a firenze, il giorno dopo

a firenze il giorno dopo piove, il lutto cittadino ha chiesto la chiusura (volontaria) dei negozi di dieci minuti.

dieci minuti.

devo ripeterlo? va bene, lo ripeto. dieci minuti.

la gente ne parla come se avesse grandinato.

“un pazzo” dicono.

non era un pazzo.

“un pazzo è una persona che non sa dove andare, niente di più” dice stefano benni.

a firenze piove e sul dieci settignano sale un ragazzo senegalese.

mi si stringe il cuore.

non so che cosa pensi, ma so a cosa penso io.

penso ai miei zii, emigrati in svizzera, penso alla mia trisnonna che cuce nel porto di rio de janeiro, penso anche un po’ a me, di quando a dresda mi sentivo affondare nella neve della lontananza e della solitudine e mi ritenevo fortunata perchè avevo una casa, un lavoro e una connessione internet con la quale sciogliere la nostalgia.

il ragazzo si siede.

si alza poco dopo, per far sedere una vecchietta.

un gesto da tanti dimenticato.

“molto gentile, grazie”.

dice lei.

lui farfuglia qualcosa imbarazzato.

io mi chiedo tutto il tempo se dirgli qualcosa, sento che dovrei, ma non trovo né il coraggio né le parole.

lo guardo, il cappello bianco e verde col pon pon, le mani lunghe, chiare e scure, il viso bellissimo dell’africa che tutti ha fatto nascere, anche noi, sbiaditi dal tempo e dalla nebbia.

allungo un dito. lo faccio più sottile possibile, non so come toccarlo, mi pare che non sia giusto, che non sia un mio diritto e nello stesso tempo sento di doverlo fare.

lo sfioro su una spalla.

si gira.

“scusi, lei è senegalese, vero?”

“sì”.

“volevo dirle che mi dispiace tanto per quello che è successo ieri”.

“grazie”.

abbassiamo tutti e due lo sguardo, lui è troppo timido per guardarmi negli occhi, io mi vergogno troppo per fare altrettanto.

la mia fermata è arrivata, io scendo, lui resta.

ho voglia di piangere, ma sono troppo scema perfino per riuscire a fare quello.

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19 risposte a a firenze, il giorno dopo

  1. paleomichi ha detto:

    io penso che il tuo piccolo gesto abbia una forza straordinaria.

  2. AD Blues ha detto:

    Un bel gesto…

    —Alex

  3. Sei stata bravissima. Hai fatto bene a superare l’imbarazzo e la paura di essere inopportuna. Sono convinta che il ragazzo sia rimasto molto toccato dalle tue parole così semplici.
    Io ne sono rimasta molto colpita.

  4. Giorgiorgio ha detto:

    Bella composizione Lucy.
    Io, il giorno prima della tragedia, ho dato un passaggio a un senegalese a piedi che tornava dal lavoro…pioveva a dirotto, aveva un ombrellino piccino picciò e camminava vestito di scuro, al buio delle 10 di sera, sulla strada rischiando di farsi ammazzare. Ho pensato che era da molto che non davo un passaggio a qualcuno…gesto dimenticato da tutti anche questo.

  5. valeriascrive ha detto:

    brava Lucia! hai fatto benissimo!!

  6. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. Matteo Castellini ha detto:

    Sono finito per caso su questo blog, da facebook, non sono un grande frequentatore di mezzi di comunicazione di tale fattura, forse non ci passerò più, ma oggi è una giornata particolare. Abito in via Panicale, per chi conosce la logistica fiorentina è una delle vie che vengono fuori dalla piazza retrostante il mercato di San Lorenzo, ieri stavo tornando a casa quando ho sentito gli spari.
    Sento il bisogno di condividere con qualcuno quello che provo, ma sopratutto sento il bisogno di intrecciare ora quei legami che ci dovrebbero far sentire più forti, dove scorre la linfa vitale, di ripensare ai gesti che in passato ho dato per scontati, per questo ti scriverò.
    Ho quasi fatto a gara con me stesso oggi, desideravo ardentemente parlare con chi è colpito più di me da questo fatto, mostrare che esistono persone diverse, che c’è un italia diversa sebbene io mi prepari a lasciarla probabilmente tra un anno.
    Sono stato a Vicchio stamani e sul treno ho condiviso una piacevole conversazione con due ragazzi Nigeriani, uno di loro mi ha offerto un biscotto, più naturale di come avrei fatto io, sono riuscito anche a scambiare facebook, abbiamo parlato dei desideri, ma sopratutto delle difficoltà dell’essere immigrati, di quanto io mi vergogni per quello che è successo ieri ma di come l’italia li tratta in generale, sanno molte più cose di me su quello che spetterebbe agl’immigrati secondo l’unione europea. Scoprendo senza nessuno stupore che uno dei due è anche laureato in matematica in un college e che ha riconosciuto al volo i miei appunti di statica delle strutture, probabilmente la sa meglio di quanto la saprò mai io.
    Mentre mi perdo nella discussione, fatta in inglese, per loro prima lingua, per mia richiesta, passano in me tante sensazioni, da quei problemi che mi tormentano tutti i giorni a quasi la volontà di un abbraccio e una frase mi ha fatto felice.

