da dieci anni

da dieci anni sono crollate le torri.

da dieci anni sono laureata, nel frattempo ho fatto un lavoro al nero, uno a partita iva, un cococo, due lavori “seri” in italia, uno a lussemburgo, uno a dresda e uno a firenze.

dieci anni sono passati e tanti miei amici hanno avuto figli, o nipoti.

i miei nonni sono purtroppo tutti morti.

in questi dieci anni se ne è andato fabrizio de andré, e anche stephen jay gould.

in questi dieci anni ho letto decine di libri, forse di più.

ho preso un numero considerevole di chili, alcuni li ho ripersi, altri, molti altri, ritrovati.

in questi dieci anni abbiamo avuto i peggiori governi della storia repubblicana.

in questi dieci anni ho partecipato a cortei, manifestazioni, elezioni, primarie, comunali, provinciali, europee, nazionali. nulla è cambiato in meglio. quasi tutto è peggiorato.

insomma, acqua sotto i ponti ne è passata, come si suol dire.

da dieci anni la germania ha una legge che riconosce le coppie di fatto.

ieri sera invece la rai non se l’è sentita di mandare in onda una puntata di una stupidissima serie televisiva perchè vi veniva rappresentato un matrimonio gay.

(cliccare sulla foto per leggere l’articolo su repubblica.it).

perchè in dieci anni, mentre il mondo andava avanti, l’italia si è fermata, persa, distratta, completamente rimbambita a osservare il suo grasso ombelico, a stuzzicare la parte peggiore dei suoi abitanti, a coltivarne l’ignoranza, l’apatia, il disinteresse come beni preziosi e imprescindibili. l’italia è adesso una repubblica fondata su rete4.

io ora vi copio e incollo qui quanto sta scritto a berlino, al monumento in memoria delle vittime gay del nazismo, spero che dall’immagine si legga.

magari cliccando sopra si ingrandisce un pochino, nel circoletto che ho messo, si parla, purtroppo, anche dell’italia.

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13 risposte a da dieci anni

  1. “in dieci anni, mentre il mondo andava avanti, l’italia si è fermata, persa, distratta, completamente rimbambita a osservare il suo grasso ombelico, a stuzzicare la parte peggiore dei suoi abitanti, a coltivarne l’ignoranza, l’apatia, il disinteresse come beni preziosi e imprescindibili. l’italia è adesso una repubblica fondata su rete4.” Certe cose, come le sai dire tu, non le sa dire nessuno. Brava.

    • AD Blues ha detto:

      Sì, potrebbe sembrare una piaggeria gratuita ma sono completamente d’accordo.
      Per inseguire il consenso si sono inseguiti gli istinti più bassi della “ggente”…

      Però più che il presente a me preoccupa il futuro: anche nello scenario migliore, quello in cui il berlusconismo scompare com per incanto e non sentiremo più parlare di nani&ballerine, di alfani, emili fedi e dellutri assortiti, quanto tempo occorrerà per riparare i danni culturali e materiali fatti da questi banditi?

      :-(

      —Alex

      • Felipe ha detto:

        Sei alquanto ottimista. Berlusconi certamente scomparirà un giorno, ma le “tossine” del berlusconismo rimarranno ancora per molto, molto tempo. Scommetto che quando i nostri nipoti saranno vecchi, verrà trattato come un caso sociologico. Adesso è ancora troppo presto…

  2. juhan ha detto:

    mi piace questo post; mi piace questo blog scoperto da poco.

  3. biba ha detto:

    Io credo, Alex, che certi danni siano davvero irreparabili… Soprattutto quelli fatti alla coscienza delle persone.

  4. cugifà ha detto:

    non tutto in questi 10 anni è stato terribile oggi sono 10 anni che sono sposato…. forse è tutto terribile :D ;D ;P

  5. Che-non-appassisce ha detto:

    Anche a me piace il blog ed oggi mi sono deciso a lasciare una traccia.
    Oggi è l’8 settembre, non una data qualsiasi.
    Badoglio in fuga, nottetempo, insieme al Re. Roma abbandonata. L’esercito allo sbando.
    Un manipolo di pagliacci irriducibili diretti al nord, a fondare la Repubblica Sociale Italiana.
    Il popolo sfinito e sepolto sotto una montagna di macerie.
    Incredibile come questo paese non impari niente dal proprio passato.
    Vi stupireste se una di queste mattine perdessimo (noi ed i magistrati), le tracce del puttaniere?
    Vi stupireste se l’uomo col pannolone verde, che rutta anzichè parlare, si ritirasse al nord insieme ad un manipolo di barzellette viventi a fondare una qualche repubblica del Po?
    Io no.
    Ed allora lascio la parola al “Maestro”, uno che gli italiani li conosceva bene.
    “Come finisce questo film? Non lo so. Io spero che finisca con quello che in Italia non c’è mai stato: una bella botta, una bella rivoluzione. C’è stata in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Germania, dappertutto meno che in Italia. Quindi ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto, che è trecent’anni che è schiavo di tutti. Se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice. E’ doloroso, esige anche dei sacrifici. Se no, vada alla malora – che è dove sta andando, ormai da tre generazioni”.
    Grande Mario.

  6. stefafra ha detto:

    10 anni fa ero ancora un po’ speranzosa per il futuro, adesso molto meno, a tutti i livelli, personali e generali, la vedo nera comunque, il berlusconismo, il “fai quello che ti pare, se ci guadagni e non ti beccano sei un vincente” ha vinto.
    E non solo in Italia.

  7. 4ngelo ha detto:

    DiGiamo anche che, diaci annis fa, tutte quelle RUGHE non ce l’Havevi…e anche le chose te le ricordaWi meglio…e ci Wdevi meglio…e ci sentivi, meglio…

    Oh, nonna, che bocca grande che hai…

  8. GiulioL ha detto:

    Una piccola inesattezza ad un bellissimo articolo. De Andre e’ morto prima del 2001. Gennaio 1999.

  9. Megant ha detto:

    Ma siamo poi sicuri che il pubblico non avrebbe gradito la scena del matrimonio gay??? O semplicemente non gradivano i vecchiardi dei vertici RAI e hanno preteso che non gradissero anche gli spettatori? Perchè invece programmi di punta di Sky (che io vedo “riciclati” su cielo) tipo “top chef” o “project runway” sono assolutamente pieni di concorrenti dichiaratamente gay o lesbiche (una volta anche una coppia) ed una delle prove è stata di organizzare il catering per il banchetto di un matrimonio gay con tanto di scene e bacio degli sposi. Non è che semplicemente l’Italia è cambiata dal basso e sono i vertici (un po’ in tutti i settori) a doversi aggiornare?

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