ri tema: la fiera

settembre è un mese che offre consolazioni di vario tipo, anche se parziali, rispetto al tremendo scorrere del tempo.

accanto alla riapertura delle scuole, al maglioncino la sera, alla pioggia al mare che tinge pallini scuri sulla sabbia che non si scalda più, regala lunghi e setosi tramonti, fichi dolci e uva moscato, le giostre, i frati e la fiera.

non esiste settembre senza fiera, e prima o poi ci vado, cascasse una pagnotta. e quindi domenica ci sono andata.

della fiera adoro un po’ tutto.

adoro guardare la gente, vestita, truccata e pettinata come in una imitazione di un programma di maria de filippi, adoro guardare e annusare i banchi con le cose da mangiare, spesso sormontati da mastelli di olive, barattoli di alici, peperoncini ripieni, aglio, baccalà, pane di patate, biroldo, soppressata, pecorino, lardo, prosciutto e chi più ne ha più ne metta.

detesto invece i banchi dei vestiti, creati per minorate senza puppe e amanti della viscosa che sotto l’ascella per tre minuti inizia a puzzare di gas nervino.

adoro i banchi dei casalinghi trovatutto, dalla rotella della pizza ai tappi dell’acquaio, al coltello pelapatate, alle saliere di plastica celesti e bianche.

mi piacciono i banchi dei cestai, dei venditori di coltelli, di stivali di gomma (i cosiddetti sciantillì)  mi piacciono i cartelli con gli errori di ortografia e i libri a stock a tre euro l’uno sui quali starei una giornata intera.

ma i miei preferiti, come più volte ho già scritto su questo blogghino, sono gli imbonitori.

la palma d’oro per il miglior imbonitore va quest’anno al venditore della penna magica che toglie i graffi dalla portiera della macchina e da parquet, che ha detto che gli incidenti capitano: “signori! gli incidenti si fanno tutti! capitano alle donne, come lei, agli uomini, come lui e anche ai gay come me!”.

come capita sempre ci facciamo turlupinare da ogni serie di chiapparella, purché sia ben presentata: io ho comprato un pulisci vetro con la calamita che così pulisci le finestre da tutti e due i lati con un solo gesto, signori e signore, e HDC ha comprato un ferro da stiro da viaggio che stira in verticale qualsiasi tessuto con acqua e sale, una cosa strabiliante signori miei!

poi abbiamo comprato sei DVD, abbiamo pescato tre biglietti di beneficenza per il canile comunale, il pane di patate della garfagnana (bono), e due tappi per l’acquaio che uno si era rotto ma meglio prenderne due non si sa mai.

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8 risposte a ri tema: la fiera

  1. nonunacosaseria ha detto:

    io ieri per andare al palazzetto a vedere il basket ho detto: via, è una bella giornata, vo a piedi così al ritorno mi fermo alla fiera, che a quell’ora non sarà più strapieno, e magari mi compro i brigidini o l’ammazzasòcere.
    maremma nuvola, al ritorno veniva giù a catinelle e neanche un marocchino in giro a vendere ombrelli! per tacer dei banchetti, aveva sbaraccato pure l’omino della penna magica che toglie i graffi…

  2. Bianca-Hamburg ha detto:

    Ma perche’ quassu’ queste diavolerie non si trovano? A me il pulisci vetri calamitico mi servirebbe proprio. Scusate l’ignoranza…ma cos’e’ l’ammazzasocere?

  3. hetschaap ha detto:

    E, comunque, io avrei comprato la pennina magica. Mi fa simpatia che gli incidenti capitino pure ai gay come quello che la vendeva! Ma, forse, è un pregiudizio al contrario (cit.)

  4. Gaja ha detto:

    Ohhhhhh il coso che ha comprato HDC funziona benissimo, garantito! Io lo uso spesso (a casa per non stirare sul serio… ), comodissimo!
    Ma anche io voglio il puliscivetri calamitico!!!
    Qua nelle lande piemontesi le fiere sono ottime per pappa e vino, ma per il resto io tutte queste cosine non le ho mai viste… che figo!

  5. 4ngelo ha detto:

    N’on my dyre che sei andata via sença il saccho dei brigidini!

  6. letteredalucca ha detto:

    angelo: eh sì… niente brigidini quest’anno… ma se vieni, promesso, te li faccio trovare! sai come si chiamano da noi? le cialde, esattamente come si chiamano gli schiaffi! ;)
    es: ti tiro una cialda!!!
    gaja: vero, funziona!
    hetschaap: la penna magica ce l’avevamo già! ;) a volte le puittanate si comprano anche fuori stagione!
    bianca: te lo presto!
    nonuna: eh sì, ha beccato anche noi che s’era a giro con silvia!

  7. Felipe ha detto:

    A me invece sono sempre piaciuti quegli imbonitori delle tovaglie, lenzuola ecc. che sanno fare molto bene di conto (ecco un esempio: “una tovaglia a dodicimila lire, signora. Ma solo per oggi, via: docimila più dodicimila… diecimila. Forza donne! Du’ tovaglie a sole diecimila lire!”), nonché i banchetti coi pesci rossi e le tartarughine. Quanti ne ho comprati… infatti sono tutti morti.

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