la metafa

la metafa si è palesata sotto i miei occhi in una buia serata di pioggia, mentre mi trovavo ad aspettare davanti all’ingresso di un supermercato, il marito che tOrdava.

e allora ve la racconto.

io stavo lì, col mio bell’ombrellino comprato a liussembiurghio (mica devo pensare che sia per quello che dopo sei anni ancora non sia rotto, vero?) ad aspettare proprio davanti alla porta.

davanti a me un viale piuttosto grandino divideva la zona di uscita da quella dei parcheggi, tanti e ben disposti.

una signora anziana, con una macchinetta piccinetta, parcheggia non dentro il parcheggio, ma un po’ “di sgamo” vicino alla porta, in divieto di sosta.

la macchina è piccina, non ingombra quasi la strada, e la signora è zoppissima, quando la vedo uscire e arrancare sotto la pioggia penso che non sarà certo la fine del mondo.

dopo pochi minuti arriva una seconda macchina, più grande, anche se utilitaria.

parcheggia a razzo dietro la macchina della vecchietta.

scende, tacchi alti, pantaloni aderenti, messa in piega della donna che non deve chiedere mai.

penso che sia un po’ stronza, in fin dei conti il parcheggio “regolamentare” è appena a pochi metri, ma che non me la sento di dire nulla di che, visto che ha parcheggiato dietro un’altra macchina, anch’essa in divieto, pur se abitata dalla vecchina tremolina.

altri cinque minuti e dietro l’utilitaria parcheggia un macchinone.

dal quale scendono: mamma, due figliole e babbo.

la strada ormai è ridotta alla metà della sua grandezza normale.

penso di vivere in un paese del cazzo, dove ognuno, pur di non prendere in testa due gocce d’acqua, parcheggia senza pensare a cosa succederebbe se, come direbbe Kant, “la massima della sua volontà diventasse massima universale” o, come direbbe Santina, che mi ha cresciuto: “oh bi’, ma se tutti facessero un po’ così, che succederebbe?”

la vecchietta ha sbagliato nello stesso modo e nella stessa quantità delle altre due macchine?

siamo davvero “tutti uguali”?

credo che in germania neanche la vecchietta avrebbe parcheggiato in divieto di sosta, forse in germania in quel punto ci sarebbe stato un parcheggio per persone a “mobilità limitata” come si dice adesso e non sarebbe stato occupato da un suv nero opaco, credo che i genitori avrebbero parcheggiato nel posto giusto per “dare il buon esempio ai ragazzi” e credo che la signora dai tacchi che non devono chiedere mai sarebbe stata severamente redarguita dai passanti.

forse noi italiani ci meritiamo quello che siamo.

forse sì.

non lo so.

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17 risposte a la metafa

  1. hetschaap ha detto:

    Io toglierei senz’altro il forse! Lungi da me il voler generalizzare (cerco sempre di evitarlo) ma in Italia, purtroppo, le regole sono sempre soggette ad interpretazione. E se il mio ‘bisogno’ si scontra con la regola è quest’ultimo che vince. Sempre.

  2. tittisissa ha detto:

    Anche io, anche io! Senza il forse! Ci meritiamo quello che siamo. Con le dovute eccezioni, naturalmente. Ma, ecco.

  3. AD Blues ha detto:

    No, non è una questione di “merito”, noi VOGLIAMO semplicemente essere così.

    Vogliamo un paese dove le regole sono flessibili in modo da applicarle solo quando ci fa comodo ed allo stesso modo ci lamentiamo quando queste regole non vengono seguite dagli altri.

