una storia di natale

al pranzo di natale sono finita accanto a mio zio, uno dei fratelli di mia madre.

mi piace guardare mio zio, è la fusione dei miei due nonni, ha il viso ovale come  mia nonna e la forza di mio nonno negli occhi.

guardare la sua sintesi perfetta degli antenati mi dà il senso dell’immortalità, mi fa pensare che i miei nonni ancora siedono fra noi a natale, nel naso adunco che ho ereditato, nel sorriso speciale di mia madre, nel colore dei miei occhi, nella forma delle guance di mio zio, nel colore dei capelli, nella forma delle dita, ci sono tutte le generazioni che ci hanno preceduto, tutte le mani che hanno cucinato il pranzo di natale prima di noi, ovunque siano state. siamo stati migranti in sudamerica, contadini in nord italia, disperati in sardegna, felici  con i figli piccoli, tristi ai funerali, allegri in compagnia.

abbiamo fatto la guerra, siamo sopravvissuti all’inverno, abbiamo nuotato nel secchia, pelato polli, vangato la terra e raccolto le olive.

e insieme siamo volati a dresda, abbiamo visto il mondo, tornati a casa e siamo pronti a ripartire per l’immensa giostra della vita.

vita che è fatta soprattutto per raccontare storie, come quella che ieri a tavola mi ha raccontato mio zio.

“bimba! lo sai?  l’altro giorno ero a duomo, l’hai presente dove è duomo?”

“no zio, dov’è?”

“dopo san gennaro, dopo petrognano, dopo tofori, è un posto isolato e bellissimo, sulle colline, è un casino arrivarci, avevo litigato con la mi’moglie e avevo bisogno di fare una girata, così da un paese all’altro non mi sono fermato e andavo su,  sempre più su, per questa strada che non finiva mai, e così mi sono trovato a duomo.”

“e poi?”

“e poi mi sono fermato a vedere che c’era, a duomo. c’è, per esempio una chiesa, che sono entrato a vedere, ha un bellissimo soffitto a cassettoni, di quelli di una volta, vacci, a vederlo, è stupendo.

e poi c’è una altarino alla madonna.

e all’altare della madonna ci sono delle catene. di quelle catene antiche, enormi, grosse.

allora ho chiesto a un ometto che era lì che cosa fossero quelle catene.

mi ha raccontato che tanti, tanti, tanti anni fa, arrivò a duomo un forzato che era scappato, un galeotto, bimba. veniva da livorno, ti rendi conto? con le catene aveva fatto tutti i boschi, saranno almeno settanta chilometri, non c’erano mica le strade sai… insomma, questo forzato arrivò a duomo. e alla gente che lo vide arrivare disse la verità, sono un galeotto, sono scappato, aiutatemi…

e rimase per sempre a duomo, diventò uno di loro, visse a duomo tutta la vita. nessuno venne mai a cercarlo.

e quando finalmente riuscirono a toglierli le catene le mise all’altare della madonna per ringraziarla di averlo aiutato  a scappare.”

“buon  natale zio!”

“buon natale bimba!”

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16 risposte a una storia di natale

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. AD Blues ha detto:

    Urca che storia.
    Una storia che mi fa tornare in mente Paolo Rumiz di Repubblica ed i suoi viaggi in Italia lontano da autostrade e statali, pieni di posti dimenticati e persone speciali.

    —Alex

  3. gipo ha detto:

    mi rammaricavo di non aver visto neppure un film di natale quest’anno.. e alla fine sono stato accontentato via blog!

  4. emilia ha detto:

    che meraviglia! brava bimba! un bacio

  5. spiessli ha detto:

    Che bello, mi hai fatto ricordare il mio di zio, che di storie ne raccontava tante anche lui. Grazie

  6. Lilith ha detto:

    Che strano…chissà se c’è un nesso! A Livorno per descrivere un posto, remoto, lontano quasi irraggiungibile, si dice “In domo (duomo)”.
    Es.: “Boia dé, è na parola arrivà laggiù maimai in domo!” ;-)

    • crash ha detto:

      …Lilith…posso (possiamo) sapere cosa hai preparato di buono per Natale….sono estremamente curioso ! scommetto cose molto semplici e genuine…o no ?!

      • Lilith ha detto:

        Grazie per la fiducia Crash! ;-) Ho preparato due menù, uno vegetariano e uno onnivoro.
        Per i “carnivori”:
        Antipasto di salumi vari, rondelle di pasta sfoglia con prosciutto cotto e mozzarella e crostini con i fegatini di pollo.
        Pappardelle (fatte in casa dal maritino) sul cinghiale.
        Cinghiale in umido con l’olive, arrosto di vitella.
        Per i vegetariani:
        Antipasto con crostini di humus di ceci e babaganush di melanzane.
        Gnocchi di trevigiana (palle del giorgione) con la scamorza.
        Polpettine di spinaci, patate e ricotta impanate alcune con granella di nocciole, altre con pistacchi, altre con scaglie di mandorla e altre ancora con semi di sesamo (sono figurose messe nel vassoio una accanto all’altra con tutti quei colori diversi!), cotte in forno.
        Come contorni: radici di Genova, puré di fave e puré di patate, carducci lessi, carciofi fritti.
        Oltre ai classici dolci natalizi (che non amo particolarmente) ho preparato dei biscottini speziati allo zenzero, cannella e pepe di Sichuan.
        Vino del “contadino” a fiumi! ;-)
        Mi pare di non dimenticare altro…ma di sicuro ho perso qualcosa per la strada…

  7. crash ha detto:

    …probabilmente…sarà riuscito a scappare durante un trasbordo da una nave alla terra ferma…considerato che ha percorso diversi chilometri in quelle condizioni…doveva sicuramente avere, in corpo, una riserva di energia….probabilmente sarà stato catturato al termine di una battaglia (navale ?)…se fosse stato un delinquente, un brigante probabilmente…anche a distanza di chilometri…la gente lo avrebbe saputo….e lo avrebbe riconsegnato alle autorità. Sarei curioso di conoscere altre informazioni.

  8. pensierini ha detto:

    Siete bravi a raccontare belle storie, nella vostra famiglia! Ti augurio un anno pieno di tutto quello che desideri.

  9. crash ha detto:

    Grazie Lilith ! sei grande !

    • Lilith ha detto:

      Crash, ma non è che con la tua gentilezza mi vuoi convertire al cristianesimo? ;-)
      Scherzoooo! Sei un tesoro… :-*
      Non riuscirò mai a capire come mai ho sempre un certo feeling o con i comunisti sfegatati o con i credenti!! :-D

  10. spiessli ha detto:

    Uh! Cos’ho letto? Lilith ma non è che passi da queste parti per caso? No perché casomai ti ingaggio per un corso di cucina. Mi hai fatto venire una fame!!!!
    Ti proporrei uno scambio con qualche ricetta Ticinese o svizzera, ma temo di non essere all’altezza. Ma niente paura! ripiegherei sui prodotti tipici che ti puoi portare a casa o magnare in loco ;o)
    Non hai blogghettino con ricettine?

    Scusate l’OT eh, ma non ho resistito al richiamo delle pappardelle con cinghiale & co!

  11. formichina ha detto:

    che bellissima storia! buona fine d’anno! baci

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