il cuoco baffone e la gatta tre bottoni

questa è la storia del cuoco baffone.

e anche della gatta tre bottoni, che se ne è innamorata non appena lo ha visto.

il cuoco baffone è arrivato in casa nostra grazie a silvio&mimma che ce lo hanno regalato.

il cuoco baffone aveva un cappello pennello di silicone, perfetto per spennellare, e anche quando non spennellava se ne stava tutto fiero in cucina, sorvegliando le padelle, le pentole e l’acqua a bollire per la pasta.

il microgatto nero, che si chiama frida ma per gli amici si chiama anche tre bottoni, (due davanti, gli occhi, e uno dietro, il culo) ama anche lei la cucina.

diversamente dalla gatta priska, gatta secca e raffinata, ma pochissimo interessata al cibo e consumatrice occasionale di croccantini marchio coop, la gatta tre bottoni è una insaziabile curiosa ed è convinta, come lo sono molti gatti, che quello che viene da un fornello DEVE essere migliore di quello che viene da una ciotola.

il feeling col cuoco baffone è scattato immediatamente.

con un balzo tre bottoni è salita sul fornello (spento, per sua e nostra fortuna) ed ha agguantato il cuoco, mangiucchiandogli il berretto.

il cuoco non se ne è avuto troppo a male, ha continuato a sorridere e quando l’ho trovato, non ho potuto fare altro che dargli una lavata e rimetterlo dov’era, in fin dei conti un cuoco resta un cuoco anche col cappello smangiucchiato.

ma la microgatta tre bottoni lo ha cercato fino a che non l’ha di nuovo trovato.

funziona così: quando  non ci siamo il cuoco baffone e la microgatta giocano insieme, se ne vanno a giro per casa, chiacchierano di ricette di cucina, di cosa piace ai gatti neri, di cosa piace ai cuochi.

appena mettiamo piede in casa ritroviamo il cuoco baffone nei posti più impensati, sul divano davanti alla tele (danno un sacco di programmi di cucina alla televisione, secondo me tre bottoni ha imparato ad accenderla), nel bagno sul piano della doccia, sotto qualche letto e altro ancora.

sono grandi amici, il problema è che non possiamo più rimettere il cuoco baffone vicino ai fornelli: vorrei scoraggiare la gatta nera a salirci, che non si fa, un gatto per bene non salta sui fornelli, soprattutto se ha le zampe sudicie e la coda infiammabile.

e allora ogni tanto lo nascondo in un cassetto, ogni tanto lo metto dove la gatta tre bottoni non può arrivare.

ma il cuoco si  intristisce, gli manca la gatta nera trebesta e gli manca girare per casa.

allora a volte lascio che giochino di nuovo insieme, che spariscano in qualche parte di casa a parlare dei fatti loro, del mondo dei cuochi e di quello dei gatti, che da sempre si toccano nelle cucine.

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5 risposte a il cuoco baffone e la gatta tre bottoni

  1. AD Blues ha detto:

    Che bella storia d’amore! ;-)

    —Alex

  2. 4ngelo ha detto:

    Il ghatto su’fornelli no…ài provato con un pajo di zampate? In alternativa, pare che la ciabatta funçioni bene ughuale [1].

    References
    [1] E.B. Clucher, Zampeits and ciabats as a preventig factor for the match-cat effect. Int. J. of feline behavior, 45, 1748-1757, 2012.

  3. Bruno ha detto:

    Simba ,persianino biondo e paffutello, arrivò da noi un pomeriggio di settembre. La bistecca a scongelare sul piano attiguo al lavello in cucina fu subito sua. E furono baci e leccatine e unghiate d’amore e salivazione d’innamorati .Lei era un po’ fredda, ma il giovincello si mise di buzzo buono e la strinse a sè con unghie e con denti. Li sorpresi così. Avvinghiati. Le mie urla chiusero per sempre un amore impossibile. Per tredici anni a seguire Simba non salì più sul lavello in cucina.

  4. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. Gianc. ha detto:

    mah, se finisce sul fornello rovente secondo me poi non ci sale piu’… Se poi il fornello fosse acceso, non solo non ci salira’ piu’ ma, bruciandosi i baffi, andra’ in giro per un mesetto dando capocciate a destra e a manca, rafforzando cosi’ il tabu’ dei fornelli.

    Successe alla mia gatta: le si strinarono i baffi quando tento’ di afferrrare una incustodita bistecca che si cuoceva tranquilla ai ferri sulle braci del caminetto e perse completamente la capacita’ di capire quanto fosse larga… ogni angolo era buono per una poderosa craniata, figuriamoci poi cosa succedeva quando tentava di infilarsi in pertugi ben piu’ stretti della sua testa…

    Poi i baffi sono ricresciuti e riguadagno’ il senso del se’, ma non si e’ piu’ accostata al caminetto…

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