le vecchie di lucca

domani vado a Dresda, per ferragosto, “per il fresco” come si suol dire. sarà bello, ne sono certa.

ma stamani ero tutta per me, potevo fare quello che volevo, potevo andare dove volevo e così ho fatto quello che avevo voglia di fare veramente. me ne sono andata a spasso, lentamente, per la città.

la mia città è bellissima, specialmente col cielo azzurro, grazie tante direte voi, col cielo azzurro è bello anche monfalcone…

non importa, oggi il cielo è così, c’è il vento fresco e il sole brilla. e mi sento bene.

e lucca pullula di francesi dai polpacci grossi, gatti serenamente  randagi e vecchie dalle  gambe d’albero.

le vecchie dalle gambe d’albero sono le mie preferite, anche i gatti mi piacciono, ma le vecchie di più.

le vecchie dalle gambe d’albero hanno la vestaglia a fiori, i capelli di zucchero filato pettinati all’indietro, le ciabatte e le gambe cilindriche, con le vene tortuose, larghe al ginocchio quanto  alla caviglia.

le vecchie dalle gambe d’albero a volte siedono a chiacchierare sotto all’arancio della corte dove vivo, altre volte scappano dentro ai portoni con in mano le buste della spesa: mi piace immaginare la lista della spesa di una vecchia con le gambe d’albero:

-karkadé

-tamarindo

-pasticche per la dentiera

-carbolina

-varichina

-una bottiglia di gin, perchè le vecchie con le gambe d’albero sono anche un po’ pirata.

sembrano di carta, le vecchie di lucca, capre di cellulosa occhialute e ossute.

ogni tanto mi vorrei fermare con qualcuna di loro a chiacchierare anche io sotto l’arancio.

chissà.

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0 risposte a le vecchie di lucca

  1. biancaalba ha detto:

    Concordo, Lucca e’ veramente bella. Io pero’ in giro di vecchie non ne ho viste molte, si vede che erano le 2 del pomeriggio, faceva caldo ed erano tutte a far la siesta :-)
    Copriti bene a Dresda, non so come e’ il tempo laggiu’ ma qui si muore dal freddo!

  2. Lucia ha detto:

    Sì! Mi hanno detto che anche a dresda non è quel caldo afoso!

  3. pensierini ha detto:

    Karkadè le vecchine? ne sei certa? Non piuttosto una tisana o una camomillla?

  4. stefafra ha detto:

    La mia nonna “lontana” assomigliava alle tue vecchine, col vestito o il grembiule blú a fiorellini e i capelli bianco-argento svolazzanti.
    Lei aveva le gambe “a ramo”, erano secche, nodose e decisamente storte per via dell’artrite (o dell’osteoporosi, o dei 6 figli, chissá), perdeva qualche cm di altezza ogni anno. Peró camminava e andava in bici dovunque.
    Anche lei comprava cose d’altri tempi, come la “novolina”, ovvero una specie di succedaneo delle uova per fare i dolci, non perché le uova fossero care, aveva le galline, ma perché la ricetta della sua (unica) torta diceva cosí.
    Poi c’erano i misteriosi intrugli agricoli. Lo zolfo per curare le orecchie dei conigli (contro gli acari) e il verderame per le vigne (e giá che c’era anche i pomodori e il resto dell’orto, una spruzzatina non si nega a nessuno). Aveva pure un archeologico spruzzatore di DDT come quello dei cartoni animati, http://tinyurl.com/3md448n,
    per la caccia alla mosca in stalla, non so con cosa fosse caricato che mi pare che il DDT fosse giá fuorilegge, ma lei trovava le ricariche da qualche parte.

  5. Lilith ha detto:

    Anche la mì mamma somigliava alle vecchie di Lucca. Lei era la mia memoria, il ponte tra passato e presente. Storie di guerra e rivoluzione, ricette antiche, centrini e carillon. Tutte le sue cose odorose di carbolina, le foto ingiallite, i libri con le pagine da staccare con il tagliacarte, scialli da portare la “sera”, libri col segnalibro della Fila ancora in mezzo…Ma chi ci sarà dopo di loro? Chi rimarrà per ricordare?

  6. lucia ha detto:

    lilith: resteremo noi, a volte ci penso, penso ai miei nipotini quando sarò vecchia che diranno “mia nonna è nata nel secolo scorso…”
    stefafra: sì, anche la mia nonna assomigliava alla tua!
    pensierini: ce l’ho messo perchè mia nonna lo beveva sempre, ignoro il motivo di quella passione, secondo me perchè il nome la faceva ridere!

  7. iup ha detto:

    Anche se in ritardo vorrei lasciarti un mio pensiero a proposito della poesia delle vecchie di Lucca. Vorrei che considerassi che dietro ogni vecchina probabilmente si nasconde un’elettrice di Berlusconi…

  8. Lucia ha detto:

    :))))!

  9. stefafra ha detto:

    Il carcadé (africano) é il calice del fiore dell’ “Hibiscus sabdariffa”, una specie di malvone, fu introdotto ai tempi delle “inique sanzioni” come succedaneo quasi nostrano, essendo prodotto nelle colonie, di té e caffé.
    Per poi sparire nel dopoguerra, a parte che in qualche drogheria di quelle che vendono “tutto”, dalle trappole per topi alla tintura azzurrina per capelli alle merendine, che prendono il classico aroma da naftalina anche loro, per simpatia.
    É poi ricomparso sotto forma di “hibiscus” o ibisco, nelle tisane di erbe salutistiche riapparse in erboristeria, a cui dá corpo e gusto acidulo, oltre che un bel colore rosso acceso. Fateci caso se avete un qualche infuso ai frutti di bosco in casa, spesso sono carcadé con un paio di gocce di aromi di frutta, e un paio di bacche di sambuco che hanno la forma giusta e costano niente.
    pippone botanico

  10. stefafra ha detto:

    Volevo dire, scusate il pippone botanico…

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