lei disse sì (omaggio a due donne generose)

ho cercato a lungo l’aggettivo per definire le due donne delle quali ieri sera ho sentito la storia.

il primo  che mi era venuto in mente era “coraggiose“, ma non rendeva giustizia a quello che avevo ascoltato.

il coraggio, in fin dei conti, dipende molto da quello che ci è successo lungo il cammino di una vita, e c’è chi ce l’ha e chi non ce l’ha, a seconda di quello che ha vissuto, di quello che ha passato.

poi ho pensato a qualcosa che avesse a che fare con l’intelligenza, lo erano, senza dubbio, parevano intelligenti e mature e forti, parevano un sacco di cose, ma l’aggettivo restava sempre nella tastiera.

alla fine, l’aggettivo che è uscito e che mi pare decisamente adatto è “generose”.

lo ha detto anche una di loro, che a volte la vita può anche essere facile, anche in un paese che fa dell’omosessualità qualcosa di cui parlare sottovoce, che nega diritti che altrove sono assodati e che rimane secoli indietro agli altri paesi, la vita, dicevo, può essere semplice, se si è dotati di solidi affetti, solidi amici, una vita fortunata e con un buon lavoro.

perchè no? dove sta scritto che occorre per forza soffrire?

ma la generosità di cui vi vorrei parlare oggi è proprio la voglia di queste due donne di far sì che la loro storia d’amore, che presto coronerà in un matrimonio svedese, diventi una storia di tutti, che aiuti chi ancora annaspa, oppure chi ancora non ha saputo, capito, compreso cosa fare.

è la storia di “lei disse sì”, la storia che ho sentito ieri sera in uno scalcagnato teatro pisano.

la storia di un progetto in rete, fatta da un blog, da alcuni video e dal progetto di un documentario, che due ragazze innamorate hanno deciso di fare, affinché “serva anche agli altri”.

ecco la loro generosità.

in fin dei conti sono due donne “di successo”, con un bel lavoro, con una vita normale e serena.

nessuno le obbligava a mettere le loro cose, il loro cuore, i loro desideri e le loro aspirazioni nella rete.

andate a vedere questo loro blog fatto di risate e di allegria, ascoltate le loro parole serene di donne intelligenti e determinate, donne delle quali andare fiere, perdìo.

non è una piccola battaglia di basso profilo.

i diritti degli omosessuali sono i diritti di tutti, sono universali, come il diritto alla felicità, alla dignità, all’espressione della propria singolare unicità.

siate felici, lorenza e ingrid, possiate avere il matrimonio più bello del mondo, quel giorno e tutti i giorni a venire.

 

 

 

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3 risposte a lei disse sì (omaggio a due donne generose)

  1. AD Blues ha detto:

    Sì una bella testimonianza di generosità ma anche di normalità.
    Quella normalità di una coppia che serenamente e naturalmente (come tutte le coppie innamorat*) decide di sposarsi.

    L’unica cosa che mi frulla in testa da ieri è: se invece di Lorenza ed Ingrid il blog fosse stato di Lorenzo e Mario, l’accoglienza della rete (non del pubblico del teatro che ovviamente è “di parte”) sarebbe stata la stessa?
    Ma sono solo io oppure percepisco in giro più pregiudizi verso l’omosessualità maschile rispetto a quella femminile?

    —Alex

  2. tittisissa ha detto:

    Mi associo ai tuoi auguri per loro. ;-)

  3. Megant ha detto:

    Io non capisco proprio come si possa considerare “contro natura” l’omosessualità, non capisco la posizione della Chiesa e mi indigno per appartenere ad uno Stato dove i diritti degli omosessuali non vengono rispettati, dove qualsiasi proposta di legge per tutelare i loro diritti non è riuscita a diventare realtà a prescindere dal nome che gli si è dato.
    Quanto all’omosessualità maschile o femminile non credo ci siano grossissime differenze. L’omosessualità maschile è di solito accettata meglio dalle donne, che però spesso si trovano in difficoltà nei confronti dell’omosessualità femminile quindi penso che più o meno siamo lì. Forse l’omosessualità femminile dà meno nell’occhio perchè è normale, fra amiche, scambiarsi delle effusioni (come abbracci o tenersi per mano o camminare a braccetto) che fra uomini sono assolutamente impensabili. Dove veramente ho visto tanta discriminazione è nell’ambito dell’omosessualità di disabili, forse perchè in quel caso gli scogli da superare sono due! E, paradossalmente, può capitare che un omosessuale disabile discrimini la disabilità in generale mirando al compagno fisicamente “perfetto”.

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