rivoluzionari

la rassegna stampa di radio3 mi fa compagnia ogni mattina sull’autobus.
questa settimana a leggere i giornali c’è un giornalista che si chiama ugo tramballi e scrive  per il sole 24 ore, noto quotidiano comunista.

oggi è stata una rassegna stampa particolarmente amara.

il “vertice di arcore” di ieri ha sancito definitivamente che berlusconi “non metterà le mani nelle tasche degli italiani” come annunciavano trionfalmente vittorio feltri e belpietro.

il governo non emanerà la “tassa di solidarietà”.

evidentemente perché già la parola gli sapeva di comunismo.

domanda indecente: quanti di voi guadagnano più di 90.000 o 110.000 euro lordi all’anno?

la domanda mi parrebbe lecita: io mi ritengo una persona con un buon stipendio, che fa una vita del tutto normale, direi agiata, direi che non mi manca assolutamente nulla, direi che in una classifica di soddisfazione e di benessere economico generale assolutamente non mi posso lamentare e sono sideralmente lontana da quella cifra.

e penso anche che in un momento di difficoltà così grande per il paese e quindi per il futuro di noi tutti potrei anche essere disponibile a pagare una tassa in più, non credo che il mio stile di vita cambierebbe poi molto. quindi mi viene da pensare: ma allora chi guadagna quelle cifre che problema avrebbe mai a pagare una tassa di solidarietà? chi dichiara 90.000 euro lordi l’anno guadagna circa (approssimo) 5.000 euro al mese: tre volte lo stipendio di un insegnante, cinque volte quello di un operaio, di un addetto al call center, di una commessa, di un contrattista di ricerca.

quali sono gli italiani nelle cui tasche berlusconi non mette le mani? che contraccolpo avranno le misure alternative? e esattamente che vuol dire mettere le mani nelle tasche della gente? se una mamma non può più mandare il bimbo all’asilo perché sono stati tagliati i fondi, da dove li prende i soldi per una baby sitter se non dalle sue tasche?

allora direi che la frase corretta non è più “berlusconi non mette le mani nelle tasche degli italiani”, la frase corretta è “berlusconi non mette le mani nelle tasche degli italiani RICCHI”.

e mi torna. perché lui È ricco. e chi è ricco fa gli interessi delle persone ricche. Il problema è che lo votano gli italiani poveri, felici e contenti di farsi mettere le mani nelle tasche.

stamattina il giornalista de il sole 24 ore aveva un bel daffare a spiegare che togliere la tassa di solidarietà cercando i soldi altrove è non solo una manovra squisitamente elettorale, è pericoloso perché priva lo stato di un gettito fondamentale in questo momento e sbagliato perché alla fine chi pagherà sarà sempre il cittadino che dovrà affrontare la vita in un mondo senza servizi, senza aiuto e con uno stato sociale sempre più debole.

ma queste semplici parole di buon senso sembravano addirittura rivoluzionarie ascoltate di prima mattina su un bus pieno di pendolari addormentati. sembrava che il principio di equità sociale fosse una cosa da alieni, da marxisti ottocenteschi.

poco dopo il giornalista ha trovato la prima pagina de “la padania”.

una  grande foto con i musulmani in preghiera. Un titolo polemico e un corsivo raccontano ai milanesi che pisapia e la vicesindaco abiurano alla loro fede per aderire all’islam, quando invece si tratta semplicemente di un saluto che il comune ha fatto alla comunità musulmana di milano per la fine del ramadam.

saluto al quale il giornalista aggiunge il suo, saluta tutti i musulmani d’italia e di milano, dicendo “eid mubarak” a tutti i musulmani milanesi e italiani, ai cittadini e ai residenti, che sono cittadini QUASI come gli altri, dice, anche se non possono votare alle elezioni amministrative, dice.

ha detto una cosa civile, bella, educata, gentile. tutti questi aggettivi suonano però, di questi tempi, rivoluzionari.

