giappone, nucleare, alternative e qualche dubbio

leggo su un blog collegato a repubblica.it che il giappone sta pensando di andare verso le energie alternative.

penso a una frase di gino strada sul nucleare “il problema del nucleare è che fino al giorno prima il problema non c’è, poi quando in problema c’è è troppo tardi”.

anche tralasciando il problema delle scorie (che secondo me è più importante ancora della possibilità di incidenti alle centrali) credo che strada centri il problema.

sono stata in giappone, per uno strano gioco del caso, i primi giorni li ho passati proprio nella prefettura di fukushima e l’azienda che ho visitato è adesso ovviamente chiusa.

me ne ero già accorta nella piccola cittadina di iwaki, ma soprattutto a tokyo una cosa che mi ha sconvolto è stato il loro modello di sviluppo.

luci accese a giorno, usa e getta per qualsiasi cosa, perfino per gli ombrelli da usare durante i monsoni, un quantitativo di rifiuti prodotto ogni giorno spaventoso, aria condizionata, riscaldamento, tutto esagerato. un po’ mi hanno ricordato gli USA.

penso a un altro paese che sta facendo in questi anni la stessa scelta: la germania.

in germania si riportano indietro le bottiglie di birra.

in giappone hanno i contenitori quasi “monosorso” usa e getta.

in germania riciclano la carta.

in giappone l’estetica conta più del contenuto.

in germania costruiscono a risparmio energetico, case bene isolate, coibentate, doppi vetri.

in giappone NO.

e potrei continuare molto a lungo.

sono stili di vita diversissimi, da una parte la praticità e il risparmio, dall’altra l’estremo lusso e lo spreco.

se posso pensare che frau merkel con le bellissime pale eoliche delle quali sono costellate le pianure tedesche (per metterne una in italia si devono affrontare i draghi dei maledetti comitati not in my back yard) possa riuscire a vincere la sfida, se contemporaneamente abbassa ancora i consumi, attuando una politica di vera responsabilità ambientale, dall’altro lato non credo possibile o credibile che il modello di sviluppo che porta avanti il giappone possa prevedere l’utilizzo di sole fonti rinnovabili.

il modello “produci, consuma, crepa” al quale anche noi stiamo aderendo, richiede un fabbisogno energetico immane, che da qualche parte deve essere prodotto.

accanto al sacrosanto scetticismo per il nucleare (nel mondo, ma in italia sarei ancora più scettica) è urgente cominciare a pensare drasticamente alla nostra politica di sviluppo e di consumo.

cominciamo a bere l’acqua del rubinetto.

ad andare in bicicletta.

a usare il foglio dietro del block notes.

a non stampare quello che non è necessario stampare.

a farci un panino a casa.

a portarci una borsa al supermercato.

a spengere (per i non lucchesi: spegnere) le luci.

eccetera eccetera eccetera.

sembrano cose da giovani marmotte, ma sono piccoli gesti che forse, tutti insieme, ci permetteranno un giorno di poter dire a testa alta: “io non sono solo contrario al nucleare, NON NE HO NEANCHE BISOGNO!”.

la migliore fonte di energia alternativa è il risparmio energetico. si trova ovunque e non inquina.

augh!

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0 risposte a giappone, nucleare, alternative e qualche dubbio

  1. ADBlues ha detto:

    No Lucia, non sono d’accordo.
    O meglio, sono d’accordissimo nell’adottare uno stile di vita risparmioso e rispettoso dell’ambiente, come produrre pochi rifiuti, riciclare il riciclabile, costruire case in modo “intelligente”.
    Non sono d’accordo però nell’affermare che fare questo ci potrà far dire “io non ho bisogno del nucleare”.

    I consumi energetici privati sono una caccola rispetto ai consumi industriali.

    E per quanto possiamo essere “risparmiosi” il consumo delle attività produttive e collettive è enormemente più grande e significativo.

