quattordicenni stregati dall’alcool

i quattordicenni hanno un problema in più.

pare che inizino presto a bere e che questo li porti sulla strada dell’alcoolismo.

in effetti.

quando ero quattordicenne anche io avevo un problema: era quello di essere quattordicenne.

in prima superiore sbagliai la fermata dell’autobus il primo giorno di scuola e arrivai trafelata nel cortile per scoprire che ero decisamente nei guai.

avevo uno zaino di snoopy, bellissimo, color jeans, comprato due mesi prima.

tutti avevano uno zaino invicta.

avevo una felpa comprata dalla merceria di paese, rosa, con disegnato sopra marylin monroe, una gonna di jeans al ginocchio e dei mocassini marroncini.

tutti, TUTTI, avevano i jeans, le mephisto, la felpa della best company o della think pink.

io avevo un paio di occhiali rotondi, come una grande, saggia civetta e un caschetto di capelli lisci con la frangetta.

io venivo dalla campagna, ma non vivevo in una villa con la siepe intorno.

io avevo nell’astuccio una penna stilografica comprata in francia della quale andavo molto orgogliosa e la super pirat per cancellarla.

le mie compagne di classe avevano la penna della naj oleari, l’astuccio della najoleari, e il fidanzato della naj oleari.

io avevo quattordici anni e se mi avessero dato un grappino prima della fine della ricreazione l’avrei bevuto decisamente volentieri.

a  parte gli scherzi.

davvero pensiamo che sia l’alcool il problema dei nostri adolescenti?

non stiamo forse guardando il dito al posto della luna?

ci sono ragazzini che al posto del motorino hanno quelle macchinine finte, comprate da babbo e mamma che sennò, poverino, si bagna.

ci sono ragazzine che hanno un cellulare a quattordici anni che neanche un ingegnere della NASA ce l’ha uguale e ci sono trasmissioni televisive che le fanno vestire da piccole troie le bambine e da piccoli papponi i maschi.

ci sono ragazzine che sperano di avere presto 17 anni e mezzo per andare a arcore e da lì in televisione o in parlamento, tanto è uguale.

il problema dei quattordicenni in italia è che questo paese non è un paese per giovani, figuriamoci per giovanissimi.

dovete crescere, in fretta possibilmente, consumare, spendere, rimbambirti di quello che vuoi: alcool, droga o televisione.

basta che non rompi i coglioni.

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0 risposte a quattordicenni stregati dall’alcool

  1. Silvia ha detto:

    Io non ho ricordo di come fossi vestita il primo giorno di scuola, ma considerando che ero “gestita” dai nonni non ero molto griffata di certo! (infatti non sapevo come si scrive naj oleari… ps:non abbiamo preso in considerazione la variabile con il trait d’union naj-oleari…). Avevo sì uno zaino invicta, che però non ho mai cambiato ed è tutt’ora (!!) in uso all’occorrenza, è indistruttibile e ci sono affezionata come fosse un diadema. Oggi i ragazzi non sono più ragazzi a 14 anni… mi spaventa pensare che io giocavo a barbie e ora vedo ragazzine di 14 anni che sono invece tutte “attopate” e che le barbie non se le ricordano nemmeno più secondo me… tutto va più (troppo) veloce. La TV e il bombardamento di prototipi che ci arriva ogni giorno è inquietante, troppe cose, temo, si perdono per la via e si è già uomini/donne materialmente (abiti, vuote ambizioni, cellulari esagerati), senza però la testa per esserlo davvero…

  2. formichina ha detto:

    Tutt’al più l’alcool è una conseguenza di tutto il resto: di un grande vuoto che si portano dentro, della fragilità da mascherare in un involucro dorato e luccicante, della disattenzione (o meglio strafottenza) degli adulti.
    Della mia adolescenza mi ricordo che mi sentivo una cozza (e probabilmente lo ero), che in quegli anni ho stretto amicizia coi libri e che non avevo nessuna fretta di crescere, solo la voglia di essere lasciata in pace. I ragazzini di oggi invece non possono avere voglia di essere lasciati in pace, altrimenti sono fuori dal gioco del “tutto in vetrina”, secondo me.
    Ah, tutta la mia approvazione per lo zaino di Snoopy: spero tu ce l’abbia ancora!! Un bacione :)

  3. ADBlues ha detto:

    In nessun aspetto della vita sociale o politica italiana si ricerca la causa primaria di un evento, vuoi che questo faccia eccezione?

