lui giorgio lei jane

Oggi il presidente della repubblica conferirà a jane goodall l’onore al merito di grande ufficiale della repubblica italiana.

vi avevo già raccontato di lei e del suo bellissimo viso qui, ma oggi, ascoltando la radio, il mio cuore si è rallegrato all’idea che due tra le persone che più ammiro al mondo, il presidente della repubblica e la dottoressa goodall saranno insieme, forse parleranno, e forse parleranno di uno dei miei argomenti preferiti: le scimmie.

troppa grazia tutto insieme.

la dottoressa goodall è stata una delle mie “eroine”: ho scelto di studiare biologia anche per l’esempio dato dalle donne come lei, come birute galdikas e come diane fossey.
in italia sono in poche a conoscerle, ma hanno segnato l’etologia mondiale, facendoci conoscere le grandi scimmie antropomorfe con i loro studi pieni di passione e di amore per gli animali.

jane goodall ha passato tutta la sua vita studiando e proteggendo gli scimpanzé, raccontandoci il loro comportamento e svelando quanto siano simili a noi.
l’articolo del national geografic parla di lei mettendo due sue foto simbolo, si trova qui.

appena le ho riviste, quelle foto che a me suonano così familiari, per averle viste all’istituto di antropologia un miliardo di volte, mi hanno subito fatto pensare al dibattito sulle “donne e la bellezza”, che si sta svolgendo in questi giorni.

nella prima foto la dottoressa goodall è giovanissima, ha dei pantaloncini corti e, mostra un paio di cosce da far impallidire barbie.

potremmo forse maliziosamente pensare che stesse usando il suo corpo per pubblicizzare la sua ricerca o che il fotografo avesse scelto quell’inquadratura proprio per le gambe in mostra e non per quello che la dottoressa stava facendo, o forse la dottoressa goodall era impegnata a far altro per preoccuparsi delle cosce.

nella seconda foto la dottoressa è come è adesso, invecchiata, bellissima, la coda di cavallo che da bionda si è fatta bianca.

anche qui c’è uno stile, lo stile di una donna che vive di scienza e di foresta.

nei giorni scorsi si è molto parlato delle “donne di b.” e delle donne di monti”, alcuni hanno fatto paragoni scemi e parallelismi “bruttezza-competenza” o “bellezza-GNoranza”, altre si sono adirate perchè hanno letto in quei commenti un maschilismo di ritorno, un trappolone che ci vuole o racchie e intelligenti o gnocche e sceme.

sinceramente non mi sono entusiasmata al dibattito. penso che le categorie “intelligenza” e “bellezza” siano indipendenti.

in alcuni casi però, penso che la “bellezza” possa essere uno specchio dell’intelligenza. jane goodall in quelle foto è bellissima, tante rappresentanti delle istituzioni, parlamentari, consigliere regionali, responsabili di gruppi e gruppettini di lacchè, dai capelli piastrati da un parrucchiere volgare e dal rossetto sulle labbra a canotto non sono né belle né intelligenti.

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9 risposte a lui giorgio lei jane

  1. hetschaap ha detto:

    Concordo totalmente. Ha una bellezza interiore che si riflette in maniera meravigliosa sulla sua esteriorità.

  2. Fermo restando la bellezza del tuo post e quella indiscutibile, presente e passata, di Jane Goodall, sento la necessità di fare una domanda scema. Sei pronta?
    Verrà nominata grande ufficiale della repubblica italiana? Ma non è britannica?

  3. marcoghibellino ha detto:

    Credo che come la legion d’onore quel titolo si possa concedere anche a stranieri, cmq , la prima foto della Goodall da giovane mi suscita due pensieri: A ) belle gambe, B9 non è inn Africa, le pulci penentranti li non perdonano.In quella da anziana, ha los tesso sguardo che a volte ho notato in Rita levi montalcini

  4. letteredalucca ha detto:

    immagino che le conosca “le pulci penetranti”… non so quanti giorni ci sei stato tu e che gambe tu abbia, ma lei c’è rimasta quarant’anni a studiare scimpanzè…

  5. marcoghibellino ha detto:

    mica era una critica la mia ^^ solo due idee che mi sono passate per la testa

  6. AD Blues ha detto:

    D.P.R. 13 maggio 1952, n. 458 (1).
    Norme per l’attuazione della legge 3 marzo 1951, n. 178, concernente la istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica italiana» e la disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze.

    1. Le onorificenze dell’ordine «Al merito della Repubblica Italiana» possono essere conferite a cittadini italiani e a stranieri.

    Come si vede (e come era ovvio) l’onorificenza in questione può essere conferita anche a cittadini stranieri per “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”

    In questo caso l’onorificenza è stata conferita motu proprio da parte del Presidente Napolitano invece che dietro proposta del Presidente del Consiglio (che secondo me manco sa chi è la Goodall…)

    —Alex

  7. @AD Blues: sei sempre sul pezzo! Grazie.
    Carino a farmi notare che fosse ovvio. Io non sono permalosa ma ora corro su twitter a defollowarti…tiè! ‘ntipatico!

    • AD Blues ha detto:

      Nooooooooo!!!! Il defollow nooooooooooo!

      Era “ovvio” perché sennò in caso come avrebbero fatto a conferirgliela? Mica ce lo vedevo Napolitano e tutto il cerimoniale del Quirinale a dire “ué, che disdetta ci siamo sbagliati cara dottoressa Jane adesso cortesemente ci dovrebbe restituire la medagliona!” :-D

      —Alex

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