perché non andrò

non andrò in comune per firmare la proposta di referendum abrogativo dell’articolo 2 sugli “stipendi d’oro”.

e non ci andrò, non perché pensi che non siano da tagliare.

non ci andrò perché penso che il paese abbia ben altri problemi.

non ci andrò perché penso che questa iniziativa sia nient’altro che una enorme arma di distrazione di massa, con la quale si indica nella “casta” il nemico, l’ostacolo da rimuovere, la vessatoria classe politica in opposizione alla ggente.

la stessa ggente che li ha votati, che li ha giustificati davanti a ogni cosa, che non si schifa e non si indigna dei condoni fiscali, dei condoni edilizi, del legittimo impedimento, di mangano “uomo d’onore” delle frasi fatte sulla giustizia a orologeria, della bocca della santanché, della faccia di tremonti, dello sguardo di calderoli, del su’maiale, delle idee schifose della lega, di quelle violente di certa destra, di quelle volgari e orribili della corte di arcore.

non ci andrò perché non si capisce come possano, gli organizzatori, scrivere frasi come “la maggiore fonte della crisi è l’ingente spesa dei palazzi del potere”.

ma di che si parla? di che si ragiona?

la gente che corre dietro a queste trovate di “democrazia dal basso” mi ricordano tantissimo quelli che negli anni novanta pensavano che il massimo dell’impegno civico fosse telefonare al gabibbo quando vedevano un ripetitore nel giardino del vicino.

già allora mi disperavo e provavo a spiegare che non era quello, l’impegno civico, non era striscia la notizia, la via verso un mondo più giusto, quelli erano solo specchietti e collanine.

e ho come l’amara sensazione che lo sdegno costruito ad arte esattamente alla fine di un’era che ha segnato la peggiore degenerazione democratica del paese, sia solo il colpo di coda di una classe politica e dirigente che cerca di far crollare ogni minima convivenza democratica, coinvolgendo tutto in un polverone del “sono tutti uguali” dal quale usciremo col solito uomo della provvidenza contro il quale poi ci toccherà lottare per i prossimi vent’anni.

grazie ma io ho già dato.

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15 risposte a perché non andrò

  1. hetschaap ha detto:

    Sottoscrivo tutto. Parola per parola.

  2. coccobill ha detto:

    Anch’io sono completamente d’accordo. I politici e i partiti devono essere pagati e bene, altrimenti diventano servi delle lobby. Ci sono delle esagerazioni, è vero, la non costituiscono il problema fondamentale del paese.

  3. nonunacosaseria ha detto:

    senza contare che le firme raccolte ora sono inutili ai sensi dell’art. 31 della legge 352/70.
    e senza contare che per far risparmiare allo stato circa 40milioni di euro l’anno metti su un ambaradan che ne costa almeno 300 (ivi inclusi rimborsi elettorali al comitato promotore…).

  4. passalamoda ha detto:

    eliminare gli automatismi, bilanci trasparenti. e niente anime morte, e altre correzioni. anch’io non firmerò.

  5. AD Blues ha detto:

    Non sono d’accordo su “il paese ha ben altri problemi” perché probabilmente quello dei compensi cumulati e oggettivamente fuori-mercato è una parte del problema e credo sia miope non occuparsi ANCHE di quello.

    Hai ragione da vendere però quando affermi che si sta usando questo come uno specchietto per le allodole, per aizzare la ggente. L’invidia è un’arma potentissima, specialmente quella per i soldi. La ggente pensa sempre che chiunque altro guadagni più di lei li non se li meriti e che sia un ingiustizia. Niente di straordinario quindi che questo possa essere il grimaldello per fare breccia nel cuore degli elettori.
    Ed ho paura che, come avvenne con Mani Pulite, ci troveremo tra le balle il solito “salvatore”, magari con la barba ed accento genovese….

