incroci, linee pure e semi sterili

ecco qua.

poi non vi lamentate però! :)

alex mi chiedeva come facevo a sapere che il potimarron non è un incrocio.

in effetti, a guardare una pianta, un frutto, un fiore, non è possibile sapere “a priori” se siamo davanti a un incrocio o a una “linea pura”.

se non lo conosciamo, l’unico modo per capirci qualcosa è, in effetti, seminarlo.

e seminarlo un numero di volte abbastanza grande.

lo semino una volta: posso ottenere un frutto uguale a quello di partenza, lo semino un’ altra volta e potrebbe risuccedere (ovviamente parlo di ri-seminare non da semi dello stesso frutto, ma da semi appartenenti a generazioni successive!).

lo semino altre dieci volte  e se ottengo sempre lo stesso frutto posso anche cominciare a pensare di essere davanti a una linea pura.

questo fu quello che per esempio fece il buon gregor mendel: autoincrociò (mise in contatto cioè polline e pistilli dello stesso fiore) per generazioni le stesse piante, fino a che non fu “abbastanza sicuro”.

nel mondo vegetale (e non) le sfumature sul concetto di incrocio si sprecano.

gli incroci infatti possono essere fatti fra specie diverse, all’interno della stessa specie, all’interno della stessa sottospecie, perfino fra fiori identici che differiscono soltanto per una caratteristica tipo il colore dei petali.

un individuo fa quindi parte di una linea pura quando presenta omozigosi per ogni suo possibile gene.

è invece definito “eterozigote” quando presenta, per almeno un gene, due alleli diversi. (per chi si fosse perso le definizioni di gene e allele, può guardare qui).

quindi, a seconda del livello di “purezza” che vogliamo, decideremo che cosa sia un “incrocio”.

incrocio potrebbe essere quello fra una rosa rossa e una rosa bianca, incrocio potrebbe essere quello fra un grano a chicco grosso e uno a stelo corto, ma incrocio potrebbe essere anche quello fra un arancio e un mandarino.

la differenza sta nel “livello”.

nei primi due casi si parla di varietà diverse della stessa specie.

nel terzo caso si tratta di un incrocio fra due specie diverse.

qual è la differenza?

incrociando due varietà si ottiene una discendenza con caratteristiche ibride tra le linee parentali, i petali potrebbero venire fuori screziati, rosa, ma anche, attenzione, bianchi e rossi come quelli di partenza, a seconda delle possibili combinazioni genetiche (che potete rileggere qui)

incrociando due specie diverse si ottiene un individuo che ha caratteristiche ibride fra i due “genitori”. ma un individuo sterile.

per cui il mandarancio è sterile e il mulo anche.

sono incroci che in natura avvengono di rado e casualmente, che l’uomo ha scoperto e “incentivato”cercando di creare, fin dalla rivoluzione neolitica, specie che rispondano a caratteristiche ben precise.

l’uomo ha infatti cercato di “addomesticare” la natura che lo circonda, per ottenere specie animali e vegetali che meglio si adattassero ai suoi bisogni.

all’interno della stessa specie, per esempio il cane, il cavallo, la pecora, il gatto, la mucca, l’uomo è riuscito ad ottenere, attraverso incroci, delle varietà diversissime, dal chihuahua all’alano, dal barboncino al dobermann.

fra specie diverse come dicevo possiamo trovare il mandarancio, o il mapo (che io adoro, fra mandarino e pompelmo), o il simpaticissimo mulo (asino e cavalla).

l’incrocio fra specie diverse rende sterile la progenie perché due specie diverse hanno un numero di cromosomi diverso: rimescolandosi, queste coppie di cromosomi non si appaiano bene durante la meiosi e non si riescono a formare i gameti.

l’incrocio non è l’unica causa di sterilità.

molte piante domestiche (e non) sono sterili.

premessa necessaria: non tutte le piante si riproducono per via sessuata, tantissime, specialmente le infestanti, si riproducono per tallo, per talea, per rizoma: sono modalità “asessuate”, che non comportano rimescolamento genetico, che funzionano benissimo in caso di ambiente costante e che si adattano perfettamente all'”esigenza” di ricoprire vaste fette di territorio in poco tempo.

ad esempio si riproducono per tallo i rovi e le fragole, per talea le rose, per rizoma le canne e tanti altri.

molto spesso le due modalità possono essere presenti contemporaneamente, “da bosco e da riviera”, insomma.

è il caso dell’addomesticamento della banana.

Inside_a_wild-type_banana(la foto è tratta da wiki)

mangereste mai una banana simile? questa è una banana selvatica, piena di semi.

nelle banane “domestiche” i semi si sono ritirati, fino quasi a scomparire (sono le macchioline  nere che si vedono ogni tanto).

tutte le banane che mangiamo oggi derivano dalla banana “semosa”. ma neanche una ha più i semi.

la banana infatti può sviluppare una “poliploidia”: cioè una duplicazione, triplicazione o quadruplicazione del corredo cromosomico.

la poliploidia succede quando la divisione a metà del numero di cromosomi durante la formazione dei gameti “salta” e si forma un uovo con il numero normale dei cromosomi.

quando questo uovo incontra uno spermio “normale” il numero dei cromosomi diventa “triplo” invece che doppio.

normalmente questa condizione non è compatibile con la vita, specialmente negli animali. ma nelle piante invece sì.

l’inconveniente è che non si fanno semi.

quando l’uomo ha assaggiato la prima banana poliploide ha pensato che fosse una grande ganzata e ha iniziato a coltivarle.

coltiva oggi coltiva domani, adesso tutte le banane sono poliploidi e senza semi.

tutto questo prima dell’invenzione delle multinazionali, degli OGM e dei brevetti.

su questi ultimi aspetti ho scritto decine di post e non vorrei annoiarvi, mettete uno di questi termini nel motore di ricerca del blogghino e troverete un sacco di pipponate.

quello che vi vorrei dire qui è che un incrocio, “in sé” non ha niente di buono o cattivo, è un tentativo, che l’uomo ha fatto per migliorarsi la vita, come tanti altri che ha fatto in passato e che si spera continuerà a fare in futuro, come estrarre antibiotici dalle muffe, creare vaccini o scoprire il nerve growth factor, tanto per ripensare di nuovo a rita levi-montalcini.

gli OGM sono “incroci” più sottili e raffinati, e vale per loro la stessa considerazione generale, quello che conta non è il come li si ottiene, così come non ci scandalizza che si incroci un cavallo con un mulo, ma quello che possono rappresentare.

come vi dicevo di OGM abbiamo dibattuto a lungo e i nuovi del blogghino possono trovare un sacco di articoli nell’archivio, vi lascio con un link a un cavallo di battaglia sulla questione OGM, il golden rice, come esempio di “incrocio a fin di bene”. :)

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4 risposte a incroci, linee pure e semi sterili

  1. AD Blues ha detto:

    Evviva i pipponi!
    Grazie!

    —Alex

  2. tittisissa ha detto:

    Alla faccia del pippone!

  3. stefafra ha detto:

    Una volta incappai in nel video cristiano fondamentalista che al link sotto, in cui la banana veniva portata come dimostrazione di “intelligent design”. Evidentemente l’autore non aveva mai visto una banana selvatica ;-)

    Ridacchiate pure, ma il tipo é serissimo…

  4. Simona ha detto:

    evviva i pipponi!!!!! sono troppo appasionanti…sei la mia insegnante di biologia preferita, ed è soltanto grazie a te che ho scoperto di amare la biologia evoluzionistica…grazie ancora!! smacche smacche!!!!

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