Elle est à toi cette chanson

questa è per te.

per te che non so chi sei, né come ti chiami né niente altro.

per te che prendi il bus con me tutte le mattine, cispiosi tutti e due, assonnati tutti e due, un po’ arruffati, come tutti gli abitanti di quel temporaneo condominio su strada che ogni mattina cuce insieme le nostre vite.

per te che non ho notato salire sul quattordici immediatamente dietro di me, e che, quando sono scesa ho visto sul predellino, hai sorriso alla mia faccia sorpresa di vedere una casella fuori posto, un volto noto ma in un’altra pagina di quaderno, quella del bus blu, non quella del bus arancione. ci ho messo qualche secondo a capire il disguido, a capire che non eri un mio amico, eri lo stesso sconosciuto di ieri, ieri l’altro e ieri l’altro ancora. solo eri sconosciuto in un posto diverso.

al mio sussulto hai risposto con un sorriso e con “buona giornata!”

e a me, che pensavo che sarebbe stata tutto fuor che una buona giornata, è venuto da sorridere mentre correvo per prendere il diciassette che arrivava subito dietro.

e allora grazie del sorriso, perchè una volta che il bus azzurro mi vomita in questa grande città, di sorrisi ne vedo sempre pochi, e ognuno è prezioso.

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per chi volesse scoprire il testo di questa canzone…

Elle est à toi cette chanson /  toi l’auvergnat qui sans façon / m’as donné quatre bouts de bois / quand dans ma vie il faisait froid / toi qui m’as donné du feu quand / les croquantes et les croquants / tous les gens bien intentionnès m’avaient fermè la porte au nez. / Ce n’etait rien qu’un feu de bois / mais il m’avait chauffè le corps / et dans mon âme il brûle encore /a la manièr’d’un feu de joie. / Toi l’auvergnat quand tu mourras /quand le croqu’mort t’emportera / qu’il te conduise a travers ciel / au père èternel.

Elle est à toi cette chanson / toi l’hôtesse qui sans façon / m’as donnè quatre bout de pain / quand dans ma vie il faisait faim / toi qui m’ouvris ta huche quand /les croquantes et les croquants / tous les gens bien intentionnès
s’amusaient a me voir jeûner. / Ce n’ètait rien qu’un peu de pain /mais il m’avait chauffè le corps /et dans mon âme il brûle encore /a la manièr’d’un grand festin. / Toi l’hôtesse quand tu mourras / quand le croqu’mort t’emportera
u’il te conduise a travers ciel / au père èternel.

Elle est à toi cette chanson / toi l’ètranger qui sans façon / d’un air malheureux m’as souri / lorsque les gendarmes m’ont pris / toi qui n’as pas applaudi quand / les croquantes et les croquants / tous les gens bien intentionnès / riaient de me voir emmener. / ce n’ètait rien qu’un peu de miel / mais il m’avait chauffè le corps / et dans mon âme il brûle encore / a la manièr’d’un grand soleil. / Toi l’ètranger quand tu mourras / quand le croqu’mort t’emportera / qu’il te conduise a travers ciel / au père èternel.

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0 risposte a Elle est à toi cette chanson

  1. ADBlues ha detto:

    Un broccolatore da autobus? ;-)

    —Alex

  2. Aldo ha detto:

    C’è una bellissima e intensa traduzione (o forse è meglio parlare di reinterpretazione) in milanese di questa canzone, fatta da Nanni Svampa. La trovate qui, illustrata da bambini di terza elementare

    Qui invece trovate il testo e la traduzione

    http://www.canzon.milan.it/testi%5Ctesti_svampa-brassens.htm#_Canzon_per_el

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