un sasso, una pigna,un nonno

così potevamo passare tutta la giornata.

con una pigna di pino, un sasso e un nonno. occorreva anche un muretto, dove schiacciare le pinole (nome familiare per i maschili pinoli, esiste qualcun altro che le chiama al femminile? fatevi vivi, sarei proprio curiosa) e un pochino di pazienza.

 

(nella foto: umberto e umberto, rispettivamente nonno e nipote)

occorreva dare un colpo giusto, per rompere il guscio senza disintegrare la pinola, soprattutto se non ci si voleva ridurre a raccattare briciole di bontà in mezzo al legno.

il colpo migliore era quello che rompeva la pinola esattamente a metà, facendone schizzare via una parte e lasciando il frutto intero, ancora dentro la metà che rimaneva fra le dita, avvolta dalla cartina dorata che toglievamo con le mani nere della polvere di pino.

il peggiore in assoluto, dopo, naturalmente, quello della pinola disintegrata, quello che la decalottava ma non abbastanza da far uscire il frutto tanto desiderato. con quel tipo di colpo sfortunato era necessaria un’ altra sassata, che spesso  aveva conseguenze tragiche o per la pinola o per il ditino messo a fermare la preda.

la cosa migliore era comunque se con noi c’era un nonno.

anche femmina, una nonna andava bene lo stesso.

ma un nonno era meglio, perché i nonni, si sa, sono assai più tolleranti nei confronti di mani sudicie, dita o unghie nere e questioni alimentari, non ti fanno lavare le mani inutilmente cento volte e le loro unghie sono assai più nere.

e poi un nonno, a schiacciare pinole, ha sempre cose ganzissime da raccontare, come di quella volta di quei due che mangiarono tanto di quel salame da far morire di indigestione due gatti che avevano mangiato la pelle che scartavano, o di quell’altra volta che investì una suora in bicicletta e con la scusa di controllare se si era fatta male le palpava le gambe, o ancora di quella volta che trovò un favo di api e lo mise nella camicia, in guerra, per dare il miele a tutti.

alla fine, ci si ritrovava con un mare di briciole legnose, la bocca nera e le mani appiccicose di pece.

si tornava in casa, pronti per la cena, e si veniva spediti senza speranza a lavarci mani e muso.

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5 risposte a un sasso, una pigna,un nonno

  1. spiessli ha detto:

    Qui sono maschi, i pinoli. Io questa cosa la facevo con mio cugino, anche se si andava sempre nel suo garage e alla fine i pinoli che non mangiavamo se li teneva sempre lui, il fetentacchio.

  2. ellegio ha detto:

    Maschi anche qui, i pinoli. Ma è vera quella cosa dei gatti? Mio nonno raccontava solo a tavola, e i pinoli ci toccava mangiarceli da soli.

  3. nino ha detto:

    Le pinole sono femminili come le mele, le pere, le sususine, le albicocche, le noccioline…

  4. nino ha detto:

    Ps. Le sususine sono le sorelle balbuzienti delle susine.

  5. Bianca-Hamburg ha detto:

    Mi hai fatto ricordare della mia nonna. Da noi erano “i pinoli” e anche le nostre dita diventavano nerissime :-)

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