splendore e decadenza

per quanti secoli un popolo può contare sullo splendore dei secoli passati?

questo bellissimo fine settimana ha visto, fra tante cose allegre, anche la visita della Bionda, con fidanzato al seguito.

così li abbiamo portati a vedere un po’ la “bellaitalia” come dicono i tedeschi e come i commercianti italiani scrivono sulle schifezze che rifiliamo ai tedeschi all’estero, fornite di tricolore e di immagini tradizionali come che ne so, un bel vesuvio per il limoncello fatto col last al limone, un trullo per l’olio d’oliva pugliese ma fatto con olive greche o spagnole, una bella tomba etrusca per spacciare della pasta fatta in romania per pici toscani.

ieri siamo stati a vedere le bellissime rovine di Luni, antico porto romano dal quale partivano le navi cariche di marmo per abbellire roma.

siamo arrivati verso le dieci e mezzo, un solo custode per tutto il parco, un museo scalcinato, illuminato male, dall’esterno cadente e una triste bandiera tricolore sul tetto, a sventolare una gloria che non c’era.

“scusi, per andare all’anfiteatro?”

“eh, per quello dovete tornare alle tre e mezzo, sono da sola e non vi ci posso portare, ma alle tre e mezzo viene una collega e tutti quelli che vengono la mattina li facciamo tornare e li accompagnamo tutti insieme”.

ci avviamo mesti, in mezzo all’erba tagliata che profumava di vacanze estive, sotto a uno dei cieli più blu che avessi mai visto e in mezzo alla lanugine dei pioppi che sa di vita che se ne vola in giro.

la casa degli affreschi è chiusa, ovvio, come può un solo custode guardare a cinquecento metri di distanza?

l’altro museo pure.

intorno non un cartello bilingue, vecchi cartelli sbiaditi una volta ogni tanto, camminamenti traballanti, lamiere arrugginite che proteggono colonne antiche di marmo.

quando torniamo al pomeriggio un’altra custode ci porta all’anfiteatro. ci accodiamo a una visita guidata, per scroccare qualche informazione.

“questo anfiteatro era la metà di quello esistente a roma, poteva contenere settemila persone e d’estate veniva coperto con un telo per riparare gli spettatori dal sole”.

“a quei tempi la vita era molto dura ed era compito dei governanti assicurare, per la tranquillità cittadina, i giochi del circo e un poco di pane”.

panem et circenses

già…

mi pare di capire…

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

0 risposte a splendore e decadenza

  1. biba ha detto:

    E pensare che ci sono un sacco di persone specializzate che potrebbero lavorare al meglio in quel sito e che invece sono a spasso! Ma sì, e che vogliamo sprecare soldi per la cultura?

  2. ADBlues ha detto:

    “limoncello fatto con il last al limone”?
    Mi ricorda qualcosa…. :-D :-D :-D

    —Alex

  3. biancaalba ha detto:

    Puro orrore per i prodotti “bellaitalia” in Germania, mi viene da piangere a vedere il tricolore su certa roba.
    Non conosco queste rovine di Luni e adoro visitare siti archeologici, magari ci faro’ un giro se passo da quelle parti. Dopo le tre e mezzo, naturalmente.

  4. Marcoghibellino ha detto:

    purtroppo ci sono cose che mi scandalizzano di più, ad esempio quei criminali della confindustria che nel quasi complesso disinteresse di tutti applaudono l’assassino della Thyssen, compiendo quello che il codice penale italiano definisce apologia di reato ” L’apologia di reato (dal greco antico Από Λόγος e dal latino reatus) consiste nell’apologizzare, cioè nell’esaltare o difendere pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive.” e nella fattispecie apologia di delitto previsto all’art 414, comma 3 del codice penale.

