mamme a sonagli: attenzione, qui si parla di sesso

benvenuti a un altro dei tremendi pipponi scEntifici.

stavolta l’articolo che mi ha ispirato, trovato su repubblica.it , è pure ben scritto, quindi complimenti all’autrice, giulia belardelli, riuscita nell’intento rarissimo di aver fatto divulgazione seria su una testata che di solito brilla per facili sensazionalismi e superficialità, almeno per quanto riguarda l’ambito scEntifico.

sono state fatte nuove scoperte sulla partenogenesi facoltativa nei serpenti e, sempre nei serpenti, sull’immagazzinamento di spermatozoi a lungo termine.

la scoperta è molto, molto interessante perchè allarga le conoscenze sulle modalità di riproduzione scelte dai vertebrati, che già sono varie e multiformi, ma che comunque raramente vanno più in là della “semplice” riproduzione sessuata.

una cosa divertente, ma che resta nell’ambito  della riproduzione “canonica” è ad esempio un fenomeno chiamato “dimorfismo sessuale”: è molto comune negli animali, ci sono maschi piccolissimi che vivono tutta la loro vita da “parassiti” della femmina per poi svegliarsi solo al momento dell’accoppiamento, (e adesso immagino l’ironia di alcune di noi…) oppure ci sono variazioni molto evidenti in alcune forme accessorie: ali presenti o assenti, corna molto ramificate, dimensioni corporee, livree colorate, luminescenza eccetera.

insomma, cosa non si farebbe per uscire il sabato sera.

invece stavolta si parla di un fenomeno assai più curioso, che in un certo senso “elude” la riproduzione sessuale, tirando in ballo da un lato la partenogenesi, dall’altro una sorta di “figliolanza programmata” ottenuta conservando gli spermi raccolti durante accoppiamenti precedenti.

la partenogenesi e la conservazione degli spermi, tanto per venire all’articolo in questione, erano già stata approfonditamente studiate nelle api e in generale negli “imenotteri sociali” cioè quegli insetti che vivono in gruppi organizzati, come le formiche, le api eccetera.

le api, in particolare, sono assai famose per entrambi questi fenomeni.

di tutto l’alveare, solo l’ape regina è feconda e durante un volo che si chiama “volo nuziale” raccoglie lo sperma dei fuchi, trattenendolo in una spermateca.

quando si tratta di fare nuove larve, l’ape regina decide. le uova che feconderà con lo sperma diverranno api femmine, operaie, quelle che invece non feconderà si svilupperanno per partenogenesi e daranno origine a maschi, individui non perfettamente formati, inadatti al lavoro e utilizzabili soltanto per future fecondazioni (eh, via, basta ridere!).

tutto questo ha un preciso significato evolutivo.

creare strutture riproduttive capaci di resistere per lunghi periodi dona alla specie possibilità maggiori di sopravvivenza: in teoria un’ape regina “carica” di sperma è un alveare ambulante essa stessa, è la chiave per creare un’intera comunità.

insomma, una specie di “valigia di vita” trasportabile e apribile quando si è a destinazione.

esistono meccanismi simili che caratterizzano le forme di vita che occupano habitat ostili: pozze d’acqua (che quindi risentono molto dell’evaporazione) piccole cavità, luoghi dove le condizioni ambientali variano in modo drastico.

in questo caso si possono produrre spore, che sono resistentissime alla perdita d’acqua, o, come alcuni rotiferi (bestie strane, ve ne metto una dal di dentro) creare “uova di durata” che sono strutture coriacee, disidratate al massimo e che possono dar luogo a individui non appena le condizioni ambientali lo permettono.

non succede soltanto negli animali. questa meravigliosa galleria fotografica è sui fiori che sono spuntati nel deserto di acatama, in cile, un posto con una delle più basse piovosità del mondo: i semi hanno “dormito” fino a che non hanno trovato le condizioni ideali per provare a fare una pianta, con la pianta il fiore e col fiore… un altro seme!

