fermata d’autobus

il diciassette passa, traballante e fragile.

come si possa rendere un autobus fragile è una cosa che  mi piacerebbe che matteo renzi mi spiegasse, se ha tempo fra una cena ad arcore e una rottamazione: mancano le viti, il nastro che racconta le fermate si è inceppato pochi mesi dopo la sua installazione, lo sporco e i giornali vecchi si accumulano sui sedili, la gente si aggrappa, dondola, si addossa al vicino che a volte sorride a volte no.

il diciassette passa traballante e firenze passa fuori: santa maria novella, la fortezza, piazza bambini di beslan, piazza san marco, orto botanico e via.

davanti alla fortezza un ragazzo cinese si prende la testa fra le mani e, seduto su un piolo di cemento, la ficca fra le gambe, da lontano non capisco se è disperazione, stanchezza, sonno, tristezza, nostalgia, mal di testa o cosa.

sono troppo lontana per capire e non posso fermarmi a chiedere.

sarebbe bello però, poter fermare il diciassette.

“scusi, può fermarsi?”

e tutti scendiamo, per andare a chiedere al ragazzo cinese quale sia il problema.

signore con la cofana bionda, una famiglia indiana, tre rumeni, cinque studenti in ritardo a scuola, una mamma dalle grosse puppore e dal passeggino cingolato, una ragazza che mi parrebbe iraniana dallo sguardo lungo che ha, ed io, tutti che scendiamo e circondiamo il ragazzo.

ciao, tutto bene? hai bisogno di qualcosa? siamo quelli del diciassette e quando ti abbiamo visto disperato siamo  venuti a vedere come stavi”.

sarebbe bello, potersi fermare e scendere, ogni tanto, dal diciassette.

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0 risposte a fermata d’autobus

  1. ADBlues ha detto:

    Eh, sì.
    Invece vaghiamo per la città ignorandoci gli uni con gli altri.
    Soli in mezzo alla folla.

    Sarebbe bello, sì.

    —Alex

  2. Megant ha detto:

    Penso che ti lincerebbero ancora prima che tu finisca la frase “scusi autista, può fermarsi?” E non quelli che devono andare a lavoro o a scuola…i vecchini sono i più agguerriti!!!!

  3. Gaja ha detto:

    Se conosco un po’ i cinesi, al vedere una massa di persone così che gli fanno una domanda tanto intima, penso che si suiciderebbe direttamente per l’imbarazzo!!!
    :-)
    Scherzo Luci, sei tenerissima come al solito, e le tue storie da 17 sono bellissime. Io fossi un editore ci farei un pensierino per un libricino…

  4. brunop50 ha detto:

    Solidarietà. Parola ,per i tempi che corrono, quasi eroica.
    Qualunquismo e menefreghismo , con un pizzico di razzismo latente. Shecherare il tutto lentamente per vent’anni, ed eccoci qua!
    Nell’epoca del leghismo becero e strafottente. Travestito da democratico buongoverno. Non più allegria, ma ipocrisia al potere!

  5. Alessandro Milianti ha detto:

    Stavolta mi hai commosso, grazie.

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