i difetti degli altri (piccolo esame di coscienza mattutino)

non ho bene in mente come mai e quando ho iniziato a pensarci, deve essere uno di quei pensieri da autobus, che ti vengono mentre guardi fuori il paesaggio che cambia a ogni metro ma che si ripete identico ogni mattina. però l’ho pensato e ve lo racconto.

mi pare di mal sopportare particolarmente negli altri una particolare classe di difetti:

i miei.

non so se capita anche a voi, ma se c’è una cosa che mi urta veramente, che mi rende antipatica una persona fino a desiderare di ridurre al minimo le volte che la vedo è notare, in lei, difetti che ho anche io, vizi che ricordano i miei, schemi mentali errati che assomiglino ai miei.

infatti capita spessissimo che io noti queste cose non tanto in un vecchio o in qualcuno a me lontano, ma magari in una donna della mia età, o che ha fatto degli studi simili ai miei, o che abbia una passione come le mie, o in una collega, o addirittura in un’amica o una parente.

riesco ad annusare i meccanismi mentali altrui in anticipo perchè io farei, potendo, le stesse cose, commetterei gli stessi errori, vivrei una situazione analoga.

detesto l’insicurezza e la gelosia, mi mandano in bestia certe reazioni da “femmina” come mettere il muso, o mostrarsi visibilmente ferita solo per ottenere l’attenzione di quello che l’ha fatto, fingere di di non avere fame, ostentare la lettura di un libro impegnativo o la conoscenza delle lingue straniere, l’eccessiva esuberanza e la timidezza ostentata, avere sempre una parola o un commento su tutto quanto viene detto.

tutte queste cose mi danno sui nervi perchè io le faccio o le farei.

paradossalmente un razzista o un fascista mi ispira schiaffoni, ma non mi tocca, mi fa sentire, in un certo senso, “superiore”.

chi invece mi mostra, inavvertitamente, un difetto MIO, è colpevole, colpevolissimo di spogliarmi davanti agli occhi della mia coscienza.

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0 risposte a i difetti degli altri (piccolo esame di coscienza mattutino)

  1. Donna allo specchio ha detto:

    Per me invece è il contrario: sono più indulgente nei confronti di persone che hanno i miei difetti, le sento più vicine, come un riconoscimento che nessuno è perfetto. Invece per chi possiede dei difetti opposti, tipo la pignoleria (mi considero cool e indulgente verso chi non è ordinato perchè io stessa non sono eccessivamente ordinata) o le persone che si devono sempre cercare di essere al centro dell’attenzione (sono piuttosto schiva) a

  2. Donna allo specchio ha detto:

    opps, commento partito,

    dicevo, le persone che devono cercare di essere al centro dell’attenzione a tutti i costi o quelle pungenti (io sono piuttosto permalosa) proprio nun le reggo

  3. giovanni62 ha detto:

    io sono simile a te…..i miei “simili” mi preoccupano…

  4. biba ha detto:

    Il fatto è che sono “difetti” che conosci bene (però questo vuol dire anche che cerchi di correggerli) e che, consapevole di questo, individui subito negli altri. Mi sembra normale, entro certi limiti. Io invece non sopporto soprattutto i difetti che non ho: tutte quelle “reazioni da femmina” che hai citato mi mandano letteralmente in bestia (non sarà che sono poco “femminile”?)

  5. marcoghibellino ha detto:

    io ovviamente non ho difetti UU sono perfetto…… non ora Gesù , non vedi che il babbo è al PC?

  6. Lilith ha detto:

    Se interroghi un qualsiasi psicologo, ti risponderà che sono proprio i “nostri” difetti, che visti su un’altra persona ci irritano di più. Si dice da parte di autorevoli fonti, che sia una cosa provata e stabilita. Personalmente però ho qualche dubbio, non credo (come dicono gli esperti) che questo valga per tutti. Infatti non sopporto negli altri l’incoerenza, l’egoismo e la taccagneria (con tutti i difetti che ho, sono sicura però che questi mi mancano) ! ;-)
    P.S. devo essere caduta ancora nello spam…il mio solito indirizzo mail lo dà non valido!

  7. ADBlues ha detto:

    Sono d’accordo, capita anche a me; siamo più sensibili a quei comportamenti che consideriamo negativi e che abbiamo anche noi.
    Credo sia perché l’autocoscienza di questi comportamenti che consideriamo negativi (e badiamo bene, NOI li consideriamo difetti, magari per qualcun’altro, sono dei pregi !) ci rende più sensibili a loro quando ce li troviamo davanti in altre persone.

    Non è però un assoluto; io non mi ritengo fascista e razzista ma chi lo è mi manda letteralmente in bestia…. ;-)

    D’altro canto però tendo pericolosamente verso l’eccessiva pignoleria e cocciutaggine e detesto chi si comporta in questo modo (certe volte mi resto antipatico da solo!)

    —Alex

  8. paleomichi ha detto:

    ci pensavo proprio qualche giorno fa. Guardavo una mia collega simpatica e gentilissima, ma che purtroppo spesso mi dà infinitamente sui nervi. E poi mi sono resa conto che semplicemente si comporta come me. E la cosa che mi ha colpito di più è che fino a qualche mese fa non mi avrebbe dato fastidio. Devo ancora decidere cosa fare al riguardo.

  9. crash ha detto:

    è una bella riflessione intimistica, di conseguenza – parlo per me – vorrei esprimermi in maniera sincera e rispettosa di tutti. Io sono convinto che ognuno di noi è una persona originale: ci potrà essere chi ci assomiglia, nei gesti, nella fisionomia, nel carattere, ma alla fine ognuno di noi – volenti o nolenti -, – sotto sotto – è diverso. La sensazione che a volte abbiamo di una forte rassomiglianza può essere in un certo senso terapeutica, ognuno di noi può portare un’infinità di esempi: se è una somiglianza positiva ci sentiamo bene, a volte può sorgere una specie di compiacimento in noi stessi; se è una rassomiglianza negativa…..esistono due strade: può subentrare un abbattimento, avvilimento condito da rassegnazione, oppure: uno stimolo (significativo, non quantificabile) che provoca una reazione positiva, chiamiamola anche correttiva, sanificatrice che porterà necessariamente ad un miglioramento – di quel preciso aspetto, o aspetti – nella persona.

  10. Donna allo specchio ha detto:

    Saro la voce fuori del coro, ma nel mio caso guardare qualcuno che ha i miei difetti mi provoca non avvilimento, ma comprensione, specie per il disordine, unito alla riflessione che nessuno è perfetto.Il tutto mi da uno stimolo per accettarmi per come sono

  11. Lilith ha detto:

    Donna allo specchio, anch’io la penso come te…

  12. Do ha detto:

    Oh se ti capisco! Quando vedo in un altro i difetti che non so perdonarmi perché mi allontanano dalla bella immagine che voglio avere di me stessa… scatta la carogna! Ma rendersene conto è il primo passo, ci si può lavorare.

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