trapianti di coraggio

esistono persone forti e coraggiose che quando devono subire una disgrazia insuperabile non si lasciano annullare ma cercano di trasformare una parte della tragedia in speranza.

sono i donatori di organi.

il cuore di un figlio nel petto di un altro bambino, le cornee che vedono con gli occhi di un altro, i reni che aiutano una persona sconosciuta a vivere ancora.

accanto a loro ci sono i donatori di coraggio, e i trapianti di speranza.

è il caso dell’associazione http://www.annastaccatolisa.org/, che nasce  dalla storia di Anna Lisa, una ragazza che ha raccontato il cancro dalle pagine del suo blog.

Lei, si dice, “non ce l’ha fatta”.

è questo che si usa dire quando qualcuno muore. un eufemismo scemo, che serve però quando la parola “morte” ci fa troppa paura, come fa a me e come credo faccia a tutti.

l’associazione creata a suo nome è nata per la prevenzione, la ricerca e la cura dei carcinomi mammari, ha raccolto fondi per una borsa di studio sulla ricerca di una cura per i carcinomi mammari tripli negativi e forse, un giorno, avrà contribuito alla speranza di una donna alla quale nessuno dovrà più dire “ci dispiace, ma non esiste una cura per la sua malattia”.

la presentazione della borsa di studio avverrà sabato prossimo, 6 Ottobre, a Montecatini, in un convegno organizzato dall’associazione e la storia di Anna Lisa farà un altro passo in avanti.

è un trapianto di speranza. quando la malattia schiaccia una persona e questa persona soccombe ma non si arrende, resta umana, vive con gli altri e agli altri lascia un testimone di vita vera.

dedico ad Anna Lisa le ultime parole di una donna che ha vissuto una vita lunga e complicata, attraversando la guerra, la povertà, il duro lavoro e una famiglia allegra e numerosa, ma che, come tutti noi, ha dovuto, una notte, affrontare la morte che sentiva vicino.

dedico ad Anna Lisa le ultime parole di mia nonna: “Spaventata sì, disperata no.”

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3 risposte a trapianti di coraggio

  1. Megant ha detto:

    Mi hai commosso…
    Nel trapianto di organi credo molto, mi sono iscritta all’AIDO il giorno dopo aver compiuto 18 anni, ho cercato di fare anche propaganda ma non sono capace di comprendere chi preferisce che i suoi organi si degradino nella terra insieme al resto del corpo anzichè donare ad un dializzato una vita più normale. Non capisco come si possa non provare pena per una persona, a volte un bambino, che deve mettere un ago nelle vene 3 volte a settimana e stare attaccato ad una macchina per ore.
    Con i bimbi che combattono contro tumori e leucemie e le loro famiglie per tutta una serie di motivi ci sono molto a contatto e ogni volta è uno strazio ma rispetto a 30 anni fa una speranza c’è, è reale e va acchiappata con tutte le forze perchè il pensare di avere una speranza gioca un ruolo fondamentale nella riuscita della cura.
    Scusate il pippone, a tratti forse un po’ polemico, ma l’argomento mi tocca molto

  2. Felipe ha detto:

    No no, il tuo pippone è convincente… ma prova a convincere un Testimone di Geova! Vedrai che attaccherà coi SUOI pipponi. Cmq so che negli ultimi anni è nato un vivace dibattito al loro interno sia per quanto riguarda le trasfusioni di sangue che i trapianti degli organi. Ma ci vorrà ancora molto, molto tempo prima che vedano la luce in fondo al tunnel.

  3. Simona ha detto:

    ciao bimba…ci sono ancora, sempre meno su internet purtroppo, a causa dei concorsi famosi e tfa..volevo solo dirti che questo post mi ha fatto venire i brividi. Un abbraccio fortissimo, la tua volpe un po’ tanto latitante del blogghino…

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