    Qualcuno si è perso a fare i calcoli (http://www.withouthotair.com/) e confrontando i bisogni energetici con l’efficienza attuale delle cosiddette energie alternative si è accorto che purtroppo non si potrà fare a meno dell’energia nucleare.

    Quindi, nonostante l’ovvia necessità di risparmiare e consumare energia in modo responsabile, nonostante l’altrettanto ovvia necessità (che non pare così tanto ovvia al nostro governo) di investire in ricerca e sviluppo sulle energie “pulite” per fare in modo che in futuro l’equazione cambi, allo stato attuale non possiamo fare a meno di ricorrere alle fonti energetiche “dense” come i combustibili fossili o il nucleare.
    Inoltre, vi è un aspetto che quasi nessuno mette in conto: quante persone si ammalano e muoiono ogni anno per colpa dell’inquinamento generato dalla combustione di combustibili fossili?
    Se ipoteticamente l’intero fabbisogno energetico mondiale fosse prodotto con energia nucleare quante morti sicure si eviterebbero rispetto alle morti provocate da possibili incidenti nucleari?
    Badate bene, l’equazione è “morti sicure per inquinamento da combustibili fossili” rispetto a “morti possibili per radiazioni”. Il certo ed attuale contro l’incerto visto che fortunatamente di incidenti nucleari non ne accadono tutti i giorni.
    Concludo questo pippone (scusa Lucia, ti rubo il mestiere!) dicendo che data l’evidente incapacità tutta italiana di assicurare una gestione trasparente ed un controllo serio e rigoroso su eventuali centrali nucleari, neppure io auspicherei una centrale atomica qui in Italia e che mi trovo d’accordissimo con la professoressa Hack quando dice che l’energia atomica ci serve ed è auspicabile ma che (come l’effetto serra) è anche un problema globale e che quindi richiederebbe una risposta globale, magari installando grandi centrali che possano servire più nazioni in zone adeguate dal punto di vista demografico e tecnico. Lo so è un utopia ma dalle utopie nascono le grandi rivoluzioni.

    —Alex

  2. lucia ha detto:

    s’apre ir dibattito! ;)

  3. biancaalba ha detto:

    Buondi’ cara Lucia,
    io qui nel paese della Merkel bevo solo acqua del rubinetto, compro le eco- ricariche, non uso piu’ luce o piu’ riscaldamento o acqua di cio’ che serve e vado in bicicletta pure con la neve…pero’ ogni volta che mi sposto da qui devo prendere un bell’areo che sicuramente manda all’aria tutti i miei buoni tentativi di ridurre l’impatto sull’ambiente.
    Riguardo le centrali nucleari, comprendo il discorso di Alex ma rimango terrorizzata all’idea che un paese come l’Italia ne costruisca. Tra le mafie che si accaparrerebbero gli appalti per costruirle magari chiudendo un occhio sulle norme di sicurezza e le mafie che le gestirebbero.
    E le scorie che finirebbero sotto i campi di pomodori a Battipaglia o sui pascoli delle bufale a Mondragone…non oso nemmeno pensare!

  4. Lilith ha detto:

    Fino a quando non si saprà come smaltire le scorie radioattive, l’energia nucleare mi sembra un bel rischio comunque, a parte i terremoti e i guasti inevitabili. Usare un’energia che non sappiamo gestire ( in Giappone sono sempre lì che provano a tappare i “bui”) lo trovo alquanto irresponsabile. Adoro la Hack, ma stavolta l’ha “buttata di fòri” anche lei! Voglio sperare che si possa studiare e utilizzare altre energie pulite e meno pericolose, proprio perchè la scienza va avanti, e visto i danni a lungo termine che possono provocare le radiazioni . E’ vero che tante persone muoiono per l’inquinamento, ma il nucleare non escluderebbe tutto il resto: per ora nel mondo ci sono tutte e due le opzioni e si sta morendo per entrambe le cause.

  5. IUP ha detto:

    Non capisco perchè scrivi “che sta facendo in questi anni la stessa scelta: la germania” è un refuso o volevi dire proprio ciò?

