lo zen e l’arte dello sgranare i piselli

la tavola di cucina di farneta è apparecchiata di primavera, un cesto di ciliegie, una montagna di piselli, noi intorno, prima di cena, intenti alla sgranatura.

il cane giallo dorme con la testa appoggiata sui miei piedi, non mi trova tanto spesso a casa dei miei e ne approfitta per appiccicarmi addosso l’odore che farà impazzire il gatto al mio ritorno a casa.

sgranare i piselli libera la mente, ci si concentra sull’apertura, perfetta, ottenuta schiacciando il dorso leggermente e scoprendo i denti verdi e rotondi.

occorre fuggire la tentazione di mangiarli, pena incorrere negli strali familiari, sono per cena, non per ora.

a volte un baccello troppo duro fa scappare i piselli in mille direzioni, i primi tre ci si sforza di cercarli, per gli altri il destino prevede il cane giallo o la granata. (*)

a volte invece si aprono baccelli con piselli troppo piccoli, “ancora innocentini” diceva la mia nonna, e quelli non c’è verso, vanno mangiati, in un boccone solo, godendo del verde scricchiolìo di zucchero.

il mucchio delle bucce intanto cresce, e il “ciottorino” di plastica raccoglie la sproporzionata mole di piselli: una montagna di bucce per una manciata di semi tondi e lisci.

nel frattempo si “discorre”, del più e del meno, del sindaco, degli assessori, dell’orto, delle galline, del mi’fratello, che arriva e becca le ciliegie, del lavoro, che è faticoso ma bello, del giornale di ieri, delle notizie di oggi.

e intanto si sgrana, le unghie diventano verdi brillante, quella del pollice soprattutto, che è il dito che fa scorrere fuori i semi spingendo il primo contro gli altri e staccando il picciolo, facendo rotolare i piselli nel palmo della mano e da lì nel ciottorino.

è primavera a farneta.

(*): per i non lucchesi: la granata è la scopa.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a lo zen e l’arte dello sgranare i piselli

  1. AD Blues ha detto:

    E’ scientificamente provato che è impossibile resistere alla voglia di mangiare i piselli crudi mentre si sgranano…. :-D

    —Alex

    PS = certo che quella del cangiallo è proprio una “vendetta da cane”… Solo un cane può escogitare un sistema così per fare impazzire un gatto. Un gatto affronterebbe il “nemico” a viso aperto ;-)

  2. nonunacosaseria ha detto:

    quando ero bambino andavo nell’orto e mangiavo i piselli crudi da sgranare.
    ne ho mangiati così tanti che oggi i piselli non mi piacciono più…

  3. crash ha detto:

    …e che buon profumo si crea dallo snocciolamento dei piselli….a me piace schiacciarli tra lingua e palato e gustare il contenuto farinoso accompagnandolo con del pane fresco ed un sorso di vino…

  4. Megant ha detto:

    a me capita costantemente che dopo un po’ comincio a buttare i piselli nelle scorze e le scorze nei piselli…non ce la posso fare!!!!!!!!!!!!!
    Dev’essere una tara genetica visto che mia nonna una volta conservò le teste e le interiora delle alici e buttò via i filettini!!!!

  5. cugifà ha detto:

    ma come non si possono mangiare eppure un tot di anni fa mi sembra … come dire …. insomma la vagonata di piselli, enorme vagonata, il raccolto di una giornata, com’è che è finito in una misera ciolina di meno di 20 cm? è stato forse un raccolto poco fruttifero? il linchetto? 2 linchette?
    ;D
    se non erro in un tuo post o in un altro mio commento si parla dell’argomento
    ovvia tutti gli anni a primavera si ricorda questo avvenimento
    :D:D:D:D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...