Dresden, notte di san valentino 1945

a Dresda, nella grande piazza di Altmarkt, c’è una scritta che dice così:

“il terrore che la Germania ha portato nel mondo, quella notte entrò nelle nostre case”.

quella notte, a Dresda, morirono un numero di persone stimato fra le 35.000 e le 135.000. non si sa di preciso, perchè il fosforo brucia i corpi, e non li fa trovare per la macabra conta dei morti.

lo stesso fosforo che i nazisti usarono per bombardare Coventry, cinque anni prima.

lo stesso fosforo che gli americani hanno usato per bombardare Falluja sei anni fa, per esportare la democrazia.

la Bionda mi ha scritto che stanotte è a fare la catena umana in città.

per ricordare e per fermare i neonazisti, bloccati, come ogni anno, dalla società civile. che ancora si può definire tale.

in Germania la storia non si cambia, non si rilegge, non si prende e si manipola perchè torna bene a un presidente del consiglio o a qualche suo sgherro.

prendiamo un esempio tragico della storia contemporanea: le foibe.

tutti noi italiani siamo concordi nel considerare le foibe una storia tremenda e tragica, nella quale hanno perso la vita migliaia di connazionali.

quanti italiani sanno quello che è successo PRIMA?

eppure basta andare su wikipedia (ovviamente nella pagina in inglese… nella nota 27) per trovare scritto:

la necessità di inserire gli episodi del 1943 e del 1945 all’interno di una più lunga storia di sopraffazioni e di violenze, iniziata con il fascismo e con la sua politica di oppressione della minoranza slovena e croata proseguita con l’aggressione italiana alla Jugoslavia e culminata con gli orrori della repressione nazifascista contro il movimento partigiano”.

Raoul Pupo, Le foibe giuliane 1943-45

siamo sempre bravi a portare le corone d’alloro ai morti, un po’ meno bravi a cercare di capire le dinamiche della storia e le responsabilità degli italiani.

che, forse, dovrebbero farsi un bel giro a Altmarkt a leggere di nuovo:

“il terrore che la Germania ha portato nel mondo è rientrato quella notte nelle nostre case”.

Cari amici di Dresda, io stanotte sono con voi. Sulla piazza, con la neve e le candele. Non dimenticate, non dimenticate mai.

ps: dall’Italia vi porto una piccola buona notizia. I giornali dicono che oggi  eravamo un milione di persone a manifestare perchè il nostro paese potesse finalmente ritornare alla democrazia. Chissà che anche da noi qualcosa cambi, chissà se un giorno anche noi potremo diventare un paese libero dalla televisione, dal suo violento lavaggio del cervello e dei cuori.

un grande bacio dall’Italia.

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0 risposte a Dresden, notte di san valentino 1945

  1. ADBlues ha detto:

    Fatica sprecata; gli Italiani non hanno memoria.

    Non solo, come scrivevo in qualche commento un po’ di tempo fa, noi siamo sempre superficiali.
    Di tutti gli eventi consideriamo solo la crosticina senza andare a vedere cosa ci sta sotto; troppa fatica.

    —Alex

  2. lucia2 ha detto:

    Io ieri pomeriggio ero ad Altmarkt platz e dopo alla Hauptbahnhof…..

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