    Votiamo il nano perché lui ci assicura condoni tombali e rimborsi delle tasse, votiamo Grillo che manda affanculo gli “altri” ossia il nostro più acerrimo nemico, mica Bersani che ci dice pacato pacato che l’Italia deve essere più giusta per tutti (quindi anche per il vicino che non sopporto)

    Siamo così e purtroppo dovremmo farcente una ragione… :-(

    —Alex

  4. marcoghibellino ha detto:

    ora…non per dire eh… ma se mi prendi ad esempio i lucchesi ……..
    Perfidio Demon

  5. crash ha detto:

    in prima battuta mi vengono in mente i parcheggi in Francia: sono concepiti per “ospitare” le auto di oggi che, rispetto a ieri, sono decisamente più lunghe e più larghe; da noi invece tengono ancora conto, nel disegnare il rettangolo sulla strada, di modelli tipo: fiat 850, Prinz, 600, Tipo, Lancia Hf, secondo me hanno ancora gli “standard” di 50 anni fa, tranne rare eccezioni….Un’altra cosa, ho notato, che anche “alcuni” stranieri (non faccio nomi, eh…che dopo…) che vengono in Italia si comportano, spesso, come degli incivili: qualche anno fa ad un “oltralpe” che aveva parcheggiato a cavallo di due posti auto ho lasciato sotto i tergicristalli un foglio A3 con scritto con pennarello nero: “a casa tua non avresti parcheggiato così da culo, vero ?”.

  6. franci ha detto:

    Quoto tutti, è tutto vero, purtroppo.
    L’unica arma che abbiamo è comportarci in modo diverso ed insegnare ai nostri figli a fare altrettanto. Se non lo fanno le istituzioni, almeno proviamoci noi a coltivare il senso civico ed il rispetto per gli altri.

  7. stefafra ha detto:

    Cosa vuol dire “metafa” ? Capisco il concetto, ma la parola non l’ho mai vista.
    Mi piace molto questo post, ho fatto spesso osservazioni simili alle tue.

    Io sono convintissima che prima di guardare a come si comportano gli stranieri in Italia bisognerebbe cominciare a guardare come ci comportiamo noi stessi. (anche perché gli stranieri appena arrivano in Italia e si riprendono dall’effetto “guidare in un flipper impazzito”, si adattano agli usi e costumi locali).

    Comunque la vecchietta deve farsi dare il contrassegno disabili per la macchina, e parcheggiarla dove ci sono gli spazi, magari prendendo a bastonate eventuali abusivi parcheggiati nei posti per disabili pur essendo abilissimi e saltellanti.

    • letteredalucca ha detto:

      la usava guzzanti in un suo personaggio, rokko smitherson, al posto della parola “metafora”

      • marcoghibellino ha detto:

        altresi utilissimo strumento, IL Portachiavi temperino multi lama , permette di educare democraticamente il parcheggiatore protervo secondo il metodo ”

    • donna allo specchio ha detto:

      non sempre è facile anche perchè i posti per gli handicappati in italia sono sempre presi.
      Più che prendere a bastonate anch’io preconizzo l’uso del taglierino., come marco. Io l’ho usato una volta qui in Francia quando un automobilista aveva parcheggiato davanti al mio garage lasciandomi uno spazio minimo se non impossibile per far passare la bici. E casualmente dal pedale della bici sporgeva un filo che ha rigato la fottuta mercedes nera…..

      • donna allo specchio ha detto:

        be, la tizia, la prugna secca che normalmente la macchina la mette nel suo garage che si trova a due passi dal mio cancello, non l’ha mai rifatto

  8. marcoghibellino ha detto:

    Colpirne 100 per eduicarne 1, meglio di niente

  9. marcoghibellino ha detto:

    Donna, consiglio di fondare il Gruppo ADcB Azione Diretta contro I beceri, sarà un gruppo diviso in sezioni clandestine, una per ogni paese europeo , che sò, Gruppo Robin Hood ( UK ), groupe Tierry la Fronde ( Fr) Till Uilenspiegel groep (NL) … oltre alle taglierine e chiavi anche la colla al cianuro e lo sverniciatore spray fanno miracoli

    • crash ha detto:

      un paio di volte ho trovato davanti a me degli ostacoli…ci sono passato sopra: erano due auto parcheggiate dove la gente DEVE passare e non c’erano alternative, è bastato salirci sopra cofano, cappotta, bagagliaio e scendere dall’altra parte.

    • donna allo specchio ha detto:

      ci sto

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