimo!
    Ma HDC è sicuro-sicuro che i gattineri siano tutti stati fatti per rimediare agli errori come si faceva con le pezze a Prato? :-D

    —Alex

  2. biba ha detto:

    Bellissima storia! Dev’essere per questo motivo che Brisa è tutta grigio ferro a parte due macchie bianche su petto e pancia dove il colore non è riuscito ad arrivare… (“sputando la sciangomma e attaccandosela sotto una zampa” mi ha fatto ribaltare dal ridere!)

  3. tittisissa ha detto:

    Che bellissima storia Lucettina!
    Frida nera come la notte, con la quale si confonde perfettamente, le calza a pennello. Priska il gatto rosa, regale e naturalmente elegante. Che fortuna immensa è poter condividere la propria casa con i gatti. Ci si sente come eletti tra gli uomini! ;-)

  4. marcoghibellino ha detto:

    Zorro, il mio gatto nero ( ma nero assoluto) per qualche scherzo della genetica è venuto a pelo lungo, questo significa che giornalmente viene spazzolato e strigliato sul tavolo del giardino onde evitare che divenga un gatto Rasta. Il momento della strigliatura è un momento di grande godimento per lui che assume atteggiamenti di totale lussuria ( gli altri 3 invidiosi prichiedono lo stesso trattamento e così va via un oretta ; ma non basta , appena abbandonato il giardino uccelli di ogni tipo si fiondano ad appropriarsi del pelame sparso per costruire nidi.

  5. Graziella ha detto:

    Bellissima :D

  6. pensierini ha detto:

    Priska è una gatta calico?

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