scuola elementare

un raggio di sole ha illuminato una minuscola fetta d’aria piena di pulviscolo e mi ha trasportato al banco delle scuole elementari.

a maggio si cominciava a fare il conto alla rovescia, il grembiule a ricreazione faceva sudare e “i maschi” (alle elementari siamo “maschi e femmine”, ognuno dei termini usato dall’altro sesso con malcelato disprezzo e rivalità) tornavano coi capelli bagnati, facendo arrabbiare la maestra.

il sole filtrava dalle veneziane verdi, facendo apparire proprio quel pulviscolo altrimenti invisibile che ho per caso rivisto.

mi piaceva pensare che quelle minuscole particelle volanti fossero frammenti di raggi di sole.

da bambina mi lamentavo tanto delle mie scuole elementari e il mammuth, saggia maestra, mi diceva sempre: “quando sarà passato abbastanza tempo, allora capirai”.

ho fatto delle classiche scuole elementari di paese, cinque aule e cinque maestre, un corridoio, due bagni, due bidelle, un giardino immenso e noi, mini uomini e mini donne, intruppati in “fila per due dal più basso al più alto”. io ero sempre quella in fondo, di solito per mano a tatiana.

ieri ho ripensato con infinita nostalgia a una cosa in particolare.

la restituzione dei quaderni.

ogni volta che durante l’anno scolastico finivamo un quaderno, questo andava dato alla maestra, che lo metteva in un armadietto.

alla fine dell’anno la maestra li raccoglieva tutti, li divideva per nome e a ognuno di noi riconsegnava con non poco orgoglio, la prova evidente del nostro aver imparato.

quaderni a quadretti, che voleva dire “matematica” pieni di: “problema” scritto con la penna rossa, a capo il testo, poi i calcoli e poi, di nuovo rosso “soluzione” e il voto, con la penna rossa, della maestra.

mi ricordo che fu a matematica che imparai che “qual è” si scrive senza apostrofo.

quaderni a righe, che voleva dire italiano, ma anche storia e geografia e anche scEnze, che le ricerche sulla rana e sulla mucca le feci sul quaderno a righe.

e ognuno poteva contemplare la sua piccola pila di sapere accumulato durante l’anno, ci si confrontava col compagno, per vedere se il numero di quaderni era lo stesso oppure si aprivano il primo e l’ultimo e si scopriva, con grande meraviglia, che la nostra calligrafia era cambiata durante l’anno.

i miei quaderni erano spesso dei Pigna, tinta unita, verdi, rossi, blu, neri, o con fantasie tremende, tipo scozzese, perchè il mammuth me li comprava a pacchi da dieci.

era tremendo.

il mio primo quaderno di holly hobbie mi rese felice come non mai.

qualcuno se la ricorda?

holly6-pic

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0 risposte a scuola elementare

  1. ADBlues ha detto:

    Delle elementari serbo un gran ricordo e tutt’oggi, quando al supermercato incontro la mia vecchia maestra e scambiamo due parole, mi ripassano davanti bellissimi ricordi.

    Proprio vero: da vecchi si diventa sentimentali!

    —Alex

    PS = Sì, me la ricordo, ovviamente non c’era sui miei quaderni ;-) Io (ma forse era un epoca più moderna) adoravo i Quablock!

  2. formichina ha detto:

    Le prime righe del tuo post mi hanno fatto pensare a una frase che scrive spesso mia sorella: “Dentro un raggio di sole che passa dalla finestra talvolta vediamo la vita nell’aria. E la chiamiamo polvere”.
    Odiavo i quaderni pigna a fantasia scozzese!

  3. Gaja ha detto:

    Io invece ho fatto la classica scuola elementare di città, duemila alunni, duemila aule, duemila maestri (precari già allora) cambiati in cinque anni, cortile in cemento sempre chiuso (ed io facevo il tempo pieno), la mensa industriale e i comagni dalle storie e famiglie difficili.
    Però me lo ricordo come un periodo bello lo stesso, e mi piace pensare che l’amore per il sapere e per la cultura che mi porto addosso sia nato proprio allora, piccolo soldo di cacio in mezzo agli altri. Oltre al fatto che ricordo perfettamente che il primo giorno, nella riunione con i genitori in palestra, mi presi per mano con una bambina che mi sembrò subito speciale. Quella bambina è la mia migliore amica ancora oggi, nonchè testimone di nozze, e anche questo non ha prezzo!
    Grazie Lucia per avermi riportato alla mente questi ricordi, ed anche un bellissimo raggio di sole in questa giornata che da queste parti è piuttosto novembrina!