  6. lucia ha detto:

    sì, forse è poco chiaro: la germania ha attuato un piano di progressivo sganciamento dal nucleare, forse si capisce poco a quale “stessa scelta” mi riferisco: mi riferisco alla prima frase del post.

  7. IUP ha detto:

    Ok; ad ogni modo qualsiasi cosa provenga dalla Germania, specie nel campo della civile convivenza, è degna della massima attenzione e sicuramente da esempio per una nazione come la nostra.

  8. Gioo ha detto:

    Lucia, io sono d’accordissimo con te.
    La verità è che, nel bene e nel male, viviamo di stereotipi, forse anche rispetto a noi stessi. Super-efficienza giapponese: senz’altro. Over responsabilità dell’individuo: anche. Ma purtroppo da un disastro come quello di Fukushima nessuno è al sicuro, nemmeno i giapponesi, nemmeno i miei ospiti svizzeri che dopo la tragedia sono piombati nel panico a chiedersi se fosse possibile uno tsunami nei microlaghetti di raffreddamento attorno alle quattro centrali nucleari sul territorio.
    Dove vivo io, in mezzo alle Alpi, la combinazione di energia elettrica si puo’ scegliere individualmente: io ho ereditato quella del precedente inquilino che è 50% nucleare e 50% rinnovabile (zero petrolio). Ne consegue che, al contrario di tutto il resto, ho una bolletta mensile di meno di 30 euro (se vi sembra tanto considerate che per questioni di meteo – piove sempre – l’asciugatrice è un must, e la vita da single è comunque piena di sprechi).
    I miei genitori in Italia, senza le piastre elettriche per cucinare e con una vita meno squinternata della mia, pagano piu’ del triplo. Quindi mi chiedo: quanto paga davvero l’Enel per l’energia nucleare francese, e quanto ricarica sulle teste dei consumatori? Siamo sicuri che piazzandoci due-tre belle centrali nucleari questo atteggiamento cambierebbe? Monopolio un monopolio rimane, e in piu’ temo ci prenderemmo una montagna di rischi in piu’, andando inoltre nella direzione contraria a tutto il resto d’Europa.
    Le rinnovabili non sono di per sè la panacea a tutti i mali (ho visto un documentario terrorizzante sui disagi di famiglie americane che hanno accettato di avere le pale eoliche installate vicino casa – folle, ma sempre di famiglie americane si tratta…), ma sono il punto di partenza. Bisognerebbe essere intelligenti e attuare delle politiche serie, a livello europeo – in fondo l`Europa è, almeno per me, l’unica utopia a cui continuo ad aggrapparmi.

  9. ADBlues ha detto:

    Beh, due-tre considerazioni per alimentare la discussione:

    1) sapete valutare a spanna quante persone sono morte a causa dell’inquinamento da combustibili fossili dall’apertura della prima centrale nucleare ad oggi? E quante ne sono morte a causa di incidenti nucleari nello spesso periodo?

    2) se avete amore per la “scienza” e non per gli “aggettivi”, dovreste ammettere che così non si può andare avanti e che un cambiamento è necessario. Non si può sperare per il futuro non facendo niente adesso. Quando (e se mai troveremo) tecnologie per produrre energia pulita e sufficiente da solare\eolico sarà TROPPO TARDI. Quindi, mentre studiamo questi sistemi, dobbiamo fare qualcosa non possiamo aspettare.

    3) i piani di sganciamento dal nucleare sono solo roba pubblicitaria e politica. In realtà il piano è dismettere quelle centrali troppo vecchie e pericolose che avrebbero dovuto essere sostituite anni fa da altre centrali più moderne e “sicure” (lo scrivo tra virgolette perché non si pensi che io creda ad un nucleare “sicuro”). Il nucleare è indubbiamente una tecnologia rischiosa e visto che il rischio zero non esiste si può solo parlare di sicurezza relativa che in un impianto nuovo e più tecnologicamente avanzato è senz’altro superiore a quella di una centrale vecchia di 40 anni, usurata e tecnologicamente superata.
    Il problema è che in modo miope hanno pensato di massimizzare i ricavi e quindi invece di sostituire le centrali vecchie (come quella di Fessenheim in Alsazia per esempio) hanno pensato di mandarle avanti fino allo sfinimento… Un po’ come avere un’auto vecchia ed usarla fino a che non ti lascia per strada… bella strategia…sì.

