23 risposte a il geotrogolo risponde

  1. 4ngelo ha detto:

    Mi troWi sos’tanzialmente d’acchordo…ma sono perplesso su un punto….

    Non sei d’accordo sul fatto che i fattori umani stiano cambiando il clima su larga scala oppure non sei d’accordo che i cambiamenti climatici siano la causa di questo specifico evento?

    Nel secondo caso sono d’accordo con te. Nel primo, per nulla.

  2. nonunacosaseria ha detto:

    in effetti, è un po’ quel che successe nel 1996 sulle apuane.
    la domenica mattina era bel tempo; a mezzogiorno arrivò la prima nuvoletta, ma nessuno ci fece caso perché sulle apuane si formano sempre a quell’ora; alle tre del pomeriggio cominciò a piovere piuttosto forte; alle sei del pomeriggio pioveva forte; la notte pioveva molto forte; il giorno dopo pioveva fortissimo. il mercoledì il paese di cardoso non c’era più e altre località erano semidistrutte o alluvionate. e anche in quel caso perché c’è il mare e ci sono i monti e c’è il versante ripido.

  3. marcoghibellino ha detto:

    io aggiungerei un elemento al quadro, la diminuzione e/o abbandono dell’agricultura e della silvicultura. Nel primo caso , l’aumento dei campi incolti ha anche significato l’abbandono della cura dei fossi, che contribuivano specie in ambiente collinare e pedemontano ad un corretto drenaggio; nel secondo l’incuria boschiva porta all’accumulo attorno ai torrenti di rami morti, cespugli e quant’altro che, durante forti piogge, vengono trascinati via e alla prima strettoia del torrente creano un effetto ” tappo” con risultati immaginabili.
    Dalla seconda metà dell’800 quando Giustino Fortunato coniò la metafora ” Italia sfasciume pendulo” le cose sono forse peggiorate

  4. Bianca-Hamburg ha detto:

    Domanda al geotrogolo, sempre rimanendo in tema di disastri naturali:
    “che Lei sappia, ci sono variazioni nella “normale” attivita’ dell’area flegrea? Variazioni, diciamo, che possano allarmarci a ragione per i prossimi anni piu’ di quanto non ci preoccupino normalmente da secoli?”
    “Beh, sa, c’ho famiglia da quelle parti, non proprio sopra al cratere o dentro la solfatara ma nessuno e’ mai abbastanza lontano da quelle zone.”
    Alluvioni, frane e smottamenti quelli ce li abbiamo a Napoli ogni volta che piove un po’ di piu’ e, conoscendo i luoghi, direi che sono dovuti decisamente all’abusivismo e la strafottenza dell’uomo.
    Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
    Emigrante ansiosa

  5. laperfidanera2 ha detto:

    Negli anni ’60 “dentro” la solfatara di Pozzuoli funzionava un campeggio, con bungalows, ristorante, negozietto ecc. (io ci sono stata). Aleggiava sempre un odorino sulfureo, e ricordo che c’era una grotta dove la gente andava a fare una specie di sauna, cioè a respirare questi vapori, al caldo. Io non sono certo entrata, sono claustrofobica (e anche leggermente agorafobica!) e poi ero incinta e temevo di poter danneggiare il feto. Però ogni tanto mi avvicinavo alle fumarole.
    So che ora sono rinsaviti e il campeggio non c’è più.

  6. il geotrogolo ha detto:

    gentili lettori il geotrogolo risponde:

    @angelo: penso che i cambiamenti climatici non siano la causa di questo specifico evento, ma anche riguardo ai cambiamenti climatici indoti dall’uomo ho qualche dubbio. penso che non siamo ancora capaci di distinguere (ammesso che sia possibile) quali cambiamenti avvengono per mano nostra e quali invece avvengono per i fatti loro. ad esempio se la groenlandia si chiama così (greenland = terra verde) è perchè nel medio evo quando è stata raggiunta dai vikinghi era verde e non coperta dai ghiacci come ora. allora la terra si scalda o si raffredda? o forse solo “respira”. ti confesso poi che da quando ho visto con i miei occhi le calotte di marte, dove l’azione antropica non c’è (per ora), ritirarsi da un anno all’altro mi viene sempre più da pensare che forse le variazioni climatiche non dipendono solo da noi ma da (normali) variazioni della radiazione solare.

    @nonunacosaseria: esatto! stesso meccanismo. in questa area d’italia si sa che alluvioni del genere accadono spesso. sarà il caso quindi che ci si decida a costruire in sicurezza.

    @marcoghibellino: verissimo, il problema dei detriti flottanti (ovvero tutta la roba che galleggia) è da non sottovalutare. bisogna costruire ponti con ampie luci per permettere il passaggio di questi materiali. tieni presente però che canali con sponde accidentate (ricche in vegetazione) fanno scorrere l’acqua più lentamente mentre quelli con sponde prive di vegetazione fuinzionano come piste da bob e fanno si che l’acqua arrivi tutta in un attimo infondo alla valle. ci vuole equilibrio.

