caro ministro

caro ministro cancellieri,

le scrivo in merito alle sue affermazioni sul “posto fisso vicino a mamma e a papà”.

le scrivo proprio da una situazione personale simile a come la descrive lei.

perchè io  ho un posto fisso, nella stessa provincia dove vivo quindi vivo non lontano da mamma e papà.

e le scrivo per dirle che in una situazione fisiologica lei avrebbe pure ragione. è forse un limite dei “giovani” (ma io non lo sono da tempo, ho 36 anni) avere queste aspettative, è forse un limite che impedisce loro di “volare”.

questo lo so, perchè io, per inseguire questo posto “fisso” o, più che altro per inseguire una minima gratificazione professionale nel mio lavoro, ho vissuto per quasi quattro anni all’estero, fiera di essere una “emigrante” di nuova generazione, nostalgica  della mamma e degli spaghetti, ma contenta e felice di farmi strada da sola nella vita.

so che andare via mi ha reso forte, so che in tanti che potevano farlo non lo hanno fatto, per pigrizia, per paura, o semplicemente per indole, perchè non tutti siamo uguali.

adesso mi sono sposata, sono tornata in “provincia” e non vivo molto lontano da mia madre.

ma adesso voglio chiederle una cosa.

a me, come a tutti, piacerebbe un giorno avere dei bambini, come può vedere la mia età, in tutto questo peregrinare è un po’ “avanzata”, ma ci conto ugualmente.

lavoro otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana, la mia azienda non dispone di un asilo aziendale e anche mio marito, per fortuna lavora, anche se non ha un noiosissimo lavoro fisso.

esattamente cosa mi sugggerisce di fare?

mia madre mi ha sempre detto che sarebbe ben felice di aiutarci, qualche giorno la settimana, e lo stesso, ne sono sicura, mia suocera.

tutte le colleghe che conosco, e anche i colleghi, che hanno dei bambini piccoli, li sento telefonare ai nonni per sapere se il bimbo ha la febbre, se va tutto bene, per annunciare che arrivano a prenderli verso le sette di sera.

lo sa, ministro, a che ora chiudono gli asili e gli asili nido?

lo sa che spesso i “nonni” sono l’unica istituzione alla quale chiedere una mano?

i miei genitori sono in gamba e in salute, ma chi pensa che dovrà dar loro una mano quando invecchieranno? sa se ci sono strutture sul territorio in grado di fare questo?

ministro, i toni antipatici usati dal governo al quale appartiene non aiutano la vostra “buona causa”, siamo in un momento di sacrifici e di durezza per il paese, ma a causa della vostra volontà di non pesare troppo sulle grandi ricchezze, a pagare “il fio” sono le fasce medie e deboli della popolazione, che si stanno abbandonando a un populismo senza precedenti. che lei, con questo tipo di affermazioni, non aiuta a sedare.

perchè poi partono le bambole sui vostri, di figli, e la gente non fa sconti a chi manca di coerenza, perchè poi parte il “voi” e il “noi”, perchè poi partono le frasi fatte sui politici, perchè poi parte il mescolone del sono tutti uguali pensano solo alla poltrona badalì.

siete una compagine governativa di “professori”, vi ritenete e vi riteniamo tanto intelligenti, potreste per favore evitare di cadere su queste bucce di banana evitabilissime? vi pare il momento di fare polemiche sciocche? come se non avessimo abbastanza problemi.

siete tanto intelligenti, coltivate l’arte del silenzio per favore.

un saluto,

Letteredalucca

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18 risposte a caro ministro

  1. pensierini ha detto:

    Porca l’oca, sottoscrivo in pieno, LdL, ogni tua singola parola. Perché va bene che i giovani devono trovare il modo di volare via da casa, se no diventano bamboccioni: ne sono tanto convinta che mio figlio studia in UK e dall’anno prossimo negli USA. Però è anche inoppugnabilmente vero che se uno mette al mondo bambini o invecchia quasi sempre deve arrangiarsi in famiglia, perché le strutture pubbliche in molta parte d’Italia sono insufficienti.