    Scusate ma io vedo nelle vostre posizioni una “paura del cambiamento”. “Meglio i morti certi di oggi che quelli incerti di domani” e soprattutto “aspettiamo che domani qualche cosa avverrà”.

    —Alex

  10. Lilith ha detto:

    Le conseguenze dei disastri nucleari, quando avvengono, sono devastanti e imprevedibili, le radiazioni continuano a inquinare aria e terra per centinaia di anni. Questo è molto di più di un rischio calcolato, è un suicidio inesorabile perchè di sicuro, qualche incidente nucleare accadrà per forza, visto che niente è sicuro al 100 %. Un conto è se si incendia un pozzo petrolifero, un altro se scoppia una centrale atomica. E le scorie? Le diamo da mangiare ai bimbini africani o le sotterriamo al sud con l’aiuto della mafia? Quando sapremo come smaltirle, ci potrò fare un pensierino sopra.

  11. ADBlues ha detto:

    Gioo, scusa se ti prendo in mezzo ma la bolletta 50%-50% è un grande specchiettone per le allodole!
    Se per utopia tutte le famiglie svizzere scegliessero 100% rinnovabile pensi davvero che riuscirebbero a produrre tutta l’energia richiesta con il rinnovabile, senza usare petrolio e chiuderebbero le centrali?

    Ora credo che l’opzione “100% rinnovabile” non sia nemmeno disponibile ma allo stesso modo credo che se tutti scegliessero il 50\50 non sarebbe possibile lo stesso.

    Sbaglio?

    —Alex

  12. ADBlues ha detto:

    Ma l’inquinamento (che non è un pozzo incendiato ma i porcai che escono dalle ciminiere delle fabbriche, dalle centrali a carbone e dai tubi di scappamento delle auto) ci uccidono GIA’ adesso! Da una scco di anni!
    E l’effetto serra, il buco dell’ozono? Quelli ci sono già, non è che potrebbero avvenire.

    Ma non ci pensate?

    —Alex

  13. Lilith ha detto:

    Giusto Alex! Somma anche tutto questo al nucleare…

  14. ADBlues ha detto:

    Lilith: le due cose non si sommerebbero.
    Se implementi il nucleare puoi eliminare il carbone ed il petrolio o per lo meno ridurne grandemente l’uso per un’aria più pulita e milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse nell’atmosfera ogni giorno.

    —Alex

    PS = ovviamente non voglio sostenere che l’Italia debba per forza costruire centrali nucleari, come ho già detto non mi fiderei di una centrale nucleare in mano al malaffare tipico del nostro paese, in più, come ha già detto la professoressa Hack (che non l’ha assolutamente fatta “di fuori”) il territorio Italiano, eccetto forse la Sardegna, non è adatto ad ospitare una centrale; troppo densamente popolato, troppo sismico.
    Il problema energetico è troppo importante e dovrebbe essere trattato globalmente non dalle singole nazioni. Se l’energia fosse prodotta globalmente si potrebbe individuare il territorio più adatto, sia per la produzione che per lo stoccaggio delle scorie.

  15. Gioo ha detto:

    Alex, manteniamo la calma :)

    Sono andata a controllare, non è solo la MIA bolletta a essere 50% – 50% ma è l’intera fornitura del mio cantone che è cosi’, che si riflette nella bolletta “di base”. Ci sono tre modelli alternativi, che hanno percentuali piu’ alte di rinnovabili, come si puo’ leggere qui http://www.sgsw.ch/home/elektrizitaet/stromprodukte.html
    Cosa succederebbe se tutti scegliessero i modelli piu’, se non interamente rinnovabili? E’ economicamente impossibile, ma per una banalissima legge di domanda e offerta, si alzerebbe il prezzo e si razionerebbe la quantità di energia disponibile. Sarebbero poi tutti questi ecosensibili cittadini disposti a rinunciare alla tv la sera o a parte del riscaldamento? Sarebbe da verificarsi (ma non succederà mai).

