io mi ricordo

che dieci anni e un giorno fa guardavo sconsolata la mia bandiera della pace che sventolava, bellissima e impotente dalla mia finestra di lucca.

la mia città per qualche mese si era trasformata, non avevo mai visto tante bandiere appese fuori dalle case, non c’era strada, non c’era palazzo che non sventolasse le sue bandiere colorate.

non servì. la guerra cominciò lo stesso, nonostante le bandiere.

gino strada chiese di appendere uno straccio nero, in segno di lutto, addosso a quella bandiera arcobaleno, lo feci. era un calzino in realtà, ma nessuno poteva accorgersene, e in ogni caso non era importante.

mi ricordo che quando la guerra in afganistan incominciava abitavo ancora a lucca, vedevo valentina, quasi ogni giorno, con lei fumavo di nascosto sigarette e ciucciavo senza tregua caramelle monks, sperando che nessuno se ne accorgesse.

studiavo la seppia dal di dentro e dal di fuori, per uno degli ultimi esami, studiavo il cranio del piccione e il guscio della tartaruga, a volte su una panchina che si affacciava sull’orto botanico di lucca, in un pezzo di mura che sembra un bosco vero e che aiuta a respirare quando siamo sotto esame.

mi ricordo che ci chiedevamo, impauriti, quando sarebbe finita, mi ricordo che poche settimane prima avevo marciato, da perugia ad assisi, mi ricordo che mi scappava la pipì e una famiglia di africani mi fece entrare in casa e io vidi, abbastanza perplessa, il ritratto fotografico di lady D appeso al muro, e mi parve un sogno, fare la pipì, nella campagna umbra, in una casa di africani, col ritratto di una principessa inglese morta che mi guardava.

mi ricordo il mullah omar che scappò in vespa, mi ricordo le immagini dei burka azzurri che arrivavano ogni giorno da quella terra sconosciuta e lontana, mi ricordo la rapidità con la quale la guerra fu dichiarata vinta e mi ricordo anche che quasi subito venne annunciato il colpevole successivo: saddam hussein.

dieci anni e un giorno.

e nessun passo avanti.

va bene, hanno ammazzato osama bin laden, lo hanno ammazzato poche settimane fa, dopo dieci anni di guerra, lo hanno ammazzato “in casa sua”, suona un po’ come quando ti annunciano che i carabinieri hanno arrestato un pericoloso latitante e poi aggiungono “era in pantofole nella cucina di casa sua”.

ma la guerra non è finita.

sono morte tante persone in questi anni, non so più quante volte ho letto “bombardato mercato per errore” “bombardato villaggio durante un matrimonio” “bombardata scuola piena di bambini”.

Al 4 ottobre 2011 risultavano 2.676 morti della coalizione in afganistan (fonte: wikipedia) (le vittime americane 1269).

i cittadini americani morti nell’attentato alle torri sono poche centinaia di più.

cercando in rete trovo il numero stimato delle vittime civili nei primi due anni dall’invasione: oscilla tra 3700 e 5000. credo che adesso siano molti di più.

ma non credo serva a molto il pallottoliere della morte, non credo che i numeri, scritti così come fossero noccioline, possano far pensare davvero.

penso che forse sarebbe il caso di andare a tirar fuori di nuovo quella bandiera, ma dovrei appendere troppi calzini, e allora lascio perdere.

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3 risposte a io mi ricordo

  1. Bianca-Hamburg ha detto:

    Mi hai ricordato quel giorno a Firenze, le bandiere arcobaleno e un corteo infinito. C’ero anche io. E ci credevo. Tutto il resto, cio’ che è successo negli ultim 10 anni è tutto nelle tue parole.

  2. AD Blues ha detto:

    Io sono pessimista, lo ero anche allora.
    Sapevo per certo che ormai era tutto deciso, niente avrebbe potuto cambiare le decisioni già prese.
    E sapevo pure che tanti sarebbero morti; soldati ed ancora più civili.
    Ma è una bestia annidata nella nostra natura umana quella di esplodere in violenze cieche (ma anche freddamente determinate) a fronte di certe provocazioni, come se veramente mostrare i muscoli servisse a lenire certi dolori.

    Non si può però spiegare con la logica ciò che è illogico; è una partita persa in partenza…

    Resta solo il dolore, per quelli che sono morti prima, coloro che sono morti dopo e quelli che purtroppo ancora moriranno in futuro per questa stupidità.

    La cosa però che mi fa andare di più in bestia è che si siano usate omissioni, mezze verità e bugie vere e proprie per giustificarsi. Sarebbe stato più onesto ammettere che si dovevano regolare dei conti laggiù e che quello era il momento più propizio…

    —Alex

    • crash ha detto:

      ….secondo me, Alex, esiste una logicità. Per noi, uomini della strada, sembra tutto illogico, ma se ci pensi un pochino…. La logicità si chiama INTERESSE. Un uomo, creato dall’occidente, che diventa non più utile e affidabile, di colpo. Un pò strano. Sono d’accordo con te che “si dovevano regolare i conti laggiù” (vedi che c’è una logica) e che “resta solo il dolore per i morti di questa stupidità”. Aggiungo, attenzione che lì vicino esiste un pericolo reale, ben diverso, che potrà avere (solo) due soluzioni. Però non essere pessimista, daii,speriamo che tutto si risolva nel migliore dei modi.

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