    Siamo la società della superficialità e dell’ovvio. Pensare e studiare il PERCHE’ delle cose è uno spreco di tempo.

    —Alex

  4. cugifà ha detto:

    i 14 anni sono un dramma non sai chi sei e provi a cercare di essere qualcuno seguendo le mode, poi se sei senza quattrini ti devi arrabattare e seguire le mode da poveraccio con dei surrogati, pure io ci ho provato, non ho mai fatto o indossato cose che non mi piacessero per moda ma con un mio gusto seguivo la moda (da squattrinato e quindi con surrogati), il sentirsi non accettato e non gradito comunque non era solo per quelli che erano fuori moda, io sono capitato in un gruppo di persone che non seguiva mode ascoltava musica diversa dalla mia (molto diversa) si vestiva diversamente e pensava diversamente, io seguivo la moda loro no e per questo ero deriso e per nulla accettato, pensa io da credente credevo che la cristiana umanità dovesse far accettare tutti per quello che erano, non per quello che mettevano addosso o ascoltavano loro no se non eri come loro non ti accettavano eppure erano dell’azione cattolica! Jeans, clark, maglione scrauso non di marca, e ascoltavano Guccini, LORO, pantaloni colorati, maglie simil marca e di moda bomber scarpe con la punta di ferro e bombate come di moda all’epoca, ascoltavo musica rock o disco, IO.

  5. cugifà ha detto:

    riguardano quanto ho scritto i 14 anni mi fanno ancora male: c….o!

  6. Umb ha detto:

    Cara Lucia, questo e’ un argomento troppo complesso da trattare e sintetizzare in parole. Specie per chi non e’ bravo come te ad usarle. Provo in qualche modo a dire la mia. Credo di poter dire che siamo della stessa generazione e la differenza tra allora ed oggi e’ abissale. Di sicuro prima in famiglia si lavorava in due per avere un tenore di vita superiore alla media. Oggi spesso si lavora in due per sopravvivere. Ovviamente i ragazzi sono lasciati allo sbando e i modelli che hanno a disposizione non sono di certo educativi. Io mi sentivo seguito in famiglia e quando capitava di fare qualche sciocchezza dettata dall’eta’ o incoscienza venivo richiamato all’ordine (ovviamente quando queste andavano in contrasto ai principi e valori che i miei genitori cercavano di trasferire). Forse oggi si arriva a scoprire grosse malefatte quando ormai e’ troppo tardi. Di sicuro i ragazzi, ieri come oggi, certe cose le fanno per denunciare un disagio. Io e mia moglie stiamo cercando di trasferire ai nostri figli gli stessi principi e valori con i quali siamo cresciuti (ovviamente in chiave moderna) ma ti garantisco che e’ davvero difficile perche’ ovviamente i ragazzini si confrontano e quello che ai miei tempi era un’eccezione oggi e’ la regola.
    Non so se sono stato chiaro e spero di non essere frainteso.
    Umb

  7. Franci ha detto:

    hai ragione, io passo tutte le mattine davanti ad un liceo, dove impreco contro genitori con mega SUV che si fermano nel mezzo di strada per far scendere adolescenti superfighe con l’occhiale da sole gigantesco anche se sono le 8 di mattina e c’è la nebbia.
    Ma io (che pure ho sempre vissuto in città) ho smesso di farmi accompagnare a scuola a 12 anni!! ed ero così orgogliosa di “andare a piedi da sola”.
    Ma nemmeno i miei si sono MAI sognati di accompagnarmi, ora semnra che questi adolescenti siano pronti a tutto, ma non sappiano prendere un autobus da soli.

