la scuolina

La mia scuolina era dedicata a Augusto Mancini, e si trovava a Maggiano, terra di campi e di matti del manicomio.

ora la mia scuolina è chiusa, perché non ci sono abbastanza bimbi ed è diventata sede di uffici amministrativi.

ci sono passata ieri sera, alla mia scuolina, per una conferenza.

sono passata a vedere la stanza dove le bidelle mi facevano il té quando avevo mal di pancia e dove la bidella Mirella mi lesse il tema sul mio papà che avevano pubblicato sul giornale, il mio primo blogghino, e la mia prima lettrice, se si escludono mamma e nonna, che non vale perché loro le obbligavo.

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ho trovato, esposto come un pezzo di museo, il compasso della maestra, il portone per andare fuori, nel giardino dietro, che veniva aperto con solennità cerimoniale dalla bidella solo quando la stagione lo consentiva, il bagno dei maschi e quello delle femmine, da un capo all’altro del lungo corridoio.

ma sono stata felice di aver trovato soprattutto dei libri.

non quelli delle mie scuole elementari, che erano storie tremende di bimbi abbandonati o orfani, come il piccolo remigio protagonista di senza famiglia o la terribile e triste storia di oliviero twist, (le traduzioni dei nomi accrescevano il senso di terribilezza, non solo il piccino non aveva la mamma, gli era pure toccato in sorte il nome di remigio…) ma libri “di tutto un po’”, forse raccolti da altre biblioteche, forse rimasugli delle scuole chiuse nel circondario, forse eredità di gente di paese, non so.

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ma il tentativo di avere una microbiblioteca, lì, nella terra dei matti e dei campi mi ha commosso.

una biblioteca sconosciuta, indipendentemente dal valore di ogni volume, è un sacchetto di semi. è un po’ come quando ti spiegano la differenza fra energia cinetica e energia potenziale.

un masso che rotola manifesta energia cinetica, un masso in bilico sulla montagna contiene esattamente quella stessa quantità di energia ma potenziale, inespressa, apparentemente invisibile ma esistente.

basta un nulla, un piccolo cedimento del terreno, un sassolino sotto spostato da un lombrico che passava di lì ed ecco che il sasso inizia a rotolare, trasformando quello che prima non si vedeva nell’espressione travolgente dell’energia.

questo è una biblioteca di paese.

una serie di sassi, messi sul crinale della mente delle persone, pronti per rotolare.

ho preso in prestito un libro: “ateismo nel cristianesimo”, di Ernst Bloch”.

ho visto una ragazza fare altrettanto.

sono sicura che questi due libri viaggeranno per qualche giorno e poi torneranno alla biblioteca, pronti per rotolare via di nuovo.

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4 risposte a la scuolina

  1. paleomichi ha detto:

    che bello queso post…

  2. Gino il pollo ha detto:

    Ernst Bloch nacque a Ludwigshafen nel 1885 e oggi in quella città che puzza di chimica c’è un centro culturale a lui dedicato che è un masso rotolante di idee. Pensando a questo grande pensatore del novecento sono speranzoso nel credere al valore dei tuoi piccoli lombrichi, Lucia, e al fatto che quel masso rotolante sarebbe sicuramente rimasto immobile sul crinale se non fossero passati sotto di lui piccoli lombrichi e non lo avessero smosso.

    Se vi capita, andateci http://www.bloch.de/, ne vale la pena.

  3. Simona ha detto:

    che bello…mi sono ritrovata con te piccina a esplorare la tua scuolina, e poi a immaginare i viaggio dei libri in prestito, e a come impercettibilomente cambieranno la vita delle persone che li hanno leggeranno…un bacio al volo tra una correzione e l’altra!

  4. tittisissa ha detto:

    Trovo che quella della biblioteca sia un’idea, per quanto antica, del tutto rivoluzionaria. E meravigliosa. Scoprire l’esistenza di piccole biblioteche in giro per le scuole non solo è utile, ma perfino romantico. Chissà se i ragazzi dell’era di facebook potranno apprezzare quanto apprezzavamo noi…

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