    Non ho mai parlato di urgenza di staccarsi completamente dal nucleare – soprattutto in un paese che ha una lobby nucleare vera, non quei quattro pirla italiani – ma penso che da primi della classe quali sono da queste parti, potrebbe davvero essere una chance per sperimentare cose importanti. Si starà a vedere se è solo una questione di PR, la posta dal primo di giugno è interamente basata su energie rinnovabili, mi sembra un segnale in ogni caso.

    Non ho capito qual’è la tua posizione, comunque: il cambiamento di cui noi siamo terrorizzati è il nucleare, perchè è un rischio potenziale contro un rischio certo, cioè il petrolio?

  16. Lilith ha detto:

    Intanto, per ORA nel mondo usiamo sia il nucleare che il petrolio e gli effetti negativi quindi si sommano, una cosa non esclude l’altra. Sinceramente un futuro interamente gestito da centrali nucleari “centralizzate” mi angoscia non poco, e non mi consola il fatto che l’Italia non sia adatta ad ospitarne una. Guarda quello che accade ora in Giappone e che è già successo in quasi tutti gli altri paesi dove il nucleare c’è già. Qui stiamo morendo adesso per gli effetti di Chernobyl, esiste un cancro alla tiroide, dovuto proprio a quel tipo di radiazioni. Capisco che il petrolio e tutto il resto sia comunque ampiamente inquinante, ma spero vivamente che possa essere studiata un’altra forma di energia pulita. Scusate il mio disquisire mattutino, ma forse influisce il fatto di avere una nuora a Tokyo e mio figlio che presto andrà a vivere laggiù…

  17. ADBlues ha detto:

    Discutere serenamente mi pare molto bello :-)
    Allora per ordine:
    Gioo: ho letto stupito quello che racconti ed ho dato un’occhiata al sito, ci ho pensato e credo di aver capito “l’inghippo”, credo che si riferisca all’energia residenziale e non industriale che infatti è trascurabile ai fini del bilancio energetico. Comunque come hai detto tu, tutto funziona in base ad una gabola commerciale di domanda\offerta. Il mio esempio era volutamente un’iperbole e voleva mettere in chiaro il fatto che attualmente non possiamo, purtroppo, rinunciare al nucleare. La mia idea è che le persone sono giustamente preoccupate dal nucleare perché è una cosa che mette angoscia, quando pensiamo al nucleare ci viene in mente Hiroshima e Nagasaki; non pensiamo certo ai nostri polmoni devastati dalle polveri sottili, ai melanomi causati dal buco dell’ozono e alla desertificazione ed agli sconvolgimenti climatici causati dal riscaldamento globale. Ai disturbi respiratori, alla desertificazione etc. siamo già assuefatti quindi la paura adesso è per il nuovo e l’incognito.

    Lilith: ti capisco benissimo, il problema è che al momento la frazione di energia nucleare è marginale rispetto al petrolio ed al carbone.
    Però non è corretto quanto affermi sugli effetti di Chernobyl; a parte coloro che hanno lavorato alla centrale dopo l’incidente e coloro che hanno vissuto in zone altamente contaminate vicino alla centrale, una maggiore incidenza di mortalità per cancro per gli effetti di Chernobyl in Europa, non è statisticamente apprezzabile (vedi il rapporto della WHO http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs303/en/index.html).
    Per tutti gli altri invece l’aumentata incidenza di cancro è stata valutata nell’ordine del 3-4% per i cosiddetti “liquidatori” (4000 casi) e dello 0.6 nel resto delle aree circostanti di Bielorussia, Ukraina e Russia (5000 casi). C’è anche da tenere presente che molti dei casi di cancro alla tiroide registrati avrebbe potuto essere evitata con adeguate informazioni ed educazione che da quelle parti sono state del tutto assenti. Dato che lo Iodio 131 è poco stabile, sarebbe bastato che le persone abitanti nelle zone più colpite fossero state invitate per tempo a sospendere per poco tempo (un paio di mesi al massimo) il consumo di certi alimenti tipo il latte per diminuire di molto il rischio ed assumere più iodio non radioattivo con la dieta (che da quelle parti è naturalmente povera di questo elemento).

