manderei i carroarmati

tricolore

in un post di qualche tempo fa raccontavo quanto ci tocca diventare “conservatori” di questi tempi.

non si tratta solo di questo ormai, ormai si devono difendere valori che sinceramente io non avevo mai sentito prima la necessità di difendere.

prendiamo il tricolore.

al di là delle mie ben note passioni calcistiche, per le quali sbandierare il tricolore alla finale dei mondiali mi pare divertente assai, non è che mi fossi mai appassionata troppo.

ho sempre trovato l’inno italiano un po’ pomposo e inutilmente pieno di retorica, e mi sono sempre divertita a cambiare l’ultima frase.

l’italia chiaVò!

non ho mai avuto nessunissima passione per i sacri confini, me ne sono sempre sbattuta altamente della retorica patriottica, che consideravo un residuo del fascismo, più che una conseguenza del risorgimento.

ricordo che iniziò il buon Ciampi a definire la Resistenza “la continuazione del Risorgimento” e io allora iniziai a pensarci.

a (ri)pensare a garibaldi, mazzini e a tutti quei brigatisti lì, come direbbe umberto bossi.

ora mi ritrovo in un paese nel quale, i leghisti, quando alla regione lombardia suonano l’inno d’italia escono dall’aula.

e in fin dei conti avrei voglia di pensare: “ma sì, che vada tutto affanculo, che mi importa in fondo a me? ho combattuto anni contro il perbenismo finto patriottico, se adesso si sfascia tutto non è meglio? in fin dei conti è solo l’accelerazione finale di una società e di un paese destinato allo sfascio totale, perchè darsi pensiero? i leghisti che lasciano l’aula del consiglio regionale della lombardia sono votati dalla stessa classe sociale che ha votato diccì prima e fini poi, fascisti dentro, da sempre, fascisti nel senso di violenti, arroganti, egoisti piccoli bottegai di provincia. che vadano in culo loro e la regione lombardia, che vada in culo tutto”.

e invece non ce la faccio. non lo so se credo ancora a qualcosa di positivo per questo paese, o forse, come dice Lee “se c’è un po’ di verità c’è speranza, e chi l’ha fatta brillare ha fatto abbastanza”.

e invece ho preso una bandiera, tricolore, e domani l’attacco fuori casa, accanto a quella della pace, e ci resteranno tutto il fine settimana.

e invece vorrei chiedere ai leghisti che fanno queste stupidissime sceneggiate chi paga loro lo stipendio di consiglieri regionali, di ministri, di parlamentari, se non il popolo italiano.

popolo che si merita quel che vota.

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0 risposte a manderei i carroarmati

  1. paleomichi ha detto:

    ci avevo pensato anche io, devo solo trovare una bandiera (non ce l’ho)

  2. Anna ha detto:

    La faccenda della bandiera ieri sera è entrata nella riunione condominiale, condominio dal cuore “rosso” dove alla fine dell’assemblee si cena insieme e si discute dipolitica :-D. Ci siamo divisi equamente tra chi la metterà, chi no perchè sventola sulla testa di tante teste…di rapa :-) ma io questa volta esibirò l’orgoglio di nazione e ho creato un bellissimo grande fiocco di tulle tricolore e da mercoledi notte (sperando che non piova) colorerà il mio balconcino. Alla faccia di tutti sti’…

  3. gipo ha detto:

    sottoscrivo in pieno.
    a parte l’ultima riga.
    Ci meritiamo di più, comunque..

  4. marcoghibellino ha detto:

    prima o poi il morto ci scappa e allora perdiamo tutti

  5. Zio Frank... ha detto:

    Lasciamoli a marcire in Padania…

  6. Lilith ha detto:

    Quel poco che so, lo devo senz’altro, oltre all’educazione che mi hanno dato i miei genitori, alla mia maestra. Se scrivo in un italiano abbastanza corretto, se amo la lettura, se conosco nozioni sufficienti di aritmetica, grammatica, storia e geografia lo devo a lei. Era molto devota e religiosa, di area sicuramente democristiana, ma con una mente aperta e viva. Con lei ho imparato ad amare la nostra bandiera, la Patria ma anche la Resistenza e i partigiani. Ci faceva cantare l’inno di Mameli e “O bella ciao”. Bisognerebbe suggerire a quel Ventus (che ha scritto nel post sbagliato), che si può essere di sinistra e rispettare sia la bandiera che l’Unità d’Italia…Anzi, sono proprio quelli al governo, chiaramente di destra che hanno affermato cosa ci farebbero con il tricolore! >..<

  7. zundapp ha detto:

    io, tu e direi il 99% di chi legge e scrive qui sopra non ci meritiamo questo letamaio

  8. crash ha detto:

    E’ un peccato ! è un peccato che l’italiano non colga questa stupenda occasione per manifestare un sentimento di unità, di condivisione, di rispetto per chi ci ha preceduto e ha perso anche la propria vita per l’unità di una nazione che si chiama Italia. Se andiamo all’estero si può osservare che esiste in ogni nazione un amore per la propria terra profondo, apprezzato da tanti. Mi piacerebbe – e qui mi allargo, scusatemi – che tanta gente tornasse a votare quando ci sarà da votare, esercitando un semplice diritto, per poter alla fine vivere un pò meglio. Osservo che tanta gente è “assente” che non gli interessa esporre un tricolore, meglio non apparire, meglio farsi gli affari propri, lasciamo ad altri….e magari all’ultimo dell’anno “è d’obbligo” mettersi gli slip rossi perchè porta bene !!!

  9. marcoghibellino ha detto:

    d’altro canto…a parte lega silvio e ciarpame vario, c’è davvero di che essere fieri di questa Italia?

    giudicate voi
    http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2011/03_marzo/16/giappone_protesta_contro_alitalia_tariffe_care_per_chi_rientra,28767274.html

  10. Adblues ha detto:

    Io direi che è stato proprio il fascismo ad avvelenarci. A farci credere che avere affetto ed orgoglio per la propria terra, la propria bandiera voleva dire essere fascisti. Che a commuoversi sulle note del Canto degli Italiani fosse roba da nostalgici della camicia nera.

    Ed invece no!

    Dobbiamo affrancarci da questi retaggi.
    Dobbiamo riprenderci l’orgoglio di sentirci Italiani senza voler esser né retorici né fascisti.

    “uniti nella diversità” il motto dell’Europa deve essere la nostra stella polare.
    Europeisti ed Italiani, per portare quanto di meglio l’Italia offre ed unirlo insieme al meglio portato dagli altri paesi.

    Ed è per questo (ed anche perché l’Italia sabato scorso ha battuto la spocchiosissima nazionale Francese di rugby ;-) ) che sono qui in Francia con il mio bravo nastrino tricolore sul giaccone.

    —Alex

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