  8. stefafra ha detto:

    Io cominciai a bere birra regolarmente a 11/12 anni, e non di nascosto, ci ero cresciuta in mezzo lavorando mio padre nel ristorante annesso a una grande birreria. Un bicchiere di vino a tavola poi non te lo negava nessuno..
    Smisi poi quando mi trasferii dal Veneto di montagna a Modena, dove se ordinavi una birra, pur se assieme al papá, ti guardavano stranissimo….

    Ho ripreso le frequentazioni enologiche (e cervogiologiche??) qualche anno dopo, anche se con trepidazione che la mia mamma col trasloco e annessa crisi esistenzial/sentimentali aveva deciso di trovare sollievo nell’alcool, e ho sempre paura di cascarci pure io. Diciamo che quando io avevo 13 anni la mia mamma aveva le crisi adolescenziali lei.

    Quindi bevo moderatamente solo in compagnia e solo se sono di buon umore, mai da sola o quando sono depressa.

    Io sono stata adolescente solo per un paio di anni, col trasloco e la mamma in crisi dovetti crescere di colpo, persi tutti i miei amici delle elementari e primi due anni di medie e, come dire, smisi di giorcare di colpo il giorno del trasloco. Mi sentivo adulta, responsabile e pronta a tutto per salvare e aiutare la mia famiglia, anche se non lo ero di certo.

    I compagni di classe griffati e paninari (ricordate? con le Timberland e il giaccone MonClair) li ho avuti eccome, e mi hanno preso in giro a manetta per tutte le superiori, visto che ero abbastanza secchiona e socialmente, come dire, imbranata/non me ne fregava niente/non li capivo, e non avevamo soldi a casa per motorini e vestiti alla moda.
    Una nerd un po’ sfigata, saltavo all’occhio pure in una classe di nerds (scuola per ragionieri programmatori).
    Ho ripreso contatti su FB e una mia ex-compagna e mi ha scritto “Mitica F., non si capiva mai da che epoca arrivavi”, forse doveva scrivere “da che pianeta”.

  9. biba ha detto:

    I miei quattordici anni sono troppo lontani e appartengono a un altro pianeta, ma ricordo bene quelli di mio figlio, più o meno vostro coetaneo (è per questo che capisco tutti i riferimenti a Goldrake e Mazinga Zeta!) e frequentante il liceo più fighetto della città. Felpe Best Company comprese. Per fortuna all’interno di una classe terribile fece amicizia con un ragazzino come lui (sono ancora amici, benché si sia trasferito “in continente”) e si creò un piccolo giro di pensatori/musicisti diversi dagli altri. Ma erano altri tempi, irrimediabilmente! Ora è il turno dei figli di quei fighetti, o giù di lì, allevati al culto dell’apparenza e basta. Sono naturalmente fragilissimi e mi spaventa pensare a una futura società composta in maggioranza da persone così, abituate a credere che il mondo giri tutto intorno a loro…

  10. Roberta ha detto:

    A 14 anni ricordo che mi fu regalata la cartella di naj oleari dopo mesi e mesi di suppliche da parte mia. Non avevo le timberland, non avevo il piumino moncler, non avevo nulla delle cose che volevo (a parte la mia amatissima cartella colore rosa yogurt e con i coniglietti sopra).
    Avevo il mio stile, volevo quello di tutti i miei coetanei e mi sentivo “diversa”.
    Vivendo negli USA, con persone intorno a me di cui ho ti ho parlato, ho sempre visto il mio bere alcol da piccola (il goccino che i miei mi facevano assaggiare) come un mondo completamente diverso. Era il “sentirsi grandi”, l’apprezzare il sapore di un vino, o una birra. Leggere dei quattordicenni di oggi che bevono “tanto per” a me mette addosso molta tristezza. Non voglio fare discorsi da vecchia dicendo “si stava meglio prima”, ma non posso fare a meno di pensare che stavo bene allora, anche se avevo poco o niente. Almeno avevo la fantasia.

