i tre giorni che ritempraron lo spirito

scorbutica

sono salita sul traghetto per il giglio con una faccia ingrugnita e un marito molto, ma molto paziente.

che provava, poveraccio, a fare battute e riceveva grugniti.

sono salita bianca, assonnata e niffita, ma niffita, ma così niffita che aiutatemi a dire niffita. graffiavo e soffiavo come un gatto nella doccia. (se non sapete che vuol dire niffito, o “nifito” non siete di lucca, è già una bella fortuna! ;) )

sono arrivata sull’isola che già iniziavo a scusarmi timidamente.

ho fatto il primo tuffo e mi è venuto un colpo, troppo bello, troppo fresco, troppo trasparente, troppo tutto. una sindrome di stendhal marina, una scossa mi ha percorso e ho pensato che non sarei sopravvissuta a quel blu; mi sbagliavo, ovviamente.

ho rincorso i pesci, guardato i ricci, evitato un paio di medusine carogne, mangiato cose buone, dormito, dormito dormito e dormito.

ho riso, ho guardato tutti i blu possibili, il cielo e il mare che facevano a gara a chi era più blu, ho visto due cani e due bambini, ho sentito ragliare gli asini e ho lasciato seccare il sale sulla pelle.

e… non ditelo a nessuno, ma me lo sono portato al lavoro. ho addosso ancora il sale di ieri sulla pelle rossa e sui capelli legati in una coda dalla quale non smettono di cercare di fuggire.

ho il naso rosso, il segno del costume e ho anche ridisegnato i confini delle incazzature.

perchè ci sono dei fine settimana che ti insegnano quali sono le cose importanti e quali invece non lo sono.

e le cose importanti sono il profumo dell’elicriso, del rosmarino, del basilico e del mare.

il rumore dell’acqua sulla riva, il vociare dei gabbiani, la risata di un bimbo coi piedi lerci che cerca il nonno.

il sapore del vino bianco, la luce di una candela, il caldo del granito che si getta nel mare.

perchè dovrei prendermela col diciassette e col lucca firenze, ora che so che non contano nulla in confronto a un’isoletta sassosa in mezzo al mare?

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0 risposte a i tre giorni che ritempraron lo spirito

  1. crash ha detto:

    è proprio vero, a volte basta poco, l’importante è staccare la spina per ricaricarsi….il mio pensiero è oggi preso dalla triste notizia di un marocchino di 15 anni: nel fiore della vita, felice di stare insieme ad altri suoi coetanei, assaporare una bella giornata di sole sulle rive di un corso d’acqua, un tuffo, quattro bracciate, la corrente contraria, un gorgo, panico, le forze che lo abandonano, la disperazione di aggrapparsi alla vita, alla vita….. Le altre persone là a guardare, io non so……non si può morire così. Scusatemi.

  2. ADBlues ha detto:

    Vero Lucia, vero…

    —Alex

  3. gipo ha detto:

    mi sembra una cosa molto saggia… a me è successa una cosa simile ieri, causa navigatore impazzito.. se ho un po’ di tempo la pubblico.
    Buon rientro!!

    PS ma come sarà bella l’isola del giglio?

  4. paleomichi ha detto:

    hai proprio ragione, ci sono cose che contano di più. per fortuna! evviva il mare!!!!!!!!!!!!!!

  5. marcoghibellino ha detto:

    a ecco….” ho il naso rosso, il segno del costume e ho anche ridisegnato i confini delle incazzature.” mi pareva una strana coincidenza: http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2011/06/27/arte-in-mostra-a-pietrasanta-la-collettiva-un-real-time/

    Pubblicità progresso Nuove magliette Vernacoliere http://eshop.ilvernacoliere.com/ECOMM03/catalog_product.aspx?ProductID=1076&Catalog=M355_Gadgets

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