    Davanti all’incidenza di cancro al polmone (1,18 milioni di morti nel 2006 nel mondo anche se ovviamente non tutti per lo smog) ed altre patologie relative all’esposizione allo smog, ai melanomi e quant’altro, i numeri di Chernobyl sembrano veramente trascurabili, non credi?

    —Alex

  18. formichina ha detto:

    secondo me tutto il problema energetico si ricollega a un altro, cioè il sistema economico di riferimento: abbiamo bisogno di tanta energia soprattutto per la produzione industriale. ora la mia domanda è: ma abbiamo davvero bisogno di tutte ‘ste cose che produciamo?
    mi rendo conto che il discorso prende delle dimensioni utopiche e che esco fuori tema, ma credo che un modello di economia sostenibile sia l’unico possibile.
    rientrando invece di più nel tema, credo che il grosso problema non sia tanto il nucleare… quanto il nucleare in Italia, come ha detto Bianca: questo mi fa ancora più paura!!!

  19. ADBlues ha detto:

    Formichina: il problema non è se “abbiamo bisogno di tutte le cose che produciamo” ma se “siamo disposti tutti insieme a consumare meno” ed anche “chi glielo va a dire ai Cinesi ed agli Indiani, ai Brasiliani e a tanti abitanti dei paesi cosiddetti in via via di sviluppo che adesso che noi occidentali siamo belli e agiati loro invece devono fermarsi li” ?

    Non dimenticare che poi esistono consumi di cui non possiamo fare a meno, penso al settore farmaceutico, agli ospedali (una sola macchina da RM consuma 200000 KWh all’anno…), all’alimentare….

    Perdonami ma io alla descrescita felice non ci credo…

    —Alex

  20. Lilith ha detto:

    Alex, ti ho riferito le parole di alcuni medici dell’ospedale di Santa Chiara di Pisa: gli effetti negativi di Chernobyl arrivano solo adesso. Un mio caro amico è morto da poco e per il suo cancro alla tiroide è stato tirato in ballo proprio quel tipo di radiazioni… e lui non lavorava a Kiev!
    Comunque ribadisco : “Discutere serenamente mi pare molto bello” :-D

  21. Marcoghibellino ha detto:

    adoro le discussioni inutili e questa è un must
    sappiamo tutti che la situazione si risolverebbe se solo fosimo disposti a cambiare tutti e drasticamente i nostri stili di vita collettivi e personali, sappiamo anche che non lo faremo mai e sappiamo pure , non ostante si tenti di autoconvincerci del contrario che è troppo tardi per cambiare . Effetto serra inquinamento nucleare plastica nei mari prossima( prossima nei tempi geologici) fine delle risorse petrolifere carestia di acqua dolce sovrappopolazione sono realtà che sarebbero affrontabili e risolvibili solo con un corale sforzo degli uomini tutti, al chè mi viene davvero da ridere .

    sono giunto alla conclusione che il vero problema del pianeta terra è l’uomo e da qui al fatto che Dio non esiste, se esistesse avrebbe tirato lo sciacquone per la seconda volta da mò, ma in fondo lo tiriamo da soli

  22. Lilith ha detto:

    Non esistono discussioni inutili, altrimenti si metterebbe in dubbio ogni tipo di conversazione…Allora si parla più di religione, di politica, di etica.
    Tutti zitti e buci?

