coppa d’africa

venerdì eravamo invitati a cena dal mammuth.

che però ha chiamato, nel pomeriggio.

ehm… senti, semmai si cena un pochino prima stasera.

va bene, come mai?

ci sarebbe la coppa d’africa…

ora, è pur vero che in fatto di sport il mammuth è onnivora, è anche vero che l’ho vista guardare partite come, che ne so, atalanta-brescia per la coppa italia quando la fiorentina (squadra del cuore del mammuth) non si era qualificata, oppure il surf alle olimpiadi o il curling a quelle invernali e una volta mi sono svegliata di soprassalto perchè lei aveva urlato “hippon!” guardando un match di karate.

peròla coppa d’africa non faceva parte della tradizione familiar sportiva, per cui mi sono un po’ stupita.

“no, siccome vengono anche Mubarak (non lo zio, il nipote) e Aziz che da casa loro non la possono vedere e siccome gioca il marocco…”

mi è venuto da ridere, una serata di calcio d’africa suonava divertente, e così siamo andati.

la cena si è consumata velocemente, come per ogni grande occasione calcistica da non perdere.

baccalà coi porri, garantito halal dal mammuth in persona.

e poi tutti a vedere la partita.

gabon-marocco.

cavolo che partita…

dei diavoli scatenati. da entrambe le parti ma il gabon sembrava decisamente superiore.

i marocchini potevano essere tranquillamente una squadra del sud italia, per colori e tipologie fisiche, asciutti, non troppo alti, grandi occhi e bocche aperte dalla fatica.

il gabon no. erano “davvero africani” loro. neri come tizzoni, bellissimi e lucenti, muscoli che si vedevano respirare sotto la maglia.

il marocco segna. un bellissimo goal. esplode la sala. decido con Mubarak (nipote) che se il marocco vince la coppa d’africa si va con la bandiera a fare il carosello.

mentre la partita scorreva ripensavo alle estati della mia infanzia, quando si guardava la partita “a casa di chi aveva il televisore a colori” e c’erano i ragazzi più grandi, che giocavano a calcio nella squadra del paese che commentavano e capivano il gioco e io invece vivevo tutto come il circo, come un cartone animato, che mi eccitava proprio perchè non lo capivo e allora bevevo le emozioni degli altri, tremavo quando i miei fremevano, urlavo quando loro urlavano, li guardavo per capire se essere felice o triste.

“Mubi, tu giochi a calcio?”

“giocavo in marocco, nella squadra del paese, qui no..”

poi due goal di fila del gabon sbriciolano i sogni. due a uno. gabon ai quarti e marocco a casa, ultimo in classifica con zero punti…

verso la fine il rigore della speranza: il marocco pareggia.

col pari il marocco avrebbe portato a casa un punto, e poi si sarebbe dovuto aspettare il risultato di gabon tunisia e così non  era ancora detto.

in quel caso ci saremmo trovati tutti di nuovo, a tifare stavolta gabon, contro la tunisia, per sperare nel passaggio marocchino.

e invece la doccia fredda al 97esimo.

un goal da manuale, una punizione in tutti i sensi, per il marocco che forse non meritava la vittoria, ma forse un pareggio, con l’aiuto di apollo…

si va via tutti, noi riaccompagnano a casa mubarak e aziz, in macchina quasi  non una parola, sappiamo riconoscere il lutto calcistico altrui, noialtri tifosi di una squadra di paese…

 

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2 risposte a coppa d’africa

  1. AD Blues ha detto:

    Io non mi entusiasmo per il calcio però ammetto che deve essere stata un’esperienza interessante (poveri Mubarak e Aziz però!)

    —Alex

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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