    Altra considerazione: questi professori cercano di non colpire troppo la ricchezza perché temono, a ragione, che, se facessero così, i ricchi porterebbero il malloppo (spesso: bottino) all’estero. Non c’è modo di impedirglielo, dannazione?

  2. Megant ha detto:

    E’ esattamente quello che è venuto in mente anche a me quando ho sentito le parole del Ministro, forse perchè anche io ho 36 anni e non ho ancora accantonato la speranza di avere dei bambini…anche perchè non tutte le Aziende consentono alle mamme di mettersi part-time per poter essere alle 4.30 a prendere il bambino all’asilo, altre Aziende lo concedono per i primi 2-3 anni di vita del bambino…sì e poi???

  3. franceskaos ha detto:

    sacrosanta verità!! gli asili nido hanno orari da ufficio pubblico e prezzi da capogiro, praticamente fai gli straordinari per pagare l’asilo. ma il bello è che non c’è posto per tutti, quindi non solo si paga, devi pure cercarti le raccomandazioni perché te lo accettino!! e tribolare fino all’ultimo per la paura di non sapere dove mettere tuo figlio. vi pare giusto?

  4. nicolap ha detto:

    Ma questi a me talvolta viene in mente che non le dicano per caso ste bojate, un po’ come faceva quello prima, che sembrava le sparasse per sbaglio invece poi si capiva che dietro c’era un calcolo. Questi ministroni hanno figli, ci spiegassero chi glieli ha tirati su, se la governante, la mamma, la balia in nero o chi altri…

  5. 4ngelo ha detto:

    Condivido. In pieno.

    @nicolap: Un plauso di giubilo e HammirazZione per lo ttima scIelta ortograFICA del “bojate”

  6. goldie ha detto:

    posso solo condividere in pieno! io, precarissima in una città non troppo lontana ma comunque a 50 km dai miei, mi domando come potrei permettermi il “lusso” di restare incinta, tanto più che a quel punto mi sarebbe sospeso il mio assegno di ricerca…

  7. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  8. stefafra ha detto:

    Mi risulta che gli asili aziendali, in tutto il mondo o quasi, non siano strutture pubbliche, ma private, pagate in parte con fondi delle aziende, e con contributi sostanziali da parte dei genitori.

    Per esempio l’asilo aziendale dell’universitá quassú si piglia la metá di uno stipendio medio di ricercatore al mese (o un quarto dello stipendio di ogni genitore, che mi pare una definizione piú accurata). La quota non é proporzionale allo stipendio, é una quota fissa. Come potete immaginare quasi tutti i “clienti” sono stranieri o “fuori sede”, quindi con possibilitá 0 di avere nonni o altri parenti a portata di mano.

    L’asilo dell’ospedale é ancora piú caro.
    E sia ospedale che universitá sono enti pubblici (o semipubblici).

    E in altri paesi che conosco un po’ non é che sia meglio…in Svizzera (a Zurigo) gli asili erano carissimi e con liste d’attesa mostruose (dovevi registrare il bimbo giá da feto), in Olanda da quello che vedo fare a parenti vari é l’incubo, ed é un incubo costoso e faticoso.

    La veritá é che fare figli e lavorare in coppia é molto difficilmente compatibile dovunque.
    Che sia giusto o meno ci sarebbe da discutere, ma é lo stato dei fatti al momento, difficilissimo cambiarlo.
    (uno dei mille motivi per cui io ho deciso che bimbi non ne voglio)

    • goldie ha detto:

