dresdalgie

è successo che la Bionda non sapeva che farsene di una macchina per fare la pasta in casa.

diceva che si appiccicava tutta, che non funzionava bene e che dopo aver sudato come una locomotiva tutto il giorno era riuscita a ottenere solo un gomitolo di spaghetti gommosi.

è successo che io ho provato a spiegare che no, che era una cosa facile da usare, che bastava un po’ di pazienza e di occhio da massaia italiana, e che la prossima volta che ci saremmo viste glielo avrei insegnato.

ma la bionda ha decretato “nein! mai più kon kvella fetentissima makkinetten!”

e che cosa ha fatto la diabolica bionda? ha affidato la paperina a lucia2 che da brava l’ha portata a firenze, a casa dei suoi, una volta che è ritornata in italien.

e ieri sono andata a prenderla.

e la macchinetta era dentro un sacchetto.

e il sacchetto era di karstadt, il supermercato di pragerstraße.

e al supermercato di pragerstraße si trovano, nel piano sottoterra, un sacco di cose buone e un sacco di cose assurde, alcune di queste mi mancano tanto.

mi mancano le matjes, mi mancano le spremute di tutti i tipi, mi manca guardare gli scaffali pieni di cetrioli e chiedermi chi sia tanto folle da essere indeciso fra trentasette marche diverse di cetriolini, ma poi penso al corridoio della pasta in italia e capisco meglio la faccenda.

mi manca il burro che sa di burro.

mi mancano i semini da tostare per condire l’insalata che quando era un po’ che erano aperti portavo agli uccellini di alaunstraße, mi mancano i corbelli giganti di fragole e lamponi e la pila degli asparagi bianchicci e le confezioni di salsa hollandaise che rigorosamente lasciavo lì, disgustata nel mio italianissimo buongusto.

mi manca l’odore di biscotti alla cannella, a me che la cannella non l’ho mai amata, e mi mancano i pancali con le pütanade in offerta e i cenci per pulire in microfibra che non so come mai a dresda pulivano perfettamente e in italia non puliscono una cippa di nulla (gli stessi cencini, si badi bene; secondo me è colpa del calcare che c’è qui).

mi manca l’odore, mi mancano i colori orrendi delle vecchie pastellate, mi manca il tempo di girellare con calma fra le uova e i formaggi, il banco del vino, la bici parcheggiata fuori, con le borse, la pedalata fino alla giraffa, le scarpe tolte fuori dalla porta.

mi manca dresda.

e non può essere altrimenti, visto che a dresda mi mancava lucca.

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9 risposte a dresdalgie

  1. 4ngelo ha detto:

    a me MI manca il nordsee…

  2. elena ha detto:

    io sono stanziale e di conseguenza non molto nostalgica. Però ho “ereditato” da mia suocera (lo metto tra virgolette perché non è una vera eredità, essendo mia suocera ancora viva!) una identica macchinetta per la pasta: secondo me non può mancare in una casa come si deve! ;-)

  3. Bianca-Hamburg ha detto:

    Eh, cara Lucia, anche quassu’ il Karstadt e proprio come lo descivi tu. Noi ci andiamo il sabato pomeriggio solo per gironzolarci dentro e cercare assurde leccornie che poi non compriamo.
    Ora e’ pieno di decorazioni natalizie e ha un intero reparto pieno di advent kalendar che mi fa venire voglia di comprarli tutti ed aprirli subito :-)
    Ma quand’e’ che passi da queste parti?

  4. Donna allo specchio ha detto:

    Vorrei poter dire:”Mi manca Roma” come tu dici mi manca Dresda. Invece il caos di Roma e la maleducazione dei romani (posso dirlo visto che sono nata li) non mi mancano affatto (be a parte quache amico…).

  5. formichina ha detto:

    come ti capisco… sembra assurdo lo so, ma anche a me a Parigi ogni tanto manca Pisa (ebbene si’, cari livornesi e fiorentini, è possibile), cosi’ come a Pisa mi mancava Parigi. e in entrambi i posti mi manca Napoli e casa mia….

  6. stefafra ha detto:

    Diciamo che a me da anni manca Wageningen, il primo posto dove ho abitato per conto mio, non mi manca Modena, mi manca un po’ Zurigo, stranamente, soprattutto sotto le feste, e al momento, essendo autunno, mi mancano sia Friburgo (quello svizzero) che Feltre (dove sono nata), visto che i due posti hanno lo stesso “odore e luce” e in autunno sono al loro massimo splendore, posti di mezza montagna, sui 400 metri, bosco misto che cede il passo a conifere, funghi, foglie che cadono, giornate di sole basso e meraviglioso.

  7. Gianc. ha detto:

    Mi manca San Francisco e la Bay Area… :-(
    Ci sono stato poco tempo, ma ogni volta che la vedo in TV faccio come E.T.: allungo il ditino e faccio “…casa…”, (con sommo scorno della Titolare).
    Rivoglio lo Starbuck sotto casa con i tavolini per leggere, il brunch del Sabato dalle parti di Castro e i jeans a 30$, nghe’!

  8. Giulia Camarda ha detto:

    la tua macchinetta, me la sono portata da PaleMMO, e da massaia italiana la so usare bene, ma credo sia nel dna di noi italiani. A me manca Lipsia, ma sono pure sempre in tedeschia, non mi manca palermo, non mi é mai mancata. Mi mancano perí alcuni odori, sapori, suoni. Anche qui ci sono odori, sapori e suoni, ma non solo gli stessi. So che se fossi in Italia mi mancherebbe il sapore dei Lebkuchen, l’odore del Bratwurst e il suono della neve che scricchiola sotto le scarpe

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