tetti

ogni mattina priska la gatta va sul tetto. passa dalla finestra della soffitta, cammina sottile fra embrici e canaletti, segue la punta del naso fino alla presa d’aria della loggia, alla quale si mette, beata, ad annusare gli odori che salgono dalla strada, dal posto dove lei non è stata mai, se non prigioniera in una trasportina.

il regno di priska la gatta sono i tetti di lucca, i rossi tetti sporchi di muschio e di caliggine, che profumano di caminetti accesi e di aria fresca.

segue il filo delle canale e il colmo dei tetti, per quella passione tutta felina di stare su un bordo il più sottile possibile, funamboli screanzati, ecco cosa sono i gatti.

ogni volta che la vedo, quieta, accoccolata sul bordo sporgente del davanzale della finestra, mentre guarda sotto di sé i quindici metri che la separano dal macigno della piazza dell’arancio, mi viene un tuffo al cuore.

i tetti sono la sua parentesi di libertà vigilata, il piccolo mondo libero che si è ricavata coraggiosamente e indipendemente parte, senza guardarsi indietro, l’ingrata, salta, gira l’angolo e sparisce. e da lì in poi è da sola, io non so che cosa faccia e dove vada, a volte sta via tutto il giorno e io la posso solo immaginare muovere i baffi alla ricerca di qualcosa di divertente da rincorrere, entrare curiosa nella finestra della stanza di due bambine, camminare in casa d’altri col silenzio del ladro.

ieri sera è tornata che profumava di armadio. di un armadio che non era il mio.

come un marito col rossetto sulla camicia ha fatto finta di nulla e si è messa sulle mie gambe pretendendo le coccole che non ha avuto per tutto il giorno.

dove sei stata, brutta  bestiaccia? dov’è che vai senza di me?

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10 risposte a tetti

  1. Donna allo specchio ha detto:

    Che post tenero!!! Mi piace!! Va meglio ora?

  2. letteredalucca ha detto:

    :) grazie! va meglio, il mal di gola sta scemando per andare in raffreddore. praticamente parlo da dentro un imbuto! :)

  3. hetschaap ha detto:

    Anche io mi chiedevo sempre dove se ne andasse la mia gatta quando usciva dalla finestra, saltava il muretto del giardino e spariva, in case e giardini altrui. Spariva ad osservare altre vite che non erano la mia. E mi sono sempre chiesta come si chiamasse la mia gatta per altri che non erano me, quanti nomi avesse, quanti angoli altrettanto suoi rispetto a quelli di casa mia. Ma poi è da me che tornava sempre. E ciò mi riempiva di gioia ogni volta.

  4. AD Blues ha detto:

    E’ il bello di essere gatto: essere indipendenti, non avere bisogno (o non volere) qualcuno che ti porta a spasso dove vuole lui.
    Ma il bello è che tornano, le bestiacce! ;-)

    Un salutone gattoso: miaoooo!

    —Alex

  5. biba ha detto:

    E certo che tornano… di notte fa fleeeeeeddo!

  6. jonuzza ha detto:

    posta una foto di Priska!

  7. letteredalucca ha detto:

    ce ne sono un paio in giro per il blogghino, ora le cerco! di recente ne ha fatta una HDC terrificante, appena lo vedo me la faccio dare e la posto!
    eccola!
    https://letteredalucca.wordpress.com/2010/08/30/a-gentile-richiesta/

  8. marco ha detto:

    miauu.. sono stata rinchiusa in un posto buio buio dove mi ero intrufolata attratta da profumi di lavanda e sandalo.. ho avuto una paura! ma mi sono vendicata, quando finalmente l’anta si e’ riaperta, sono schizzata fuori come una freccia e ho terrorizzato il mio aguzzino!

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