    —Alex

    • Lilith ha detto:

      Quoto Alex, nel senso che “tutto fa” e togliere certi privilegi a quella gente non sarebbe stato male, solo per quello! Invece purtroppo ( io ho già votato e ben volentieri) la raccolta firme sarà stata inutile per un cavillo burocratico. L’ingiustizia è stata averci fatto credere di poter ottenere qualcosa, non quella di fare esprimere un’opinione al popolo! Sinceramente non capisco…siete d’accordo che ogni parlamentare prenda 48.000 euro annui a testa per supposte, ma non dimostrate, spese di soggiorno a Roma? Quando un operaio che prende mille euro al mese, rischia la tredicesima? Questa non è “invidia”, ma giustizia in questo periodo di grave crisi economica! “Un po’ per uno in collo a mamma”. Si deve sempre e solo pagare noi?

      P.S. Anche Grillo invitava a non andare a firmare, dovremo ascoltarlo di più in futuro allora… ;-)

      • Megant ha detto:

        ad una prima, un po’ distratta lettura, del tuo commento avevo capito che spendono 48.000 euro l’anno in supposte…oddio, se poi le devono anche usare…MAGARI!!!!!! ;)

  6. biba ha detto:

    Grillo no, per favore! Per il resto sono d’accordo con Lucia sulla “manovrabilità” della questione, apparentemente legittima ma che cade come pera matura davanti, ad esempio, al problema dell’evasione fiscale che non viene affrontato con un minimo di credibilità!

  7. Megant ha detto:

    Io ho firmato, pur sapendo che poi il referendum non potrà essere fatto. Ho firmato perchè si lamentano tutti della casta intoccabile, però quando poi c’è da dedicare mezz’ora, un’ora del proprio tempo, o prendersi la briga di fare qualcosa la maggioranza delle persone non fa nulla, resta a guardare sperando che siano sempre gli altri a fare. Questa ignavia che vedo in tante persone mi deprime terribilmente. Naturalmente non mi riferisco a chi, in seguito a personali riflessioni, sceglie di non andare perchè è assolutamente sacrosanto battersi per le cose in cui si crede e non “a prescindere”.
    Sulla questione degli stipendi d’oro sono d’accordo che non è questo che risolve la crisi, che i politici devono essere pagati una cifra congrua a che possano rappresentare degnamente l’Italia nel mondo (quanto a renderli liberi dalla corruzione delle lobby credo non esista cifra che lo permette) ma credo anche che in periodo di crisi l’esempio lo debbano dare anche loro, che la cinghia dovrebbero stringerla loro per primi. Mi indigna che la classe politica italiana costi allo Stato più della Regina d’Inghilterra o della Casa Bianca. Tra un po’ mancheranno persino le siringhe negli ospedali pubblici e loro mettono a rimborso la chirurgia plastica delle mogli…non si può, le vacche grasse sono finite per il popolo…un po’ di dieta non farebbe male anche alle vacche dei politici!

  8. Piotr1917 Lussemburgo ha detto:

    Concordo pienamente con Lucia. Il problema fondamentale è che in un Paese civile da metà a tre quarti degli esponenti politici italiani si farebbero inseguire dagli elettori coi forconi…..e soprattutto, non sarebbero eletti!

  9. Chiara ha detto:

    … e soprattutto non sarebbero ri-eletti! Invece qui…

  10. Moretti66cl ha detto:

    Classiche frasi da Italiano del cavolo… della serie “tanto non cambia niente”…
    Questa epoca è piena di persone come voi che si adagiano sulle lotte fatte dai nostri genitori e nonni, distruggendo ogni traguardo da loro raggiunto !!!

    Non è accettabile un numero così importante di persone a Governare un paese dove tutto risulta “non Governato” sembra che tutti viviamo alla giornata (iniziando dagli uffici pubblici).

    Io sostengo che non è importante diminuire gli stipendi, ma altresì importante è diminuire il numero delle persone che alla fine del mese “prendono lo stipendio”.
    Ma intanto iniziamo a fare sentire la “sovranità del Popolo” !!!

    Devono vivere nel mondo reale dove “Nessuno è essenziale” e “Chiunque è sostituibile”.

    Allora cambierebbero le cose… ma a noi Italiani fa comodo il “nipotismo” e le raccomandazioni…

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