      Ciao stefafra, non so da dove scrivi, ma le realtà che hai presentato le conosco in parte anch’io e le notizie che ho da ricercatori e amici mi sembrano un pochino “diverse” dalla nostra. Parlando ad esempio dell’Olanda, in cui a quanto pare hai parenti ed io amici, so che i nonni possono scegliere di fare i nonni e non far pesare i nipoti sulle istituzioni. Per questo “lavoro”, lo stato riconosce loro uno stipendio (minimo, ma comunque vengono pagati per tenere i nipoti!). Inoltre facendo il rapporto con lo stipendio BASE di informatico junior con cui un amico ha lasciato il posto qui (900 €/mese) ed è stato assunto con la stessa qualifica ad Amsterdam (2800 €/mese) anche pagare un asilo può essere un po’ meno traumatico… Un ricercatore olandese, inoltre, prende di base il doppio di uno italiano, e le banche, udite udite, considerano che la sua posizione sia abbastanza sicura da concedere mutui a gente a cui in Italia riderebbero in faccia. A quanto mi raccontano, poi, in quasi tutte le aziende esiste la possibilità di richiedere part-time sia orizzontali che verticali, e c’è chi si organizza perfettamente, tra marito, moglie e nonni, e non ricorre ad asili nido.

      • stefafra ha detto:

        Su una cosa hai ragione: il mutuo lo hanno dato pure a noi in Inghilterra, due sfigati di ricercatori uno con 3 anni di contratto, l’altra che in quel momento era alla ricerca di lavoro. Non anno battuto ciglio e anzi, tentato di concederci un mutuo molto piú alto di quello che ci serviva.
        In Olanda mi risulta siano un po’ piú prudenti: il moroso é olandese e ancora si meraviglia di aver ottenuto un mutuo qua in UK con tanta facilitá.
        I mutui troppo facili spiegano peró il casino in cui le banche inglesi si sono ritrovate qualche anno fa.

        Quella degli stipendi ai nonni in Olanda mi é molto nuova.
        La sorella del mio moroso e suo marito lavorano tutti e due 4 giorni a settimana, e si scaglionano Lunedí/Venerdí, gli altri giorni parcheggiano il bimbo al nido,il primo che torna lo ripesca la sera, ma capitano sempre imprevisti di lavoro, imprevisti di salute, congressi, ore extra da fare al lavoro e altre faccende, per cui i nonni, seppure a un ora abbondante di treno, fanno molto ma molto comodo. Ma non beccano un eurocent quando devono aiutare.

        Quanto agli stipendi, é sempre tutto molto relativo, e dipende da cosa ci puoi fare con lo stipendio piú alto, inutile comparare stipendi se poi non fai lo stesso coi prezzi di casa, cibo, trasporti, assicurazioni e compagnia cantando.
        Per esempio quello che guadagnamo adesso pare molto, ma se invece di abitare a Norwich abitassimo a Londra il valore “pratico” sarebbe praticamete dimezzato. E lo stipendio resterebbe lo stesso (almeno nel nostro caso, visto che non siamo bancari o “manager” assortiti)

      • goldie ha detto:

        Quella dei nonni lo raccontava una collega olandase del tipo di cui ti parlavo. In pratica lei lavora in part time verticale dal lunedi al giovedi, il marito dal martedi al venerdì, così i bimbi stanno coi genitori 4 giorni. e martedì, mercoledì e il giovedì ci pensavano i nonni che ricevevano una sorta di “incentivo statale”, ma non saprei dire niente a riguardo, ne’ se era dovuto a reddito o altro. Quanto agli stipendi, è verissimo che la vita è più cara, ma non così tanto: sono stata un po’ ad Amsterdam (a casa dell’amico Italiano con contratto iniziale di 6 mesi a cui le banche olandesi hanno concesso il mutuo!) e i prezzi non erano il doppio di quelli italiani. gli stipendi sì…

  9. Megant ha detto:

    Poi però le stesse persone, o loro simili, parlano di promozione della famiglia!!!

  10. marco ha detto:

    Condivido anche se non ho un noiosissimo lavoro fisso! :-)

  11. Simona ha detto:

    sottoscrivo anche le virgole.

  12. angelina66 ha detto:

    Condivido in pieno. Impareranno mai?

  13. paleomichi ha detto:

    che dire? hai detto tutto tu, sono pienamente d’accordo. Senza parlare poi di quando il genitore è solo uno!

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