  5. noncenientedafare ha detto:

    Ho diretto , oltre vent’anni fa, lo stabilimento di produzione di una grande azienda : da una condizione prossima alla chiusura perché inattiva, l’ ho portato ad un livello che il revisore diceva ” cola grasso da tutte le parti”. E l’ ho fatto, innanzi tutto, retribuendo i lavoratori ancor più di quanto chiedevano. Il mio compenso non è mai stato superiore di dieci volte quanto percepiva il più basso livello degli occupati, e non era così soltanto per me, più o meno lo stesso metro vigeva dappertutto.
    Oggi, e non è il caso di parlare del solito Marchionne, perché vengono così retribuiti anche quelli che conducono allo sfascio le aziende loro affidate, si parla di cento, mille volte di più. Senza parlare, poi, di quel che percepiscono i politici, a tutti i livelli – e quando si tratta di autodeterminarsi i compensi l’ unanimità è assicurata.
    Poi, il consulente tributario – il suo studio, anche se non più a lui intestato, sta sempre là – eletto in contrapposizione a Berlusconi con la lista Segni nel 1994 ed immediatamente inquadrato come ministro nel primo governo formato proprio da Berlusconi, (poi in stretto rapporto con l’ emiplegico di Gemonio onde condizionare il suo datore di lavoro) – tra le cose che ci regala – l’ elenco potrebbe essere lunghissimo – c’ è il permesso dato agli evasori di far rientrare i capitali dall’ estero offrendo l’ elemosina di un cinque per cento allo stato, ed oggi – udite, udite – riduzione dei controlli della polizia tributaria sulle aziende ( evadete, dunque, evadete senza ericoli di fastidiose visite…)….
    Mi volete voi spiegare i soldi per mantenere al minimo di decenza il nostro patrimonio artistico culturale dove si possono troivare ?

  6. ADBlues ha detto:

    noncenientedafare: ma facile! Spremendo sempre di più coloro che le tasse NON le possono evadere “by design”, ossia i lavoratori dipendenti ed i pensionati…

    A tutti gli altri invece, il salvacondotto da evasore potenziale.

    Sempre più convinto che se voti Berlusconi oggi o sei un politicamente “analfabeta” oppure sei un disonesto, conclamato o in pectore.

    —Alex

  7. noncenientedafare ha detto:

    “… QUEI CRIMINALI DELLA CONFINDUSTRIA CHE APPLAUDONO L’ASSASSINO DELLA TYSSEN”….”
    Prima di associarmi nella condanna, poiché mi piacerebbe formarmi da solo, senza influenza di terzi, la mia personale opinione, gradirei conoscere il testo integrale della sentenza, e gli atti processuali. Le sentenze, per carità, si possono criticare o condividere, la cosiddetta giustizia è materia opinabile, vedi Berlusconi che bolla come comunisti ed escrescenze cancerose coloro che si permettono di contestargli qualche cosa.
    E conoscere altresì il testo integrale di chi in confindustria ha scatenato l’ applauso.
    Vedi, caro marcoghibellino, tu forse sei troppo giovane per aver conosciuto “Candido”, un settimanale umoristico – vi collaboravano i migliori del momento – che in prima pagina riportava un episodio “visto da destra” e “visto da sinistra”. L’ investimento, ad esempio, di un disocupato: visto da destra, la giusta eliminazione di un peso per la società, visto da sinistra la solita aggressione dei diseredati che come unico scopo avevavo l’ostacolare in ogni modo l’ andare della civiltà.
    Ed oggi, purtoppo, i nostri giornali “vedono” da destra e da sinistra.
    A proposito, poi : se fossi accusato d’apologia di reato, mi affiderei per la difesa all’ onorevole – parlo della sua seconda professione – avvocato che siede in parlamento : in mancanza di argomenti e grazie all’ oggi istituendo processo breve ( nel frattempo promosso a legge dello stato) e ad intelligenti rinvii chiesti ed ottenuti, mi sarebbe garantito venirne fuori indenne

  8. Marcoghibellino ha detto:

    caro nonce magari fossi giovane; comunque, a prescindere da ogni ipocrita distinguo , se si applaude e a ruota si sostiene che una sentenza di un tribunale, che stigmatizza CRIMINALI comportamenti contro la sicurezza di una azienda , impedirebbe gli investimenti dall’estero in Italia ( che poi quando ci sono governo e industriali salgono sulle barricate) si è ne più ne meno che dei delinquenti pericolosi che vogliono solo guadagnare sulla pelle dei dipendenti; punto, c’è poco da girarci attorno, quanto alle sentenze le trovi se le cerchi .
    cito da Diritto di Critica ( http://www.dirittodicritica.com/2011/04/18/thyssen-sentenza-6365/ )

