come foglie al vento

siamo tanti, un po’ spersi un po’ assonnati sul bus per firenze. l’autista a ogni fermata ribatte il percorso: “faccio via baracca, non firenze nova!” a voce, come nel 1800, perchè l’autobus per firenze nova che di solito passa per primo non si sa dove sia finito e l’autista non ha il cartello da mettere davanti né le lucine fatte coi led che ti dicono dove va. immagino che sia rotto e che non ci siano i soldi per comprarlo.

si arriva, fra gli sbalzi, le curve, le buche rese ottovolanti da ammortizzatori e sospensioni decisamente bisognosi di revisione, ma, immagino, non non ci sono soldi.

hanno tagliato le corse, e anche il contratto a tre autisti, non ci sono soldi, hanno detto.

corro, fuori dal bus arrivato in ritardo, verso un 6 per piazza san marco.

è pieno che non ci si crede. finestrini sigillati, aria condizionata spenta, è rotta e non ci sono soldi, immagino.

il disco che racconta ogni fermata è rotto e ripete soltanto come un mantra “linea se se se se se…” a ogni fermata, un autobus balbuziente senza soldi per ripararlo.

è rotto da più di un mese, negli altri autobus hanno trovato almeno il modo di disinserirlo, mi chiedo quanto sia costato mettere il disco per averlo funzionante nemmeno un anno.

intercetto il 17 e lo prendo.

sorveglio il 20 subito dietro, il 20 gira prima e mi permette di grattare qualche minuto utile per il viaggio di ritorno, perchè la nostra vita è questa, legati a un orologio alla lancetta dei minuti.

aspetto fino all’ultima fermata in comune, quella dopo la quale il 20 gira.

è ancora dietro, così scendo e lo prendo.

leggo, una volta sull’autobus “linea deviata”.

mi chiedo come mai.

lo capisco subito.

il marciapiede, la strada, la corsia del lato destro della strada si sono sbriciolati, lavori in corso, che prima non c’erano e non si sa quando finiranno. se troveranno mai i soldi per finirli.

decido che forse oggi pomeriggio prendo il treno, ma penso al viaggio di lunedì, coi finestrini chiusi, il bagno fuori servizio, il pannello che dà le informazioni spento, forse è rotto, forse non ci sono soldi.

l’ultima volta che HDC mi è venuto a prendere a firenze ha fatto la fila per pagare con la carta al casello.

il semaforo era verde, ma la macchinetta non andava.

“deve andare a un punto blu” gli ha detto uno dal microfono.

“e dove è?”

“a migliarino oppure a serravalle, ma fra poco è chiuso”.

quindi per un disguido di autostrade, che non ha aggiustato la macchinetta, HDC ora dovrà prendere la macchina, pagare l’autostrada, perdere mezza giornata di lavoro, andare a migliarino e pagare il pedaggio lucca-firenze che non ha potuto pagare. per ringraziamento la macchinetta rotta gli ha smagnetizzato il bancomat che ora funziona solo col chip.

chip che quando è andato a pagare alle poste una bolletta non ha potuto usare perchè alle poste hanno solo il lettore della striscia magnetica, perchè quello per chip costa troppo e non hanno soldi.

si vive ogni giorno senza sapere se riusciremo a fare quello che dobbiamo fare non perchè non siamo abbastanza bravi, ma perchè, come salmoni, dobbiamo nuotare contro la corrente della vita in questo paese che si sta sbriciolando sotto ai nostri piedi.

e poi si accende la radio, si sente tremonti che parla di tre aliquote fiscali e viene voglia di prendere il forcone.

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0 risposte a come foglie al vento

  1. ADBlues ha detto:

    Altro che forcone….

    A me viene voglia di Napalm.

    —Alex

    PS = c’è un punto blu anche a Prato est.

  2. lucia ha detto:

    sì, ma stava chiudendo… perchè CHIUDE alle sette e mezzo. serravalle e migliarino sono quelli più “vicini”…

  3. paleomichi ha detto:

    ok, mi sa che per l’ano prossimo non guardo nemmeno se per caso ci fosse un posto in Italia….

