rosari taroccati

la colonna di destra di repubblica.it è sempre fonte di grande ispirazione.

la notizia che ha colpito la mia attenzione stavolta è stata:

dalla cina, i santini taroccati“.

non potevo resistere.

“Seimila rosari contraffatti con le immagini del pontefice Benedetto XVI e del suo predecessore Giovanni Paolo II erano mischiati a quintali di altra merce stipata in un container proveniente dalla Cina e sbarcato nel porto di Genova. Le immagini di papa Ratzinger e di Papa Wojtyla usate per confezionare i portarosari erano di proprietà del Vaticano e non potevano essere utilizzare senza l’autorizzazione della Segreteria di Stato”.

quei demoni di cinesi… mettono la faccia del papa su una coroncina e non vogliono neanche pagare il copyright..

roba da matti.

ma soprattutto come avranno fatto ad accorgersi che erano contraffatti?

come per le scarpe “abibas” “mike” “champions”?

c’era scritto “LosaLio ufficiale quello veLo” sulla scatola?

la foto di paparatzy aveva i baffi?

cosa esattamente distingue un rosario vero da uno contraffatto?

non ho mai amato il rosario neanche quando ero credente, mi pareva una sorta di preghiera vuota, l’associavo alle vecchie di paese col fazzoletto in testa e due denti in bocca.

ma se uno lo vuole dire, deve per forza avere il rosario “originale”?

così, per dire, ho visto su internet che esiste un’applicazione, irosario, che permette di dire il rosario con l’ipod. quello è da considerarsi valido o ci vogliono per forza i pippori?

e cosa rende un oggetto di preghiera “vero”?

è possibile contraffare una preghiera? e se lo è, non è forse mettendoci sopra una specie di brevetto, che la si rende “merce” uguale a tutte le altre merci? come fosse appunto un paio di scarpe, una borsa  firmata, un cappellino alla moda?

bah…

contenti loro…

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

18 risposte a rosari taroccati

  1. AD Blues ha detto:

    Ma come!
    Il rosario taroccato invia la preghiera ad una madonna taroccata! E’ evidente!!!

    Visto che poi sono prodotti da quegli infidi bolscevichi senzadio dei cinesi potrebbe addirittura pregare un Mao Zedong sotto mentite spoglie (tipo Stanislao Moulinski, per intenderci!)

    —Alex

    PS = questo mi ricorda qualcuno che voleva cacciare i mercanti… ma non mi ricordo da dove…. :-(

  2. Bianca-Hamburg ha detto:

    Grande, questa mi era sfuggita! Immagino PapaRazy e il suo predecessore con gli occhi a mandorla.
    Anche i pastori del presepe sono spesso cinesi, il che manda in bestia i “rivenditori ufficiali di pastori” di Napoli. E i pastori cinesi, se ci fai caso hanno gli occhi un po’ a mandorla.
    Riguardo il rosario taroccato io mi domando, ma da quando la chiesa ha messo sto’ copyright? Io ricordo che mia nonna diceva il rosario anche solo contando i nodi su un pezzo di spago.
    Era mia nonna da considerarsi una taroccatrice?

    • paleomichi ha detto:

      ma come non usava il rosario certificato dal vaticano???? ora la denuncio alla GdF…

    • AD Blues ha detto:

      Credo che il problema sia nei “diritti di sfruttamento dell’immagine” dei papi che sono di proprietà Vaticana o_O!!!

      Sarebbe come se volessi postare sul blog la foto di Napolitano o Bersani e mi si richiedesse di pagare il diritto d’immagine alla Presidenza della Repubblica o al PD!

      Probabilmente se sul rosario non ci fosse stata l’immagine dei papi l’avrebbero fatta franca…

      —Alex

      PS = questo vaticano assomiglia sempre di più a scientology, qualcuno sa se per pubblicare\citare bibbia e vangelo occorre pagargli il copyright?