    ” A differenziare la posizione dei condannati in primo grado è stato, dunque, l’elemento soggettivo (dolo/colpa). Il senso comune (e il codice penale) definiscono la colpa come “assenza di volontà” nel commettere il reato ascritto, determinato invece da imprudenza, imperizia e negligenza da parte del reo. In tal senso, fino a ieri, la giurisprudenza si era espressa per i casi di infortuni (e morti) in fabbrica o sui cantieri, legando la responsabilità del soggetto alla sua mancata osservanza delle regole minime previste per la sicurezza sul posto di lavoro. Per la prima volta, invece, anche per questi casi è stato utilizzato il dolo eventuale. Si tratta di una forma di dolo indiretto, integrata nel caso in cui l’agente compie un atto, ignorando la pur alta probabilità che a questo ne consegua un altro. Nel caso dell’amministratore delegato del colosso dell’acciaio, parliamo della volontaria omissione nel mancato adeguamento delle strutture di sicurezza (intenzionale) che ha provocato la morte dei sette operai in quel terribile 6 dicembre 2007 (l’evento indiretto ma possibile al punto dal “correre il rischio”).

    È bene sottolineare, come ha fatto lo stesso procuratore Guariniello, che «il dolo non è applicabile meccanicamente a tutti i casi di infortunio sul lavoro. ”

    Vedi Nonce , i filosofi greci sostenevano che ( haimè) si è quello che si fa , la tua lunga attività da manager probabilmente ha influito sul tuo modo di pensare, rendendoti più manager e meno umano, per cui fossi in te ridurrei e di molto i toni paternalistici con cui ti rivolgi a chi considera ora e sempre la morte di 7 operai, per mancata sicurezza, un crimine .

  9. Marcoghibellino ha detto:

    PS conosco bene Il candido di Guareschi, giornale di satira anticomunista e filofascista appoggiato anche ai gruppi più retrivi ( perfino in contrasto con Amintore Fanfani) del cattolicesimo italiano, come esempio non mi sembra granchè

  10. noncenientedafare ha detto:

    caro marcoghibellino, mi dispiace di non essere stato chiaro : Tentavo di dire – senza ipocrisie, non è nel mio stile – che per dissociarmi o meno dal famoso applauso avrei gradito leggere PER INTERO i documernti originali : quello che cortesemente m’ hai offerto, è soltanto un’ opinione, ancorché rispettabile, di un tale.
    Un Signore, che attualmente copre un altissimo incarico, mi colse un giorno mentre, all’ edicola, chiedevo Il Risorgimento liberale e l’ Unità : e commentò : non potevi che essere te… Visto da destra, visto da sinistra. Candido era un giornale intelligente: che sia stato filofascista anticoimunista od appoggiato ai gruppi più retrivi, non mi interessava : forse, sbagliando, penso che l’ intelligenza come l’ ignoranza, il pressapochismo, la malafede, alberghi a destra come a sinistra.

  11. Marcoghibellino ha detto:

    un fascista intelliggente resta pure sempre un pericoloso intelligente antidemocratico ( anche uno stalinista se è per questo) anche io penso che ” l’ intelligenza come l’ ignoranza, il pressapochismo, la malafede, alberghi a destra come a sinistra.” e allora che vogliamo fare? tanto sò tutti eguali? Quando io Marco esprimo un opinione è soltanto un’ opinione come giustamente affermi, quando c’è una sentenza e, vivaddio con ogni garanzia per l’imputato visto che è di primo grado non è un opinione; poi sei liberissimo anche tu di farti la tua opinione personale, basta non pensare che tutti gli altri hanno le fette di prosciutto sugli occhi. Purtroppo ultimamente anche a sinistra si hanno spesso colposamente o dolosamente le idee confuse.
    Occorre essere chiari,
    una azienda non è una associazione nata per fare beneficienza agli operai e/o dipendenti vari, ne alla clientela ; è una entità che ha lo scopo di far guadagnare i proprietari.
    Un manager è una figura professionale che , a secondo delle sue competenze ( materie prime , personale, rapporti clientela ecc ) ha il compito di aumentare i guadagni e le “fette” di mercato dell’azienda per cui opera.
    Detto questo è ovvio che (senza alcun sottinteso eticamente negativo) la sua professionalità, responsabilità e la sua fedeltà, vadano in primis alla proprietà aziendale , che verrà per lui sempre e comunque prima degli interessi dei lavoratori/dipendenti, allo stesso modo in cui un fattore è responsabile verso gli interesi del latifondista e non dei contadini-mezzadri-braccianti.
    Ovviamente si può fare il manager seguendo migliaia di gradazioni di coscienza, ma questi sono i fatti; un manager opererà a favore dei dipendenti solo se ciò porta ad un tornaconto dell’azienda , perchè è comunque sua priorità massimizare gli introiti e ridurre le spese , sempre e comunque. Un manager quindi tenderà a migliorare la condizione dei dipendenti solo , per tornaconto aziendale o in presenza di ben precise leggi e regolamenti. Il resto è fuffa.