come se la correttezza, la gentilezza, la civiltà, l’educazione, fossero non dei valori collettivi, ma di parte, di “opposizione”.

in un paese normale destra e sinistra dovrebbero avere questi aggettivi alla base del loro agire politico e poi distinguersi invece sui temi più terreni: a che età andare in pensione, quante tasse pagare, come riformare la scuola, come gestire la sanità. ma la civiltà non dovrebbe suonare come provocatoria. quando la “civiltà” suona rivoluzionaria il paese è già in fondo al precipizio e solo qualcosa di davvero epocale può salvarlo. qualcosa di epocale che non riesco francamente a intravedere neanche nell’orizzonte più lontano.

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7 risposte a rivoluzionari

  1. giorgiorgio ha detto:

    Pensavo esattamente le stesse cose sulla tassa di solidarietà. Ci si preoccupa di non impoverire (poverini!) quelli che percepiscono 5-10000 euro al mese, così si pensa a fare andare in pensione i poveri più tardi, togliendo dal computo degli anni gli anni della laurea e del servizio sotto le armi. Ma io non ce l’ho con loro. Ce l’ho, appunto, con chi li ha messi lì la prima volta e continua imperterrito a metterceli…

    • Felipe ha detto:

      Quindi io, che prima ero caporale dell’Esercito Italiano, e poi un comunissimo laureato in Scienze Politiche di cui a nessuno importa cosa sto facendo, dovrò continuare a lavorare per non so quanti anni senza avere nessuna certezza sulla mia pensione. E’ questo il ringraziamento che si vuole dare a chi ha protetto il sonno tranquillo della Patria???? :-s

  2. biba ha detto:

    Sono furibonda!

  3. AD Blues ha detto:

    Si continua imperrerriti a impoverire le classi sociali medio basse.
    E nessuno mi venga a raccontare che questo NON è un disegno precostituito.

    Impoveriscono i poveri cristi perché tanto non hanno peso politico e non possono attuare ritorsioni verso il governo. In più molti sono anche abilmente abbindolabili. Che volere di più? Le vittime perfette insomma!

    Che schifo.

    —Alex

  4. formichina ha detto:

    Guarda caso poi si è parlato solo di commercianti (chiedete sempre lo scontrino!) e nessuno ha osato nominare medici, farmacisti e avvocati, professionisti dell’evasione. Non so come vadano le cose a Lucca, ma da Roma in giù una visita dallo specialista costa tipo 60 euro senza fattura e 80 con. Vi pare normale?
    E ancora, vi pare normale che un parrucchiere dichiari 11.000 euro l’anno quando una piega (una piega, eh, la cosa più economica) costa in media 15 euro e i parrucchieri sono sempre pieni????
    Potrei commentare fino a domattina, ma sarò magnanima, vado a nanna…

  5. gipo ha detto:

    a me la cosa che mi lascia più l’amaro in bocca è che se si chiede in giro oggi, nessuno ha votato a destra. poi, miracolosamente, le elezioni le vince sempre B.

    e se devo essere sincero mi piacerebbe che a pagare oggi fossero quei tanti che l’hanno votato senza essere né ricchi, né disonesti, almeno imparano ;)

    • AD Blues ha detto:

      Eppure il matematico sei tu…
      Grazie al “porcellum” è bastato che un quarto degli Italioti votasse lo schieramento del predellino per ritrovarselo come capo di governo…
      Ovvio che se poi vai in giro a chiedere nessuno l’ha votato perché sono molti di più coloro che effettivamente non l’hanno fatto! (in Toscana poi ancora di più!)
      Se poi metti insieme anche coloro che non l’hanno votato direttamente ma hanno votato Lega e gli ex Alleanza Nazionale allora la percentuale (nazionale) di coloro che l’hanno votato scende veramente a percentuali risibili…
      Grazie Calderoli… se ci toglievi un par di denti ci facevi meno male!

      —Alex

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