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. crash ha detto:

    …mi pare che si faccia un pò di confusione….Innanzitutto…sappiamo tutti che se a una persone non “va giù” un certo discorso…non ci sono “santi” che la convincano diversamente, di conseguenza a me non interessa in queste poche parole convincere qualcuno di qualcosa….anzi. Dunque…dicevo: pto 1) i rosari provenienti ..chi dice dalla cina… chi dice dalla romania erano contenuti dentro un sacchettino che riportava l’effige di Papa Benedetto XIV….””La tutela riservata al ritratto emerge dal combinato disposto di una norma del Codice Civile con la legge sul diritto d’autore””” di conseguenza…è da considerarsi illecito un uso dell’immagine. Pto 2) …la legge punisce la commercializzazione in Italia con marchi mendaci di un prodotto fabbricato all’estero, anche se per conto di un’azienda nazionale: i rosari sequestrati (dai verbali risultano 10.080 di numero) avevano la scritta “Italy Rome” senza alcun documento di accompagnamento. Mi pare giusto tale sequestro. Se fossero state paia di scarpe piuttosto che… giocattoli per bambini piuttosto che… fuochi pirotecnici piuttosto che… preservativi….sarebbe stata la stessa cosa. Credetemi.

    • AD Blues ha detto:

      Crash mi pare che ci sia un’interpretazione un po’ larga da parte tua delle norme…

      “italy rome” non vuol certo dire Made in Italy” o “fabbricato in italia”… Semplicemente che è un souvenir di Roma in Italia…

      Sul l’altro punto, ossia quello dell’immagine dei papi mi pare che l’accanimento con cui si difende il diritto vaticano di fare soldi attraverso l’immagine dei pontefici presenti o passati (ed anche altre cose beneinteso) cozzi un po’ con l’insegnamento evangelico che invece invita a cacciare il mercanti dal tempio (oppure anche a quei tempi volevano l’esclusiva?)
      In base ai principi di carità potrebbero lasciare qualche spicciolo anche agli altri…

      —Alex

    • AD Blues ha detto:

      Dimenticavo:
      gli altri sequestri che tu citi (giocattoli, preservativi, giochi pirotecnici) vengono giustamente sequestrati quando non sono rispondenti alle norme di sicurezza europee, norme che esistono a protezione dei consumatori per evitare che si ritrovino in casa prodotti pericolosi… Il sequestro dei rosari “contraffatti” (già l’aggettivo usato è ilare!) è mosso puramente da motivi economici.

      —Alex

      • spiessli ha detto:

        …e mi permetto di aggiungere che, sempre secondo i suddetti principi di carità cristiana, potrebbero devolvere in beneficenza almeno i proventi della vendita di souvenir e gingilli vari… ad esempio.
        Lo so, lo so, la faccio facile. Ma non mi sembra neanche poi tanto difficile. No?

  5. crash ha detto:

    a me pare che tu non voglia capire ciò che detto: innanzitutto manca proprio il Paese di costruzione, di origine. C’è solo la scritta’ infantile ” Italy Rome “, cosa vuol dire ? per me non vuole dire niente, per me è solo un palliativo per dare l’impressione all’ignaro acquirente che quell’oggetto ha qualche cosa a che fare con l’Italia e con Roma. Punto. Sull’altro aspetto che tu citi: ma – scusa – dove sta questo accanimento ? è solamente una tutela, come ho scritto precedentemente, dell’immagine. Chi autorizza un mio, un tuo ritratto su di un sacchetto di plastica ? Dove sta l’accanimento del vaticano ? Mica ha mandato i gendarmi svizzeri al porto di Ancona: è stata una semplice operazione della Guardia di Finanza. Da ultimo non capisco cosa c’entrano la cacciata dei mercanti dal tempio….anzi….cacciamoli – alla fine – pure questi truffatori, NON è che…siccome parliamo del clero, dell Chiesa…allora tutta è ammissibile !! stai scherzando !! spero. Anche a me fa schifo vedere tutto il commercio che gira attorno a certi luoghi di culto. TIENI però PRESENTE, fidati di quello che ti dico, che chi detiene quei banchetti, negozietti, locandine sono nella stragrande maggioranza persone di altri credi o atee, persone che vendono oggetti solo per l’aspetto della convenienza.

  6. crash ha detto:

    vuoi che parliamo, anche, del marchio CE ? e degli stratagemmi dei cinesi ….

  7. marcoghibellino ha detto:

    Leone Leone! ci vole Leone III Isaurico ehehehe
    Penitenziagite! ( lo dicevano i dolciniani e non c’entra niente ma ci stava bene )

  8. spiessli ha detto:

    Ehm, occhei questi fatti in Cina sono taroccati. Domanda da profana che se ha già tenuto in mano un rosario è stato solo per giocarci quand’era piccoletta: ma quelli originali dove li fanno? Taiwan? Corea?