  11. Bianca-Hamburg ha detto:

    Se tu avessi avuto 14 anni a Napoli il problema sarebbe stato facilmente risolto: invicta e naj oleari falsi da bancarella per la buona pace del portafoglio di mamma e compagni di scuola :-)
    Nonostante firmatissima (e falsissima) dalle converse al Winchester ero una cozza lo stesso e non mi si filava nessuno :-(

  12. crash ha detto:

    …oggigiorno va di “moda”….delegare: l’educazione, l’insegnamento, le compagnie, la programmazione futura….è un verbo che non si pronuncia, non si dice, azzooo….però si pensa: quanto bene fa delegare: ai nonni, alle badanti, alle baby sitter, perfino i baby dogs esistono, alla televisione,……..poi però non lamentiamoci se i risultati sono questi: persone senza carattere, che si sostengono a vicenda, giornate vuote riscaldate solo da momenti e da gesti effimeri, superficiali. Provate a reguardire uno solo di questi….darli un calcio nel culo, vedrete come la mamma o il papà si erge a difensore, esce allo scoperto da un’assenza di educazione e di esempio a dir poco sconcertante.

  13. Lilith ha detto:

    Ho vissuto la mia adolescenza in un periodo particolare, tremendo e stupendo nello stesso tempo: gli anni 70. Contestazioni, ideali, speranze, lotte in ogni campo…nel sesso, nella politica, nella moda. A 14 anni feci la mia prima intervista per le strade di Livorno:”fareste sposare vostro/a figlio/a a un nero/a?”. E la gente che mi guardava stupita nemmeno fossi un UFO. Ricordo un vecchio (magari aveva la mia età di adesso!) che disse:”E queste sarebbero le ragazze di oggi??Non hanno di meglio da fare??” Non avevo un cellulare, abiti alla moda, nemmeno un motorino…Ma una famiglia stupenda: una mamma indimenticabile, così colta e intelligente e affettuosa ed empatica, un babbo geniale e “inventore”, che se fosse ancora vivo sarebbe un hacker informatico di sicuro! E i miei fratelli esuberanti e sbaciucchioni, e il mio cane Pilù che è ancora presente come sfondo sul mio pc…
    Però bevevo il Vov, il ponce e il vino a tavola! Hic!

  14. crash ha detto:

    …e se mi permetti, Lilith, “a naso” ho l’impressione che sei anche un’ottima cuoca…grazie, immagino, alla passione e all’insegnamento ricevuto. Mitici anni 70 e – soprattutto – 80…..dove avere ancora la tv in bianco e nero non era strano, non era “essere diversi”. Il problema oggi dei quattordicenni (o 13 enni o 15 enni), secodo il mio modestissimo parere, sta nel fatto che i genitori “rovesciano”, “scaricano” la responsabilità educativa ad altri, se ne lavano le mani, vuoi per il lavoro che per altro (non avere rotture di balle, anche). Io non colpevolizzerei i ragazzini. E non tutti, per fortuna, sono così.

  15. giovanni62 ha detto:

    consumismo ….. il Dio moderno da adorare…..

  16. Lilith ha detto:

    “A naso” Crash? Si sente il puzzo del soffritto fino lì?? @__@ ;-)

  17. marco ha detto:

    parole sante (il post).

  18. crash ha detto:

    lilith..adoro l’odore del soffritto. E non solo.

  19. crash ha detto:

    …e non solo…maremma majala…..sono bloccato su un ES da due ore, ho mangiato solo un paio di biscotti alle 6, non devo pensare…..

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