    “I see your smile, you don’t care about black, white or anyother…”

    E’ vero, stavo sorridendo, sorridevo perchè ero felice di quell’incontro, di quel confronto. E oggi speravo che ci fossero altre persone come me, altri italiani che hanno teso lo sguardo, che sceso da quel treno andando a casa da Santa Maria Novella ho incontrato, allora si, altri due senegalesi che stavano attaccando manifesti alle saracinesce con una poesia e una semplice frase di dissenso contro il razzismo. Sono stato fiero per una volta che tutte le bancarelle di san Lorenzo fossero chiuse per lutto, fiero di quei Fiorentini che hanno deciso di dover manifestare qualcosa, così mi sono avvicinato ai due ragazzi senegalesi e con tranquillità gli ho chiesto un foglio, che avrei voluto appenderlo sulla porta di casa, poi gli ho espresso le mie condoglianze, erano timidi anche loro, “grazie” “siamo tutti uguali”. E io “mi dispiace per quello che è successo” come te, “sentitevi a casa” ho aggiunto alla fine allungando la mano per una stretta.
    Ma sono anche dispiaciuto, dispiaciuto perchè le uniche persone di firenze che conosco che andranno a quella fiaccolata oggi, o al corteo di sabato, sono tre studentesse albanesi.

    Abbiamo molto da fare.

  8. miniracconticinici ha detto:

    mi sono commossa, fra qualche minuto mi alzerò da questa sedia e andrò alla manifestazione in pazza Dalmazia con una commozione maggiore grazie

  9. spiessli ha detto:

    Mi unisco agli altri per farti i complimenti, per il post ma anche per il “coraggio”, come dici tu. Chissà poi perché spesso è così difficile tirare fuori le parole. Io non ci riesco mai. Il tuo è stato un gesto semplice e sincero che secondo me per quel ragazzo ha significato tanto.
    A volte ci facciamo tante fisime per trovare le parole giuste, ma quasi sempre basta davvero poco.
    Ti ho già linkata anch’io e credo che imiterò Jane e ti segnalerò anche al Café.

  10. mario ha detto:

    Un gesto spontaneo di umanità è sempre una bella cosa…ma consentitemi di dire che c’è qualcosa che non mi torna in queste nostre reazioni. Ho come la sensazione che ci sentissimo in colpa per quello che è accaduto.
    Io non mi sento in colpa. Non per quello che è accaduto ieri.
    Per tante altre cose si, ma non per quello. che considero il gesto di un folle.

  11. angela ha detto:

    E’ una tristezza…

  12. marcoghibellino ha detto:

    Hai visto, forse vale ancora la pena di salvarla questa Italia ^^

  13. crash ha detto:

    …belle parole sia di Lucia che dei commentatori. E’ giusto ciò che hai fatto: scambiare due parole, parlare, essere solidale. Come è giusto parlare, e anche arrabbiarsi, se qualcosa/qualcuno non si comporta civilmente (in senso ampio del termine). Questa mattina mi è successo un fatto strano: fermo in un ingorgo con la moto, guardo alla mia sinistra e vedo un ragazzo di colore, in motorino, che mi guarda incazzato: d’istinto gli suggerisco di spostarsi velocemente tra due auto e svicolare via…l’ha fatto… e…. io l’ho seguito ….ci siamo salutati con un sorriso. Per dire…a volte le apparenze sia da una parte che dall’altra ingannano, occorre andare alla sostanza e (per andare alla sostanza) occorre parlarsi, conoscersi, fare piccoli gesti, si impara sempre qualcosa. Questo crimine che è accaduto, alla fine, sicuramente, darà un forte impulso a una maggiore integrazione (anche se sarebbe stato meglio, crearla, in maniera diversa).

  14. Simona ha detto:

    bimba, hai fatto una cosa bellissima! sei stata supercoraggiosa, conoscendo la tua “ritrosia” nello sconfinare nella sfera altrui…sei stata un grande esempio per tante persone, e sicuramente hai rallegrato la giornata a quel ragazzo, gli hai scladato il cuore come a tutti noi del blogghino! ti ammiro tantissimo!

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