    • AD Blues ha detto:

      ;-)

      —Alex

      PS = vediamo se capisce stavolta…

      • crash ha detto:

        …mi sa che l’ultima volta che hai fatto un bagno di umiltà hai trovato la vasca vuota !! o mi sbaglio ?

    • crash ha detto:

      …vorrei rispondere al tuo quesito con parole semplici, però il tema richiederebbe in più ampio spazio. Ti riporto solamente le seguenti parole. – “”” L’Italia è tra i principali paesi dell’EU colpiti dalla contraffazione, con più di 22 milioni di articoli contraffatti confiscati nel 2004 dalle autorità doganali e più di 18 milioni confiscati nel 2006. L’Italia rappresenta inoltre un importante punto di entrata per i prodotti contraffatti destinati ad altri paesi europei. La maggior parte di questi prodotti arriva dalla Cina. Negli anni 2004, 2005 e 2006 l’incidenza dei prodotti contraffatti di origine cinese sul totale degli articoli confiscati dalle autorità doganali italiane è stata rispettivamente dell’82.5%, 91.5% e 93.4%. Il territorio italiano, in questo senso, rappresenta dunque un ponte naturale in particolare per prodotti contraffatti provenienti o che transitano attraverso paesi come la Grecia e la Turchia e che sono diretti ad altri paesi membri dell’UE, come la Spagna e l’Inghilterra””””. Alcune considerazioni: non tutti i prodotti che provengono dalla Cina devono necessariamente essere taroccati (quindi: non è vero che….). Altro discorso – e qui la fazenda diventa complessa – …….la L. 166/2009, in particolare, ha stabilito che l’importazione – o la commissione di atti diretti in modo non equivoco alla commercializzazione – di prodotti recanti falsi o fallaci indicazioni di provenienza o di origine costituisce reato ed è punita ai sensi dell’art. 517 del codice penale. Si considera, peraltro, fallace l’indicazione l’origine e la provenienza estera dei prodotti o delle merci, l’uso di segni, figure, o quant’altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana, incluso l’uso fallace o fuorviante di marchi aziendali.
      SPERO DI AVER DATO UN (piccolo) CONTRIBUTO…..aggiungo: non c’è peggior sordo di chi non vuol capire….

      • spiessli ha detto:

        ma… veramente la mia era una semplice domanda, non ero necessariamente sarcastica. Chiedevo ddove vengono prodotti quelli originali, giusto quello. E se fossero prodotti in Taiwan o in Corea… mi scapperebbe un po’ da ridere, tutto qui.
        Cos’è che non avrei capito?

  9. crash ha detto:

    spiessli….non era rivolto a te il mio commento. Il tutto è stato trattato con superficialità ad iniziare dal giornalista di Repubblica: parla di rosari contraffatti quando è invece l’utilizzo dell’immagine riportata sulla plastica della confezione ad essere fuori norma, ed il printing con le scritta “Italy Rome” a rendere il tutto un tarocco. I rosari in sè potevano essere commercializzati, volendo. Io non ho mai visto su un rosario la scritta “made in” o “proveniente da” o altro, quindi – per me – posso essere costruiti anche su di un atollo francese…l’importante è che vengano “trasferiti”, immessi in un mercato come da procedure…normali. Punto. La legislazione è molto vasta…..se hai pazienza nella lettura….aggiungo una parte che da l’idea delle ultime novità in materia………””””in sintesi – attualmente – la regola è che il produttore/importatore non è tenuto ad indicare l’origine nei confronti del consumatore finale, a condizione che non vi siano indicazioni o segni che possano trarre in inganno il consumatore sull’effettiva origine del prodotto. Qualora venga tuttavia indicata, essa dovrà rispettare le regole di origine previste dalla normativa europea. In caso di indicazioni fallaci o mendaci, viceversa, l’imprenditore – in caso di controlli – potrà essere punito in base alle norme penali sopra menzionate””””….ancora….””La L. 166/2009 ha stabilito inoltre che l’importatore possa – al momento dell’operazione doganale d’importazione – presentare all’autorità doganale una dichiarazione (c.d. “attestazione”), nella quale si impegna a regolarizzare la merce al momento della commercializzazione, indicando al consumatore le precise informazioni sull’origine..”””Nel corso degli anni si è, pertanto, venuto a creare un ampio contenzioso in ragione della divergenza tra l’interpretazione che viene effettuata della legge, da un lato, e la prassi rigorosa seguita dalle Autorità doganali dall’altra.””””

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...