  4. f.b. ha detto:

    i quaderni più belli della mia epoca erano quelli con i ruoli del calcio disegnati da giuliano giovetti (edizioni pigna o icci? ora non ricordo) che faceva la caricatura: a spiegare il ruolo del centravanti era la caricatura di paolo rossi, per il centrocampista c’era quella di marco tardelli, poi non ricordo.
    e poi mi piacevano quelli che in fondo avevano il guiness dei primati, con il disegnino dell’uomo più grasso del mondo che pesava 455 chili.
    holly hobbie era successiva e per femminucce, puah!

  5. lucia ha detto:

    tu fb saresti perfetto per un revival di anima mia! ora ti denuncio a fabiofaZZio! :D
    un bacio alle altre bimbe!

  6. Lilith ha detto:

    Le scuole elementari, il periodo più bello della mia vita! Una maestra speciale, che mi ha insegnato tanto e dato tanto. Ricordo gli alti e banchi di legno con le buche in alto dove infilare il calamaio e le scomode le panche col poggiapiedi attaccato. Grembiuli bianchi, colletti inamidati e fiocco blu, un miscuglio di odori: libri, carta, gomme da cancellare, gessi, matite a cera, i ciocchi di legno che bruciavano nella stufa, la pelle delle cartelle, il tutto condito al profumo di sapone Camay e cipria che usava la maestra. Ogni tanto un leggero refolo di pipì stantìa, panni male asciugati e Vicks aleggiava nell’aria, ma nessuna delle 35 alunne ci faceva caso. Il mio banco era accanto alla finestra, un enorme infisso a forma di ogiva; ricordo che guardavo la pioggia battere nel vetro e io lì, mi sentivo al caldo e al sicuro. La mia compagna di banco era Antonella e come racconta Gaja, è ancora la mia migliore amica!

  7. Lilith ha detto:

    Perchè il mio vecchio indirizzo mail mi dà “errore”? E perchè ora (con un indirizzo alternativo) mi dice “Il tuo commento è in attesa di approvazione”?

  8. lucia ha detto:

    perchè il “troll” dei giorni scorsi aveva provato a usare il tuo user name per entrare… ma ora dovrebbe essere tutto ok! sorry…

  9. Lilith ha detto:

    Grazie Lucy! Ma chi era quel troll poi? E come ha OSATO usare il mio nome????? >_<

  10. giovanni62 ha detto:

    non ridere…ma uno dei miei quaderni era proprio di Holly…

  11. crash ha detto:

    …sono eternamente riconoscente alla mia maestra, senza di Lei – molto probabilmente – non avrei fatto il “percorso” che ho fatto (e sto facendo). 42 alunni (classe mista), il disco in vinile che ogni mattina diffondeva nell’aula l’ave Maria di Schubert, la coltivazione dei giacinti di fronte all’enorme vetrata, la pazienza materna nel seguirci tutti ( in particolare i più “vivaci”). Non ho ricordi di quaderni, solo di odori e di profumi, di colori e di rumori. Ogni anno per me è una gioia poterla riabbracciare forte, chissà ancora per quanto tempo……

  12. cugifà ha detto:

    nonostante non sia stato un amante dei libri le elementari non si scordano mai!
    ho infiniti ricordi di quei tempi!
    compreso il fatto che tuo marito era con me! E siamo rimasti migliori amici (ci siamo adottati come fratelli)! Anche noi siamo stati compagni di banco non per tutti e 5 gli anni e mi ricordo che il giorno dell’esame di 5 elementare non avevo lui accanto ma Lucio!
    Chiedi stasera al caro HDC se si ricorda i nostri soprannomi di un tempo e se ti esegue il saluto che avevamo inventato strettamente per noi 2!
    se non se lo ricorda …. anatema … sciagura a lui!

  13. Roberta ha detto:

    i quaderni pigna, quelli di holly hobbie, e anche io avevo una tatiana in classe. ricordo di aver comprato una rivista (sara’ stata mica cioe’?) e in regalo c’era una fodera per quaderni (in cartoncino) del gruppo “wham!” che io regalai alla mia amica tiziana…

  14. 4ngel0 ha detto:

    @CugiFà: Risparmia alla signIorina FDC, perZona notoriamente senZibbYle, gesti Wolgari!

