praga, 1977

chissà quanti anni avrà avuto, e chissà come mai era lì.

ci lavorava, questo si sa, perchè parla dei “suoi primi mesi di lavoro”.

ed era anche innamorato, di una donna bella e complicata, più matura di lui, figlio unico e come tale ancora un po’ bambino.

provava, esattamente come me, la nostalgia di casa, e pensava che sarebbe tornato indietro, a lucca, da lì a poche settimane.

la sua lettera comincia così, con una città, “praga” e una data, 1977.

avevo due anni nel 1977 e mia madre trenta.

lui doveva essere una via di mezzo, più vicino a lei che a me.

scriveva a sua madre, le raccontava i suoi rovelli, i suoi tormenti, in un italiano che nessun ragazzo di adesso riuscirebbe a emulare, né per capacità lessicale né per sintassi.

chissà che viaggio ha fatto quella lettera, scritta in stampatello su un foglio di carta da minuta, forse una brutta copia, forse un biglietto scritto più a se stesso che al mittente dichiarato.

forse, arrivata a casa, la lettera è stata nascosta in qualche posto familiare e sicuro, come un mobile di cucina, dove si mettono le forchette e i ricordi, gli asciughini, le marmellate e le lacrime di gioventù.

poi saranno arrivati gli anni ottanta, il ragazzo si sarà fatto uomo, si sarà sposato, avrà  fatto dei figli, poco più piccoli di me, non lo so, me lo immagino così, ma non ne ho idea.

e poi il mobile di cucina sarà stato troppo vecchio, lo avrà aggiustato due o tre volte, una volta per cambiare i gambi, una volta il colore, una volta un vetro.

e poi deve essersi stufato, un mettitutto con gli adesivi infantili appiccicati sopra, color avorio e dai gambi traballanti non piace a nessuno.

quasi a nessuno.

al mercatino dove l’ho trovato me ne sono subito innamorata.

HDC lo ha smontato e restaurato, quando ha trovato la lettera non ha resistito neanche un secondo.

“qui c’è una storia, guarda…”

e abbiamo aperto il foglio sul divano.

“praga, 1977

cara mamma…”

ovunque tu sia, giovanotto di un tempo, conserveremo la tua lettera, dentro al mettitutto, per quando tornerai a prenderla.

 

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10 risposte a praga, 1977

  1. gipo ha detto:

    storia meravigliosa.. ora devi scoprire chi sia, quel ragazzo!

  2. biba ha detto:

    Che storia fantastica! Chi sia quel ragazzo non lo saprai forse mai, ma so che conserverai la sua lettera come una cosa preziosa. E questo è ancora più bello!

  3. Bianca-Hamburg ha detto:

    Fighissimo…ma non c’è nemmeno un nome piccolo piccolo? Io mi metteri alla ricerca :-)

  4. crash ha detto:

    …….ECCO !! dov’era finitaaa……

  5. AD Blues ha detto:

    Io sono cinico…
    Secondo me il mettitutto lo hanno fabbricato in Cina non più di due mesi fa e la lettera è un falso messo li apposta per farti convincere di aver acquistato un mobile di modernariato! :-D

    —Alex

  6. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. Simona ha detto:

    Bellissimo!!!!! è vero, da brava Amelié devi assolutamente cercare di trovare chi è quel ragazzo…dopotutto, Lucca non è una metropoli, e di lucchesi emigrati a Praga nel ’77 non ce ne saranno stati un’infinità…sguinzaglia le tue conoscenze in giro per la città…

  8. Bianca-Hamburg ha detto:

    E se poi a Praga c’è rimasto? Li si fa difficile….

  9. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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