pensieri e parole

ci sono parole che si sono rincorse in questa campagna elettorale, che mi hanno colpito, per la loro frequenza e per come sono state gettate, come sassi, nelle frasi della gente, come se non fosse più importante capire cosa vogliono dire.

ci sono frasi di cui continuo, inutilmente, a chiedere il significato, il contesto nel quale vengono utilizzate, il motivo del loro uso e il destinatario.

quelle che mi ricordo le  metto in fila, per vedere se, a riordinarle come un cassetto di calzini spaiati, riesco anche a capirne il significato e il valore.

in cima metto la parola più corta e più sentita:

“voi”.

“voi” in confronto a “noi” o, anche più spesso, in confronto a “lui”.

“voi” rivolto a me, ad esempio, per mescolarmi con chissà chi altri che non conosco.

“voi dovete andare a casa”. ad esempio. ma “voi” chi?

“voi credete di essere superiori  alla gente comune”.

“voi”?

e la gente comune esattamente chi è?

“arrendetevi, siete circondati”.

ma dice a me?

no, perchè, se io non sono lui, se io non sono “noi”, allora giocoforza sono “voi”, per cui fra coloro che si devono arrendere e che sono circondati ci sono anche io, devo immaginare.

arrendermi a che, di preciso?

premesso che una frase del genere d’istinto mi fa prendere il badile, senza neanche sapere esattamente chi è che mi circonda e che vuole da me.

la seconda parola è “apparato”.

fanno parte dell’apparato tutti coloro che non sono d’accordo con lui. con loro, forse.

l’apparato è quello che resiste, quello che non è d’accordo con la folla esaltata dal santone, l’apparato sono sempre gli altri. forse coincide col “voi” di prima. l’apparato è il presidente della repubblica, il parlamento, ma anche il condominio, pare, e, alla fine pure io, pure questo blogghino, apparato anch’esso, prigioniero e circondato.

(dov’è che avevo messo il badile?)

ancora una parola: “rete”.

la rete, che tanto amo e che tanto mi ha dato, e che viene osannata come garanzia di democrazia “in quanto tale”, che esalta il sentito dire, la frottola riverberata, il maiuscolo utilizzato come Maître à penser, che pubblica foto di cuccioli da adottare che ormai sono più vecchi di matusalemme sempre con la stessa ansia, che fa girare e condivide leggende metropolitane con lo stesso peso e con la stessa leggerezza di come diffonderebbe un brano dai quaderni dal carcere.

la rete, che drammaticamente pullula dello stesso popolo del bar.

un’ultima parola: “nuovo”.

la sentivo dire di S.B., la sento adesso di nuovo rimbombare negli stessi luoghi.

la sento dire anche dalla stessa gente. quella gente che fin’ora era alla finestra, indecisa se guardare la strada o la televisione.

adesso parla del nuovo e pensa, per questo, che sarà assolta, quando il nuovo diventerà vecchio.

 

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7 risposte a pensieri e parole

  1. stefafra ha detto:

    grazie, hai espresso il mio pensiero alla perfezione

  2. marcoghibellino ha detto:

    a me viene da ridere, rido perchè , poi si vedrà, quando dagli slogan sarà il momento di passare ai fatti, quando qualcuno dovrà gestire un, partito no, branco? gregge ? accozzaglia di gente per bene, meno per bene , disperati, complottisti che l’11 settembre è colpa di alieni, ex pdellini ex leghisti ex fascisti fascisti non ex pensionati che vanno in piazza ma chiedono i moduli per rimborso IMU supereroi gente che.. ma che fai? giro vedo gente faccio cose…

  3. laperfezionestanca ha detto:

    Io intanto tiro su un piccone, per far compagnia al badile….

  4. 4ngelo ha detto:

    Il vero problema è il suffragio universale. E non ischerzo. Il problema è che ‘sto cazzo di suffragio funzionerebbe se avessimo una società che forma dei cittadini coscienti dei loro diritti e dei loro doveri, e non delle pecore ignoranti. Esisteva un tempo l’ora di educazione civica. Avevo si e no sette-otto anni, e i mestri mi spiegavano che esistevano le elezioni, che era importante andare e che delle persone avevano combattuto ed erano morte per quello.

    E ora mi tocca leggere che ci sono delle persone che si portano le penne da casa…

  5. tittisissa ha detto:

    Sono confusa, aiuto!

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