    Il Cuaderno coi motivi scozzesi me lo ricordo pure io…ma li fanno anchora?? Oppure sono sepolti nella memoria dei ’70??

  15. lucia ha detto:

    oh baNbino! io ero in prima elementare nel 1981!!! :D

  16. 4ngel0 ha detto:

    Azz…io nel ’78…ma….allora sei più GGGGioWane di me!

    Non si direbbe…li portiamo male questi annetti eh??

    Sarà cholpa del naso??

    Oppure di tutte quelle Ydeacce che c’ài per il capo??

  17. Lilith ha detto:

    Io nell’ ’81 c’avevo già un figliolo…:-(

  18. noncenientedafare ha detto:

    Fui accompagnato in classe da mia zia, insegnante nella stessa scuola, ma con una terza. Vidi sul banco un buco nero e vi immersi il dito : era il calamaio pieno di inchiostro ( allora si usavano i pennini, quello Cavallotti costava dieci centesimi), e rimediai il primo scapaccione. Quando si sbagliava, non s’ erano fatti i compiti a casa o che altro, la maestra ci faceva mettere le mani sul banco – il palmo in giù – e ci bacchettava con un righello a sezione quadrata. Dio, che dolore !.
    Poi, un giorno venne il Direttore in classe, propose un indovinello e ci chiede di rispondere con un disegno : il migliore avrebbe avuto un premio. Io, subito indovinai : era la campana, ma lo dissi a voce alta: Tutti la disegnarono, il mio fu il disegno peggiore. Non ebbi il premio, perché non ho mai saputo disegnare.
    Che ingiustizia !

  19. Luisa ha detto:

    “Dentro un raggio di sole che passa dalla finestra talvolta vediamo la vita nell’aria. E la chiamiamo polvere” è da Margherita Dolcevita di Stefano Benni.
    Le elementari non si dimenticano mai? Io sono il controesempio: ho dimenticato quasi tutto. Salvo un vago ricordo piacevole dei primi tre anni, con grande giardino, e spiacevole dei primi due, con maestra che ci ammazzava di preghierine.

  20. AD Blues ha detto:

    Lucia & Angelo: deh, io sono entrato all’elementari ancora prima! (’75)

    —Alex

  21. Simona ha detto:

    “mi piaceva pensare che quelle minuscole particelle volanti fossero frammenti di raggi di sole.” ma lo sai che lo pensavo anch’io??? :D
    i quaderni a pacchi da 10 ce li avevo sempre anch’io, e li odiavo..però ogni tanto mi capitavano anche quelli di quella bimba..
    io ho iniziato le elementari nell’85..
    baci!!!

  22. Lilith ha detto:

    …e io nell’ ’85 ho avuto il secondo figlio… >__<

  23. stefafra ha detto:

    Io ho iniziato le elementari nel ’76, le copertine dei quaderni non me le ricordo (a parte uno che aveva una foto di una giapponese in kimono con l’ombrellino sotto la pioggia, in una foresta scura, che mi piaceva cosí tanto che non lo volevo usare).
    Ho avuto l’album delle figurine di Holly Obbie, lo faceva una mia amica e lo avevo fatto anch’io. Uno dei pochi album “da femmine”, che ero fissata su quelli degli animali e le esplorazioni, e quello di Sandokan…
    Avevamo i calamai nei banchi, oppure solo il buco residuo, quando c’era il calamaio, vuoto, ci si potevano ancora insozzare le ditine andando a ravanare nell’inchiostro secco, ehem, che sapeva un odore caratteristico che adesso só essere fenolo. Quando lo uso in laboratorio mi rispedisce di botta a scuola ;-)
    Abbiamo avuto i grembiulini, neri uso scarafaggino, solo i primi due anni…il primo e l’ultimo giorno di scuola pure col fioccone.
    Io avevo gli occhiali, e le treccine o la coda di cavallo, e per un paio di anni fui la piú alta della classe (escludendo il ripetente), poi mi hanno ripreso e superato quasi tutti e sono rimasta a quota semipuffica.
    Odiavo cordialmente le lezioni di educazione fisica, avendo gambe e braccia in crescita libera non sapevo bene cosa farne, e sono abbastanza scoordinata anche adesso, dio che orrore i “giochi della gioventú” in seconda elementare, col percorso atletico in cui feci ridere mezzo paese per la mia imbranatezza totale e generale, e mia nonna che rideva alle lacrime e spesso (anni dopo!) si rammaricava “di non aver avuto una telecamera per filmarmi, che era una comica tale!”. No comment.
    Avevo, e ho tutt’ora, una grafia orrenda, é cambiata un paio di volte ma é rimasta brutta, spigolosa, arrabbiata e difficile da leggere, anche per me. Credo sia parte della mancanza di coordinazione che un po’ mi affligge. Scrivere era una fatica fisica: le idee le avevo, la grammatica e l’ortografia pure, ma metterle sulla pagina in modo leggibile un lavoraccio unico.