in fin dei conti, parafrasando dawkins, un fiore è uno stratagemma inventato da un seme per produrre un altro seme.

in realtà come in tutti i pipponi a me preme usarli biecamente per fare biechi parallelismi col mondo degli “uomini” e al loro distorto concetto di “natura”.

noi uomini intendiamo per “natura” solo quella che conosciamo, spesso in modo totalmente superficiale: la gatta che va col gatto e fa i gattini, la mucca e il toro, i conigli, le galline e le loro uova, e poco altro.

chi anche ha vissuto in campagna tutta la vita ignora come si riproducano le api (a meno che non ne sia un allevatore) e anche i rotiferi della sua pozza d’acqua.

e pensa che “naturale” voglia dire “giusto”, cosa che è del tutto fuorviante, perchè “naturale” non coincide con “giusto”, altrimenti sarebbe giusto il colera, il tetano, la polmonite, la tisana di cicuta, il curaro, e via dicendo.

no, naturale non vuol dire corretto, o giusto e non porta con sé alcun messaggio di moralità o di eticità.

ma anche se uno vuole continuare a crederlo, come può pensare che due persone sterili siano “innaturali” quando si trova davanti all’ape regina, al crotalo diamantino o alle altre bizzarrie perfettamente funzionanti della “natura”?

e nel nome della “natura” come può pensare di impedire il realizzarsi di diritti civili come il poter stare insieme alla luce del sole, amarsi, aiutarsi a vicenda, nel nome di una “normalità” che prevede almeno tante eccezioni quante sono le regole?

Questa voce è stata pubblicata in SCENZA SENZA I, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

9 risposte a mamme a sonagli: attenzione, qui si parla di sesso

  1. franceskaos ha detto:

    ed è in virtù di questi metodi riproduttivi che il mio non-marito 2 anni fa voleva creare un formicaio in casa fra 2 vetri per studiare la vita delle formiche, dicendo: “lo preparo e poi a settembre vado a catturare le formiche con le ali, che sai, sono le femmine: almeno una sarà feconda e inizierà a riprodursi, mentre le altre perderanno le ali e diventeranno operaie”.
    Io mi sono rifiutata dicendo “te lo farò fare quando avrai un figlio maschio di 8/10 anni (perchè alle femmine di solito ste cose non interessano…)”.
    O non ho avuto un maschio davvero?!?

    • stefafra ha detto:

      Io da piccola ero fissata con le cose di animali, piante, fossili e conchiglie, collezionista di “sassi” accanita (passione poi passata a mio padre, e ancora devo pensare dove mettere la mia ereditá ,che se continuo a traslocare due vetrinone piene sono dure da impacchettare e spacchettare ogni volta).
      Infatti poi ho fatto “scienze naturali” e sono finita a fare il topo di laboratorio professionista.
      Per inciso, le facoltá di biologia e simili sono praticamente un gineceo…
      Scrivere che “alle femmine queste cose non interessano” é sessimo puro e semplice.

  2. pensierini ha detto:

    Ben detto, brava letteredalucca! Naturale è davvero qualsiasi comportamento, e nel caso degli umani tutti sono ugualmente rispettabili.

  3. jonuzza ha detto:

    Darwin chiamava i parassiti delle femmine che svolgevano una funzione sessuale “i maritini”. guarda caso sto anche io riflettendo sulle medesime cose
    http://no.blog.kataweb.it/2011/11/09/amori-2/
    http://no.blog.kataweb.it/2011/11/10/freni-allentropia/

  4. marcoghibellino ha detto:

    abbraccia stefrafra con immensa passione , commosso

  5. Simona ha detto:

    :*** passo di qui in un attimo di pausa da verifiche da preparare7corregegre e trasloco da fare…sono viva e presto tornerò ad essere un membro attivo e partecipe del blogghino più bello del mondo!
    ps nei miei viaggi in treno sto leggendo “Armi, acciaio e malattie” di diamond: adoro quell’uomo quasi quanto te e Gould! ;)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...