  4. iup ha detto:

    Hai mai provato a fare un confronto tra i mezzi pubblci di dresda e quelli di firenze? Mi piacerebbe avere una tua risposta.

  5. Megant ha detto:

    Facciamo una colletta.
    Facciamo una raccolta fondi: la begonia per l’ATAF, un kg di pere per le Ferrovie dello Stato ed i pomodori per le Autostrade. Alle scuole regala una sedia, agli ospedali un set di lenzuola.
    Non c’è soldi per fare niente: MA TUTTI STI SOLDI CHI CE LI HA??? Perchè QUALCUNO dovrà pur averli tesaurizzati tutti no?????

  6. zundapp ha detto:

    sono andato e tornato da Roma. Modena – Bologna 15 minuti di ritardo, aria condizionata rotta e una ressa da ferragosto, Bologna – Roma (TAV) in orario, Roma – Bologna (TAV) 15 minuti di ritardo e Bologna – Modena con 20 minuti di ritardo. E naenche un “scusate il disagio” dalle FS.

  7. formichina ha detto:

    Certo, i soldi ci sono. Ma servono per darli alle amichette rumene di Bondi, a fare la guerra in Libia e le “missioni di pace” in Afghanistan, o a spartirli con “gli amici del cuore”. Fuori discussione recuperarli dagli evasori, tanto sono loro, o familiari o amici.
    E intanto le strade sono piene di buche, negli ospedali i malati sono abbandonati a se stessi, le mamme fanno la colletta per comprare la carta igienica per i figli a scuola. E a Firenze chi prende l’autobus per andare a lavorare fa il percorso del combattente, mentre Renzi fa il figo presentandosi come “il nuovo che avanza”.

    ps. dubbio atroce: si dice in italiano “il percorso del combattente”?

  8. gipo ha detto:

    C’è anche un simpatico brunetta che ha il coraggio di dire ad una precaria che rappresenta la parte peggiore del paese..

    ma prima o poi le ringolleranno tutte…

  9. Megant ha detto:

    @formichina: “il percorso del combattente” non l’avevo mai sentito ma rende bene l’idea!!! Proporrei di iniziare ad usarlo così se in italiano non c’era…ci sarà!
    @gipo: SPEREMO!!!!!

  10. Aldo ha detto:

    @formichina: cos’è e in quale lingua si usa il “percorso del combattente”? Grazie!

  11. lucia ha detto:

    formichina: penso che non si dica, ma rende l’idea!
    Aldo: è francese, noi diremmo, molto più cattolicamente, “una via crucis”.
    :D

  12. formichina ha detto:

    “Le parcours du combattant”, per indicare un percorso lungo e tortuoso. quello di milioni di Italiani ogni giorno.

  13. crash ha detto:

    …a me capita durante il sonno di immaginare/sognare di muovermi in modo parkour…è affascinante.

  14. Gaja ha detto:

    Luci, che crudo racconto. Quanta verità e quanta tristezza vedere un Paese che si sgretola per incuria, disinteresse, malaffare e opportunismo.
    Quante generazioni ci vorranno per rimettere – letteralmente- le pezze a tutto ciò?

  15. Simona ha detto:

    …come hai ragione! da circa inizio maggio si vociferava che tranitalia avrebbe tagliato un po’ di treni in liguria, tra cui quello delle 7.20 Ventimiglia-Imperia, il treno dei pendolari e degli studenti (non solo universitari, eh, studenti delle scuole superiori che ogni mattina si svegiano ad orari improponibili soltanto per andare a scuola, perché nella loro città non ce ne sono). Notare anche che quello prima è alle 6.40 e quello dopo troppo tardi per l’orario scolastico. Io ed alcuni colleghi e/o compagni di treno chiediamo notizie praticamente ogni giorno, e ogni giorno ci viene detto “fino al 12 giugno è garantito, dopo non si sa”. Dopo lotte varie, petizioni e simili la mattina del 13 giugno (notare che in provincia di Imperia le scuole finiscono il 15 giugno, ed inoltre dopo ci sono gli esami di maturità!!!!) scopriamo che siamo riusciti a mantenere il treno, non si sa per quantol ma pare che la regione abbia stanziato dei fondi..che tristezza!!

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