  24. Silvia ha detto:

    Me la ricordo… ora che ho visto la foto, non ci pensavo mica più! Ah le elementari… mitiche…. non ricordo i quaderni che usavo però… ricordo piuttosto che per imparare a fare la C di oca per scritto ne ho consumate diverse pagine del mio primo quaderno a righe… non mi riusciva a farla tonda e bellina come quella della lavagna argh… le prime frustrazioni nella vita iniziano presto!

  25. Aldo ha detto:

    Lucia, Angelo e Alex, siete dei dilettanti: io ho fatto la prima elementare nel 66! Sarà per questo che non mi ricordo quasi niente?

  26. Aldo ha detto:

    .. vedete che non mi ricordo più niente: era nel 56, non nel 66 …

  27. stefafra ha detto:

    Io scrivevo con la stilografica (mia idea, mi faceva scrivere appena un pelino meglio, e mi piaceva in genere tutto il traffico con le cartucce da cambiare), e usavo il mitico, e quasi magico, “Mister Pirat” correttore, che aveva una punta bianca (credo con ammoniaca) e dall’altra parte una specie di pennarellino blú per scrivere sopra al “cancellato”, che non si poteva piú riscrivere con la stilo, l’inchiostro schiariva subito…..
    Ho fatto meno pastrocchi con la stilo che con le penne “cancellabili” gommose che apparvero quando ero a scuola, con quelle riuscivo a andare a casa con le mani completamente blú, ed é anche poco lavabile.

  28. Marcoghibellino ha detto:

    …63 ghghghg

  29. Lilith ha detto:

    Io nel ’64…e ci sarebbe da piangere…

  30. lucia ha detto:

    ma state boni!
    sapete cosa dice sempre la mia adorata vicina di casa che potrebbe essere quasi mia nonna?
    “non è mica colpa nostra se siamo nati prima!”
    :D

  31. Lilith ha detto:

    E’ vero e in effetti è meglio invecchiare che morire giovani…;-) però a chi dice che la “vecchiaia è bella” Ni darei una patta! Il corpo degenera e la mente si offusca piano piano mentre i sentimenti sono gli stessi di quando eri un bambino. E poi passa tutto in un lampo. Ieri avevo 16 anni, cosa è successo? Come ho potuto arrivare ad oggi in così breve tempo senza nemmeno accorgermene? Quando prendi coscienza della vita, ti accorgi che l’hai già persa…

  32. Donna allo specchio ha detto:

    Io ho iniziato la prima elementare come Alex nel 75. E mi ricordo il giardino della scuola (poi è stato aquistto da quei bastardi dell’opus dei), un bel parco, con una grotta dove tutte le classi facevano le foto. E mi ricordo che la maestra in autunno ci portava nel parco per osservare le foglie e descriverle, e mi ricordo le compagne tra cui la mia migliore amica, Barbara. Peccato che ci siamo perse di vista quando lei ha avuto una bambina. Per me è stato uno shock, come se una parte dell’infanzia mi fosse stata rubata. Se ci mettiamo poi che ha avuto una figlia in un momento in cui io stavo prendendo consapevolezza che non ne avro mai…, non ho avuto il coraggio di chiamarla e congratularmi. E adesso che la bimba ha 4 anni non ho più il coraggio di chiamarla…

  33. Donna allo specchio ha detto:

    P.S. Io avevo solo e rigorosamente quaderni Holly hobbie (o l’amore è, ma les bonnes soeurs della scuola non le amavano) e scrivevo con la penna stilo turchese

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