in alto o in basso?

l’orto botanico di Puerto de la Cruz è piccolo ma molto denso. in circa duecento anni sono riusciti a riempirlo con le specie più strane, dal fico dell’himalaya a quello magnifolia, dalla yucca che abbiamo anche qui al caffè che non avevo mai visto prima. c’è lo stephanotis, ci sono le sterlizie che sembrano uscite da uno stormo di pappagalli, i banani (facile!) le aloe giganti, le grandi agavi, alberi misteriosi e profumati, fiori umidi di bromelie lussureggianti.

e mille altre cose ancora.

un signore col cappello e il grande grembiule si occupa di far cadere sulle piante enormi una pioggia che ricordi loro quella dei loro paesi di origine, scrosciante e torrenziale, aiutandosi con un tubo d’acqua a pressione che spara fino al cielo.

pikkoli pimpi krukki passeggiano tranquilli, mentre i loro genitori fotografano qualsiasi cosa con macchine ultrapotenti che fanno sbavare HDC.

io mi perdo.

naso per aria, a guardare le foglie, naso puntato a terra, a cercare i semi.

indecisa sulla direzione del mio puntuto promontorio ondeggio fra il cielo e la terra, fra i fiori e i frutti, fra l’alto e il basso, fra il su e il giù.

raccatto di tutto, piccoli semini, pappi, chicchi, capsule.

metto in un sacchetto, divido, catalogo, immagino il momento nel quale li consegnerò, regalando, in teoria, una piantina venuta da lontano.

i semi sono piante viaggiatrici, messe da parte per quando verrà il momento. sono grandiose invenzioni, i semi.

il mese scorso, per esempio, ne è germinato uno, di camelia, arrivato, raccattato e messo in tasca durante una passeggiata nella prefettura di Fukushima, in un giardino che non so se c’è ancora.

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0 risposte a in alto o in basso?

  1. Gaja ha detto:

    Uau Lucia che bellissima cosa!!
    A me però hanno sempre detto di non farlo, che si rischia di importare specie non endemiche che poi si diffondono e fanno danni, etc etc etc
    Se te che sei la mia biologhessa preferita mi dice che si può fare lo faccio anch’io!!!!
    (O forse è perchè tu sai quello che fai mentre io non saprei distinguere il seme di un banano da quello di un lichene dell’artico?… Hummmm mi viene queste dubbio …)

  2. formichina ha detto:

    io sono del tutto incapace con le piante… ma mi emoziona moltissimo la storia dei semi e tutto il resto. aspettiamo dicembre per vedere i fiori della camelia, sarà una speranza. :)

  3. lucia ha detto:

    no, è vero, non si dovrebbe fare. ma allora non si dovrebbero piantare gli alberi di natale in giardino, le betulle davanti alle villette a schiera e le maledette acacie. io direi che con un po’ di buonsenso si può fare, spesso queste piante sono facilmente controllabili perchè a queste latitudini magari neanche fioriscono o comunque non proliferano… ti dico soltanto che il mio ficus beniamino in casa è alto mezzo metro mentre alle canarie faceva ombra! :)

  4. Questo post è poesia pura. Chapeau :)

  5. stefafra ha detto:

    Ci sono stata!
    É un posto bellissimo, tutte le piante che di solito si vendono solo in serra o in salotto sono lí iun versione “albero”, colori e profumi fantastici. E degli “alberi dei tulipani” tutti spinosi e con fiori bellissimi cosa dici?

  6. lucia ha detto:

    ti dico che, assurdamente, ce ne è uno enorme sulle mura di Lucca, appena prima della sortita che porta alla stazione! :D

  7. Gaja ha detto:

    Ok allora promesso che se lo faccio pianto il semino in un vaso sul terrazzo e non in mezzo al bosco! :-)

  8. gipo ha detto:

    E speriamo, allora che questa camelia cresca alta e forte!

  9. stefafra ha detto:

    Mmmh, li avrei pensati una cosa esoticissima.
    Ma per me sono esotici pure gli aranci e i limoni, quando li vedo di persona a fiorire e fare frutti mi sembrano sempre di plastica, il primo lo vidi in ufficio dal preside alle medie, se lo era portato dalla Sicilia e lo coccolava come un figlio, che gli ricordava casa (ai piedi delle dolomiti, e lontano dal Garda, i limoni non crescono). Un bell’alberello di limone, con tanto di limoni, il sogno di noi scolari era naturalmente di fregargliene uno ;-).
    In bocca al lupo per la camelia, annaffiala con l’acqua soffice se riesci (piovana), che soffrono il calcare terribilmente, infatti vengono bene in terreni acidi o vulcanici.

  10. stefafra ha detto:

    Ah, visto che giri il mondo, se ti capitasse di andare in Australia NON raccogliere semini o pianticelle in giro, che se ti beccano ti cazziano di bruttissimo, in certe regioni non puoi nemmeno girare con frutta in treno o in macchina, che hanno quarantene strette pure tra stato e stato.

  11. Lucia ha detto:

    Lo so…ma alle canarie questi problemi per fortuna non cui sono…considera che sunnismo portato salame e pecorino per scoprire all’ aeroporto che era vietato…

  12. stefafra ha detto:

    All’interno dell’EU si puó trasportare la carne come pure i formaggi, a meno che non ci sia qualche epidemia in atto…(tipo afta epizootica).

    Verso l’EU é un’altra storia ;-) come scoprí il mio amico brasiliano con i suoi 2 kg di manzo di prima scelta, che rimase a Schiphol con suo grande dispiacere.

    PS: Sunnismo?

  13. Lucia ha detto:

    Scusa, problema di tastiera swype! Volevo scrivere abbiamo! :)
    Forse alle canarie essendo isole lontane sono più attenti…

  14. stefafra ha detto:

    O i doganieri avevano voglia di uno spuntino all’italiana ;-)
    A noi ci intanarono le valige all’arrivo, io le avevo viste sul carriolino quando scendemmo dall’aero-autobussino che ci aveva portato a Puerto, sapevo che erano atterrate assieme a noi, ma non arrivarono sul nastro trasportatore ??? Le ritrovammo, le avevano messe in un angolo nascosto perché noi, essendo arrivati via las Palmas con un volo dalla Svizzera, eravamo “extracomunitari” e alla dogana non sapevano bene cosa farsene delle nostre valige. Mah…

  15. Felipe ha detto:

    Ciao Lucia. Ormai era un annetto che non capitavo più. Mi riprometto di passare più frequentemente.
    Avrei una domanda sul seme di camelia di Fukushima: non sarà radioattivo? Non vorrei ti trovassi contaminata la casa.

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