cielo d’estate

d’estate le sere sono lunghe e le stelle generose.

in corte, a farneta, si girellava fino a che il buio non diventava troppo nero anche per i più coraggiosi e poi si finiva tutti sotto la lampadina gialla di santina, dove si davano appuntamento falene e calabroni.

mi piaceva l’aria d’estate, profumava di erba e di vacanze, di polvere e di caldo, di pavimenti freddi dove posare i piedi scalzi e muretti roventi dove si bruciavano le cosce.

da grandi si guarda assai meno il cielo, meno di quanto si vorrebbe, meno di quanto si potrebbe, meno, e basta. si vive in città che la paura della solitudine illumina inutilmente, rendendo il cielo giallo anche di notte.

ma a volte capita che qualcuno si ostini a guardare il cielo, si ostini a perder tempo, a baloccare quando è già tardi, a prendersi un minuto nella fretta per fermarsi e puntare il naso in alto, come fanno i cani quando vogliono capire.

e così capita che si veda qualcosa di improvviso muoversi, luccicare, scorrere senza fretta.

e potrebbe capitare anche che uno degli astronauti della stazione spaziale internazionale si affacci a una finestrina e guardi giù, la terra, verde e blu, e illuminata dalla notte, con le città sole e brillanti quasi come stelle.

e allora potrebbe anche accadere che mentre l’uomo alla finestra guarda in su, l’altro uomo alla finestra guardi in giù e senza vedersi si incontrino, sappiano ognuno dell’esistenza dell’altro.

il primo sognando di essere lassù, tra gli astronauti, il secondo immaginando come scorra la vita quaggiù, fra i terrestri, così lontani e così vicini insieme.

ieri la stazione spaziale internazionale è passata dalla nostra finestra.

avranno visto le lucciole, i campi, priska la gatta e frida la microgatta che si rincorrevano, HDC fuori dalla finestra, naso per aria che sognava, avranno visto farneta e i calabroni, santina e il forno, il cane bella, le rose fiorite del giardino, il lillà di dresda che ha attecchito e cresce, i ragazzi che si corteggiano sotto l’arancio, i gatti che dormono nei cestini delle bici parcheggiate, gli ombrelloni aperti di viareggio, il fritto misto del molo, il gelato che si scioglie nelle mani appiccicose di un bambino, qualcuno che studia e qualcuno che dorme.

avranno visto tutto questo, e molto altro ancora, compreso i gatti innamorati che cantano alla luna.

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7 risposte a cielo d’estate

  1. AD Blues ha detto:

    Sì, bisognerebbe guarda in alto un po’ più spesso (luci permettendo).

    —Alex

    PS = la frase finale mi appare troncata… :-(

  2. AD Blues ha detto:

    Messaggio speciale per HDC: il più bello spettacolo che ho visto è stato il passaggio della ISS preceduta dal Discovery che si era appena staccato… Entrambi molto visibili.
    Incredibile; peccato non avere avuto la possibilità di fare una foto… :-(

    —Alex

  3. Lorenzo ha detto:

    Lucia siamo in attesa di un tuo libro

  4. crash ha detto:

    è bellissimo osservare il cielo stellato, la sua profondità. E… la luna…a volte sembra una palla enorme che galleggia sul profilo dell’orizzonte con dei colori fantastici. Ogni volta mi viene da pensare….quanto siamo piccoli, fragili, e anche pieni di orgoglio, incuranti della tutela del nostro pianeta, delle risorse che abbiamo (e che altri ancora non dispongono ancora…). …siamo come i fiori del campo… per cui occorre sempre dare il massimo, arrivare al termine di ogni giorno chiedendosi se si poteva dare di più….

  5. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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