  23. Marcoghibellino ha detto:

    esistono esistono Lilith,le discussioni inutili sono quelle che non porteranno mai a soluzioni, invece che inutili potevo definirle chiacchiere, tra amici si può fare due chiacchiere ma tutti sappiamo che non portano a nulla, si fanno per passare il tempo. Nulla di male ovvio, ma questi sono problemi seri e farci due inutili chiacchiere da bar mi irrita

  24. noncenientedafare ha detto:

    Tanti anni fa un mio amico/cliente mi chiese di preparargli ” non più di due paginette” che gli erano necessarie per indurre la casa madre della sua azienda ad una certa operazione.
    Obiettai subito : ma sei pazzo ! quello che chiedi è illogico ! Replicò : Sono fatti che non ti riguardano : devi scrivermi quel che ti chiedo, ed in maniera assolutamente convincente : questo è un incarico professionale.
    In fondo, io non ero nel giro : svolsi allora il mio compito al meglio, la casa fu convinta, si realizzò quello che – senza crederci – avevo scritto. ( Aggiungo che poi – ci misi una mano anche io – le cose andarono meglio di quanto pessimisticamente avevo pronosticato.
    Dico questo per ribadire che con la parola – quando acconciamente usata – si può dimostrare tutto e il contrario di tutto.
    Del nucleare, delle energie rinnovabili o meno, parlano politici e scienziati : se competenti, usano sempre argomenti convincenti , e non sempre parlano sotto la spinta di interessi più o meno confessabili : a volte, ci credono veramente.
    Ed allora ? Io ho ho fiducia nella Merkel – la berlusconi tedesca( absit iniuria verbis)- che ha avuto il coraggio di ammettere, apertamente, di avere cambiato idea sul nucleare, che la Germania abbandonerà quanto prima.
    Per quello che ci riguarda, io penso – e quando c’ è da far soldi, succede sempre – aile centinaia di milioni che feci spendere ad una fabbrica per smaltire correttamente i rifiuti tossici prodotti presso un’ azienda del nord che appariva perfettamente organizzata : rifiuti che, tanti anni dopo, ho saputo esere stati trasferiti, d’ accordo con la camorra , nella Campania felix : ed ho mangiato – forse mangio ancora – mozzarella che in qualche modo ha a che fare con i miei rifiuti tossici.
    In fondo, a realizzare nucleare od altro saranno sempre gli uomini, e …
    lo sterco del demonio resta sempre il principale motore della storia.

  25. AD Blues ha detto:

    Lilith: il rapporto della WHO (World health Organization) parla chiaro, gli effetti di Chernobyl sono statisticamente irrilevanti fuori dell’area indicata e non è un consuntivo ma una proiezione anche per gli anni a venire.
    Ovviamente ci può essere l’outlier… (sfiga).
    Quel tipo di cancro può venire anche senza tirare in ballo le radiazioni e comunque dubito (chiederò ai miei colleghi) che un cancro alla tiroide possa essere diverso da un altro…

    —Alex

  26. Megant ha detto:

    In primis sono rimasta colpita dal leggere le abitudini “sprecone” dei giapponesi. Ero convintissima che anche in questo settore fossero l’eccellenza del riciclato!!!!
    Sul nucleare: secondo me è inammissibile anche solo l’idea di contaminare km e km di territorio per 200 anni in caso di incidente. Non è solo il numero di morti ma il fatto che una zona della Terra diventi off limit per addirittura 200 anni!! E poi in Italia ci sarebbero scorie tossiche OVUNQUE!! Ma non solo in Italia, anche la Svizzera usa il nucleare e abbandona molto carinamente le scorie al confine con noi!
    E comunque è vero che gli effetti di Chernobyl ci sono ed anche se non sono tumori maligni nei bambini nati in quegli anni c’è un’incidenza altissima di cisti soprattutto all’intestino. Una mia amica ha la parte finale dell’intestino completamente ricoperto di cisti. Non saranno maligne ma senza starebbe meglio!! Ed i medici le hanno detto che è comunissimo in persone che all’epoca erano lattanti o molto piccoli.

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