come tutti gli altri

borghezio, bossi, calderoli e tutte quelle altre bestie lì possono dormire sonni tranquilli.

dall’alto del mio osservatorio privilegiato sull’emigrazione, il 6B, posso riportare i seguenti dati:

1) i ragazzi neri e i ragazzi bianchi sono assolutamente scemi uguali. parlano fiorentino esattamente come il trippaio di piazza della repubblica, che abbiano le labbra grandi e la pelle scura o che siano pallidi e piccoletti.

2) le ragazze nere e quelle bianche… idem. ce ne sono di secchione, di impreparate, di intelligenti e di sceme esattamente nella stessa identica proporzione delle loro coetanee.

in una cosa sola sono largamente avvantaggiati, e l’ho potuto constatare stamattina.

piccolo passo indietro:

ho fatto un liceo scEntifico sperimentale linguistico, eravamo 1200 studenti e in tutta la scuola c’era una ragazza, la cui mamma era olandese e il babbo americano.

e anche un ragazzo, di babbo italiano e mamma americana.

e due mie amiche, mamma di parigi e babbo lucchese.

quattro persone in tutto su 1200.

erano viste come esotiche, fortunate persone che si trovavano in dote un sacco di lingue straniere a costo zero. adesso so che il costo non è vero che è zero, è un costo che prende in considerazione i nonni lontani, a volte i genitori, il trovarsi sballottati da un paese all’altro, il viaggiare costantemente fra la propria cameretta di lucca e la propria cameretta di amsterdam.

ma avevano nel viso una luce diversa dalla nostra, avevano l’aria aperta, di chi lascia sventolare le tende di casa lasciando le finestre spalancate, di chi ha visto qualcosa fuori dalle mura, di chi non è stato sempre qui, di chi è stato anche altrove e che sa che esiste tutto un mondo fuori da scuola.

avevano una marcia in più.

e sul 6B stamani, si ripassava inglese.

due ragazzine avevano mandato a memoria alcune pagine del libro, le ripetevano alle compagne, fermandosi ogni volta che mancava loro una parola.

una ragazza, verosimilmente compagna di classe, le ascoltava sorridendo.

treccine afro, pelle color cioccolata, occhiali da miope, mollette nei capelli.

“eh, ridi bene tu, che lo parli già l’inglese!”

un’ è mi’a colpa mia se i miei genitori sono nigeriani!

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4 risposte a come tutti gli altri

  1. crash ha detto:

    ….bel post ! ….un piccolo esempio che dimostra chi usa il “grandangolo” e chi no.

  2. Simona ha detto:

    bellissima riflessione!! ed è proprio vero..andrebbero invidiate (in senso positivo!) persone bilingue dalla nascita, ed ammirate, invece che ridicolizzate perché “diverse”, ma pare che gli adolescenti del 6B siano mooolto mooolto più maturi dei nostri politici e di molti loro elettori.
    l’unica speranza è che loro riescano a creare un mondo più cosmopolita e aperto di quello che c’è adesso..tra l’altro è uno dei motivi per cui adoro insegnare..

  3. 4ngel0 ha detto:

    Ehhhhh!

    Micha Worrai daWWero mettere li nglese dei NEGRI con quello parlato dai veri ammeregani!!

    Via..ora chiamo calderoli (sc. term.) e ti fo spiegà due cosine…

  4. jonuzza ha detto:

    dal che si dimostra come si insegna l’inglese nelle nostre scuole (cioò NON si insegna)

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