    @Bianca-Hamburg: se vai sul sito dell’osservatorio vesuviano http://www.ov.ingv.it/ trovi tutte le informazioni: per i campi flegrei riporta “Il sistema di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano non evidenzia variazioni significative nello stato di attività”. il motivo per cui in campania ci sono tante frane è legato alla sua geologia: gran parte del terreno è formato da strati di ceneri vulcaniche disposte su lave basaltiche o su rocce calcaree. quando piove molto l’acqua penetra nelle ceneri fino a che non trova la roccia che è meno permeabile. a quel punto si forma uno strato d’acqua tra le ceneri e le rocce che lubrifica e fa scivolare le ceneri verso valle. quindi che ci siano le frane in campania è normale. non è normale che la gente ci costruisca sopra. quello direi di no.

    @laperfidanera2: alla solfatara di napoli ci sono stato qualche anno fa. è ancora come racconti, ed è bellissima. Il campeggio effettivamente non c’è più, ma mi domando come facessero i campeggiatori a resistere in tenda in mezzo a quel puzzo tremendo…

  7. stefafra ha detto:

    Domanda al geotrogolo, ma in Italia le valutazioni di impatto idrogeologico chi le fa, al momento?
    Nel senso che se io volessi costruirmi una casetta da qualche parte, oppure un’estensione alla casetta, oltre ad essere sicuro che sia area edificabile e di non essere abusivo (dico per dire…) devo andare da un geologo, o da un geografo, o da un naturalista con specializzazione geografica, o in provincia, in regione, a farmi fare una valutazione di impatto e rischio idrogeologico?O costruisco alla membro canino, basta che sia zona edificabile, e se poi le prime pioggie mi fanno scendere il garage a valle di una ventina di metri portato da una frana di fango argilloso (visto succedere nell’apennino modenese) poi me la prendo col fato?

    É questa valutazione obbligatoria o no? Se ne parlava anni fa quando ancora studiavo (scienze naturali) e bazzicavo geologi e geomorfologi, ma precisamente chi dovesse fare queste valutazioni non era chiarissimo.

  8. 4ngelo ha detto:

    @Geotrogholo: Beh…tutta colpa nostra non è…ma…dato l’aOmento esponenziale della concentrazione di CO2 negli ultimi due secolis…e la continua rilevazione di dati anomali (che se ci sono spesso…che anomali sino)…un po’ di colpa l’avremo pure noi?

    Poi ci sarebbero da tirare in ballo paroloni come sistemi complessi, equilibrio, robustezza e quant’altro. Personalmente, non è tanto la presenza di fenomeni estremi a preoccupare, quanto la loro frequenza negli ultimi anni.

  9. pensierini ha detto:

    Molto interessante, ringrazia il signor geotrologo da parte nostra. A quello che è stato già ricordato da Marco, aggiungo questo: nella mia provincia, un tempo c’erano anche gli “stradini”, operai che si occupavano di ripulire i fossi e della manutenzione degli argini lungo le strade. Ora non credo ci sia più nessuno addetto a questo.

  10. il geotrogolo ha detto:

    @stefafra: ti riassumo in modo molto brutale quali sono le valutazioni “geologiche” che si devono fare per costruire in italia. ogni comune ha l’obbligo di scrivere un regolamento urbanistico secondo direttive date dalla regione. nel regolamento urbanistico sono compresi vincoli e norme che ti dicono se in una data area ci si può costruire e se si con quali accorgimenti. il regolameneto è scritto da un team di professionisti che comprende anche geologi. per costruire qualcosa bisogna che tui chieda ad altri professionisti di preparare per te progetti e relazioni da consegnare al comune che deve valutarli e darti l’autorizzazione a costruire. tra questi professionisti (a seconda di cosa e dove si costruisce) ci deve essere anche un geologo che valuti la fattibilità dell’opera dal punto di vista geologico. oltre al comune, sempre a seconda di cosa e dove si costruisce, il geologo deve presentare una relazione di fattibilità al genio civile e alla autorità di bacino, ognuno dei quali ha un suo regolamento. il primo controlla il progetto dal punto di vista geotecnico e sismico, il secondo controlla che ciò che costruisci non sia a rischio frana o alluvione.

    • stefafra ha detto:

      Quindi teoricamente dovremmo essere al riparo da ogni intemperia geomorfologica e geologica….se non fosse che poi a ogni pioggerella viene giú mezza Italia.
      Dov’é il baco? Il bug del programma?

