giappone: ortopedia

non riesco a smettere di guardare i ragazzi giapponesi camminare.

non so se per vezzo, per moda o per cultura: la maggior parte di loro cammina con le punte dei piedi rivolte verso l’interno, soprattutto le ragazze.

le ragazze, inoltre, si lanciano in tacchi arditissimi, sui quali camminano allo stesso modo che se fossero in ciabatte.

già vedere ciabattare qualcuno in ciabatte non è bello, veder ciabattare una donna sui tacchi a spillo fa impressione.

se poi devono correre, anche in quel caso non alzano i piedi da terra, solo li trascinano più velocemente.

ho provato a darmi una spiegazione da sola, anche se non so se sia quella corretta, guardando le donne vestite col kimono.

col kimono le donne portano dei sandali infradito abbastanza alti (tipo zeppe) e fatti un pochino a “dondolo”:  secondo me la combinazione fra quei sandali e la gonna molto stretta, portata per generazioni, ha portato all’andatura che io osservo in metropolitana anche su ragazze giovani, che si cimentano non su  come annodarsi l’obi, ma su come abbinare hotpants e tacchi a spillo.

ho anche provato a guardare se ci fossero in giro ragazze o grasse o “robuste” e da quando sono in giappone ne ho viste solo due ieri, tutte le altre, uomini compresi, sono, oltre che piuttosto bassi, assai esili e direi gracili.

mi sono sentita una texana cicciona e ingombrante…

passeggiando nei quartieri storici giapponesi, dove si possono vedere le case e sbirciare dentro, ho anche capito che non potrei mai vivere qui, sbatterei in continuazione ovunque, per me sono troppo piccole le sedie e i tavolini dei ristoranti di udon, devo abbassare la testa quando ci entro, guardo i terrazzini con i panni stesi ad asciugare e mi danno l’impressione che non riuscirei a entrarci.

forse quella strana sono io…

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0 risposte a giappone: ortopedia

  1. patrizia ha detto:

    anche io ho notato che camminano con le punte rivolte all’indietro! :D
    penso che la tua spiegazione sia corretta, osservando le donne in kimono si riconosce la stessa andatura.
    Riguardo alle dimensioni, io invece penso che mi adatterei benissimo in Giappone, ma forse perché, da buona sarda, sono di dimensioni contenute, assimilabili a quelle nipponiche :)
    non vedo l’ora di vedere il tuo reportage fotografico!

  2. stefafra ha detto:

    Kawaai, ovvero cercare di sembrare carine comportandosi come bimbe. La camminata stile “mi scappa la pipí” pare essere carina..
    Come pure vestirsi da bambolina, magari sexi ma bambolina.

    PS:Se tutto va bene io e il moroso dovremmo andara a un congresso in Giappone…
    Il nostro eroe é molto preoccupato perché superando i due metri di altezza ha paura di non entrare praticamente da nessuna parte, fatti salvo un paio di hotels per americani.
    Ma visto che lui ad abbassare la testa per non inzuccare nelle porte ci é abituato comunque forse gli fará meno effetto che agli alti “normali”.

  3. stefafra ha detto:

    Patrizia, se camminano con le punte all’indietro ci vuole l’esorcista :wink:

  4. stefafra ha detto:

    Kawaii, intendevo, mi si sono intrecciati i diti!

  5. 4ngel0 ha detto:

    ma te non sei mica texana…

  6. ADBlues ha detto:

    Allora mi sa che devo proprio visitare il Giappone…
    Dev’essere il paradiso della street photography!

    —Alex

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