    Quando parlo di criminalità della claque della confindustria mi riferisco nella fattispecie anche a questo
    http://triskel182.wordpress.com/2011/05/10/retromarcegaglia-marco-travaglio/

    cosa accade ad un guidatore di auto se commette successive e plurime infrazioni che portano a ferimento o morte di diversi passanti ?

    La situazione italiana , e mi viene in mente la paura che AD denunciava in un altro post , è ormai tale che è urgente schierarsi non è più tempo di tentennamenti o doppie morali, chi tace acconsente e non è innocente, certo per me è facile dato che la mia famiglia è formata da me e due gatti non ho figli o moglie per cui preoccuparmi o poltrone da difendere ma il succo non cambia , al massimo sono attenuanti generiche

  12. noncenientedafare ha detto:

    “un fascista intelligente resta pure sempre un pericoloso intelligente antidemocratico”.
    Cito a caso, i primi nomi che mi vengono :
    Mario Alicata, del PCI, vinse i Littoriali di cultura,
    Luigi Compagnone, mio amico e coinquilino, scrittore, catalogato come antifascista – nell’ immediato dopoguerra, dipendente RAI.
    Ennio Mastrostefano ( scriveva su un giornaletto fascista)
    è stato speaker e giornalista RAI.
    Tommaso Giglio e Pasquale Prunas, direttori di giornali antifascisti : scrivevano sui quei giornaletti “fascisti”.
    Attento nei giudizi indiscutibili, , marcoghibellino, che forse potremmo più correttamente chiamare ” giudica e manda secondo ch ‘avvinghia”.
    Per il resto, torno a ripetere, con esasperante monotonia e per l’ ennesima volta : sono fatto così, voglio personalmente documentarmi;non sto dicendo di non condividere la sentenza Tyssen e quant’ altro, non mi affido, sic et simpliciter, agli ukase di terzi.
    Che ci posso fare ?
    Anche se si chiamano Travaglio, simpaticone e bravo che apprezzo moltissimo e col quale spessissimo condivido le opinioni e, di cui posseggo numerose pubblicazioni ( anche se ebbi a scrivergli, una volta, un pò per celia, ma non del tutto : “Meno male che Silvio c’è.”)

    Impegnato in prima persona, o da consulente esterno, ho conosciuto e seguito numerose aziende, piccolissime o multinazionali. Ed ho esperienza diretta per quanto dico.

    P.S. – Aver condannato senza se e senza ma il fascismo, è stato salutare. Se non si fosse fatto, avremmo avuto da subito quello che oggi sta succedendo ; il risorgere del fascismo nel suo aspetto più becero e violento. E però, se l’ attuale PdCSB avra la meglio ( e lo temo proprio, vista l’ incapacità dei suoi avversari divisi tra loro e senza idee chiare ; e la indiscutibile concisa e centrata definizione dell’ italiano medio ” simile ad un bambino undicenne non troppo intelligente “, autore sempre l’ allora non ancora PdC) rimpiangeremo il ventennio mussoliniano , che ci apparirà come modello di libertà e giustizia.

  13. Marcoghibellino ha detto:

    “rimpiangeremo il ventennio mussoliniano , che ci apparirà come modello di libertà e giustizia.”

    te forse lo rimpiangerai io no di certo, e un giornale non lo si giudica ( politicamente) dai collaboratori ma dalla linea politica che persegue , per me la rivista che fece propaganda per il voto alla monarchia dal 48 al 58, che inventò i trinariciuti, il ” Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!” e altro è fascista punto .

    Ma ti capisco in fondo , la sindrome Pansa è virulenta

  14. noncenientedafare ha detto:

    o con te, o contro di te, caro marcoghibellino.
    Ho scritto – e ritengo d’ essere stato chiaro – se l’attuale PdCSB avrà la meglio… rimpiangeremo eccetera…
    Te, interpreti come ti conviene per le tue tesi che appaiono, , e sono, staliniste.
    Addio, marcoghibellino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...