      PS: non stó neanche lontanamente pensando di costruire un qualcosa, era una domanda intesa in modo vagamente cinico/ironico

      • il geotrogolo ha detto:

        i bachi sono quattro.

        il primo consiste nel fatto che la stragrande maggioranza degli edifici costruiti in italia sono vecchi, o meglio, sono stati costruiti prima che ci fosse l’attuale conoscenza e comprensione del territorio. alcuni sono inadeguati dal punto di vista sismico, altri sono stati costruiti in aree credute sicure e che invece sicure non lo erano.

        il secondo è che la gente si affeziona ai luoghi dove vive ed è quasi impossibile spostarla. prendi il caso attuale dell’alluvione della liguria: la popolazione che abita i paesini delle cinque terre pensi che si trasferirà a vivere in aree più sicure o resterà nei posti a cui è legata anche dopo quello che è successo? e in futuro (magari lontanissimo) puoi star certa che succederà di nuovo.

        il terzo è che a volte, purtroppo, è capitato che in passato si sia dato il permesso di costruire in aree pericolose per mancanza di responsabilità o che si sia costruito male per far più profitto, o che nessuno abbia fatto seri controlli. un esempio su tutti il vajont.

        il quarto è che, come ho già detto, a volte la gente costruisce dove non si può confidando poi in un condono. il problema è che il condono non scaccia i pericoli.

  11. Gaja ha detto:

    Grazie geotrologo!!
    Io sono un po’ preoccupata per i prossimi giorni, qua danno previsioni da Armageddon… dovevano fare la cerimonia della Protezione Civile per commemorare l’alluvione del ’94 con i suoi 68 morti, ma hanno avuto il buonsenso di annullarla. Spero con tutto il cuore che vada tutto bene soprattutto a chi ha già avuto tanti danni la settimana scorsa…

  12. marcoghibellino ha detto:

    Stefafra: (cito) Domanda al geotrogolo, ma in Italia le valutazioni di impatto idrogeologico chi le fa, al momento?
    Nel senso che se io volessi costruirmi una casetta da qualche parte, oppure un’estensione alla casetta, oltre ad essere sicuro che sia area edificabile e di non essere abusivo (dico per dire…) devo andare da un geologo, o da un geografo, o da un naturalista con specializzazione geografica, o in provincia, in regione, a farmi fare una valutazione di impatto e rischio idrogeologico?

    La soluzione a spanne è : restaura un casale abbandonato, se è secoli che è lì, salvo sfighe terribili * lì resterà, specie se è in coppa o monte o lonatno abbestia da altri esseri umani ;-)

    * evitando di invitare a visitarlo chi , e non faccio nomi, è nota per portare una sfiga tremenda UU

  13. Bianca-Hamburg ha detto:

    Grazie, l’osservatorio vesuviano mi tranquillizza…devo solo sperare che le ceneri vulcaniche sulle lave basaltiche sotto casa mia rimangano al posto loro.

  14. zundapp ha detto:

    caro il mio geotrogolo, sono d’accordo su tutto :-)

  15. crash ha detto:

    Leggo solo ora: complimenti al geotrologo !

  16. il geotrogolo ha detto:

    una mia collega mi ha suggerito un link a un video che mostra l’alluvione di genova del 1960. come potete vedere l’evento alluvionale è stato praticamente identico. http://www.youtube.com/watch?v=8dMBJpIxEPA

    • Lilith ha detto:

      Bellissimo pippone e devo dire, interessanti anche i vari commenti. Vorrei fare una domanda anch’io al Signor Geotrogolo ;-) : se non sono avvenuti sostanziali cambiamenti climatici negli ultimi 50 anni, come mai solo negli ultimi assistiamo al fenomeno chiamato “bomba d’acqua”? O non piove o viene giù il finimondo. Non ho ricordi del genere nella mia infanzia o perlomeno succedevano molto di rado, mentre oggi sono all’ordine del giorno.
      A parte la geomorfologia del territorio, l’asfaltare e il cementificare senza criterio e le alluvioni che ne conseguono, secondo me anche le precipitazioni atmosferiche sono
      cambiate. O è solo una mia impressione?

  17. il geotrogolo ha detto:

    @lilith: a parer mio le bombe d’acqua sono sempre esistite, solo che fino a qualche anno fa non si chiamavano così. tutto qua. a genova negli utlimi 50 anni è successo molte volte che ci fossero nubifragi e alluvioni. sul secolo XIX di oggi trovi un elenco dei nubifragi e delle alluvioni avenuti dal 1966 ad oggi. metto qui il link per chi fosse interessato http://www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/genova/allegati/nubifragi_alluvioni_dal_1966.pdf

    • Lilith ha detto:

      I nubifragi ci sono sempre stati, questo è certo, ma gli acquazzoni di una volta, non somigliano per niente a quelli di oggi, quasi sempre improvvisi e violentissimi; ho notato un certo cambiamento climatico negli ultimi anni, ma forse perchè sono anziana e i vecchi da che mondo è mondo dicono “ai miei tempi” e “non ci sono più le mezze stagioni”… ;-)

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