al mio angelo custode

angiolin bellin bellin

con quel capo ricciolin

con quegli occhi pien d’amore

io ti dono tutto il cuore

ma se te lo dono tutto tutto

non me ne resta punto punto!

questa era la preghierina all’angelo custode che mia nonna mi faceva dire prima di dormire, insieme a quell’altra che dice “che ti fui affidato dalla pietà celeste” e io pensavo che la pietà celeste fosse una concorrente della croce rossa.

anche qui ho un angelo custode: mi è venuto a prendere di notte all’aeroporto, mi prende la mattina e mi porta al lavoro e ieri dopo il lavoro mi ha portato al sultanato e a santa sofia.

non parla una parola d’inglese, è stato chiaro da quando gli ho detto: “thank you!” e lui mi ha risposto: “fine, thanks!” così adesso per ringraziarlo gli faccio grandi sorrisi e inchino la testa, speriamo capisca.

è gentilissimo, mentre mi rinfilavo le scarpe fuori dalla moschea del sultanato (dove sono stata colta dalla sindrome di stendhal, ma questo è un altro post) lui stava già cercando l’angolatura migliore per farmi fare una foto.

siamo riusciti in qualche modo anche a comunicare qualcosina…

davanti a una cartina della turchia in un negozio ha messo il dito su una città del mar nero:

“io!”

allora io sono andata fuori dalla cartina, in un angolo in alto a sinistra sul muro.

“io!”

e abbiamo riso.

l’unico altro dialogo più lungo di un gesto è stato quando in lontananza si è sentito il trillo del tram.

ha puntato il dito contro il mio zaino e mi ha detto:

“tilifuno!”

e io:

“no, tram!”

era felicissimo dei miei occhi sgranati e della bocca aperta dallo stupore, fiero di mostrarmi una città e mi chiedeva in continuazione “bello, vero?”

bello sì, accidenti. da togliere il respiro, anche sotto la pioggia battente di ieri. mi ha portato all’ippodromo romano, abbiamo fatto un pezzo di bazar, ho comprato musica turca, lui è stato zitto, ma poi in macchina ha messo una stazione di musica meravigliosa e mi ha detto in qualche modo:

“alaturka musik good! you musik no good! io CD you!”

poi abbiamo mangiato una pannocchia di granturco che uno in turchia se non mangia il granturco che ci va a fare?

(qualcuno mi sa dire come mai si chiama granturco, se viene dal messico?) e alla fine sono arrivata in albergo, dove ho cenato con un kebab ASSAI diverso da quelli a cui siamo abituati e con la pasticceria turca, per la quale sto sviluppando una vera e propria dipendenza.

oggi di nuovo lavoro e poi l’angelo si è incaricato di riportarmi in giro.

arriverà fra mezz’ora, ho il tempo di fare colazione con calma.

il mio angelo custode mi ha ripetuto mille volte il suo nome e contiene talmente tante schchch che ancora non so dirlo.

spero di riuscire a dirgli grazie in turco!

teşekkürler!

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16 risposte a al mio angelo custode

  1. biba ha detto:

    Ti invidio da morire, sappilo!!

  2. f.b. ha detto:

    si chiama granturco perché la parola inglese turkey (tacchino, animale che si ciba di tale prezioso alimento) somiglia molto alla parola italiano turco.
    ma se fossi in te proverei a chiamarlo formentone (anzi: formentòn) e vedere di nascosto l’effetto che fa.

  3. Marcoghibellino ha detto:

    Non sono le bellezze in se che riesci ad ammirare Lucy , che raccontate qui i danno emozioni, ma tu ed ilo tuo modo di porti verso il mondo e gli altri, che tu continui sempre così e che non sia mai delusa ^__^

  4. Gaja ha detto:

    Bello bello bello Luci!
    Mi sembra di respirare un po’ di Istanbul.. (e non ci sono mai stata, per cui, fai tu! :-) )
    Grazie di questi bellissimi racconti

  5. crash ha detto:

    …e del mare…cosa ci dici del mare a Istanbul….

  6. Simona ha detto:

    hai proprio ragione Marcoghibellino: mi hai tolto le parole di bocca!!
    continua così, Lucia, ad addomesticare chiunque tu incroci sulla tua strada: sei fantastica!
    un bacio!

  7. 4ngel0 ha detto:

    Macchome!

    Una Wera MENEIGER non fraternizza con gl’inferiori!

    Non si addice micha!

    Nonono…

  8. La perfezione stanca ha detto:

    Per Simona: hai reso davvero bene quello che fa Lucia in giro per il mondo, lo addomestica!! Un po’ come il Piccolo Principe con la volpe. Si, si, Luci, ti si adatta proprio l’immagine.
    Voglio andarci anch’io a Istanbul, uffa!!

  9. pensierini ha detto:

    Hai bevuto la spremuta di melograno che vendono agli angoli delle strade? E del tè, che ci dici? Buona vacanza/lavoro!

  10. cugifà ha detto:

    Nemmeno io sono stato a Istanbul ma leggendo queste righe un po’ si ha l’effetto di viverla, brava cugilù, non che mettessi in dubbio le tue doti di scrittrice o raccontastorie di Lucca e dal mondo ma questa in particolar modo ti è uscita bene.
    In particolar modo ti invidio il fatto di essere li con una persona con la quale il modo di dialogare te lo devi inventare, sai che mi piace, io non conosco bene le lingue come te ma trovare la maniera di parlare e vivere in un posto straniero è una sfida che mi ha sempre attizzato.
    Baci e goditi il mondo. (dovresti appendere in casa un planisfero e infilare delle bandierine in ogni luogo in cui sei stata)

  11. stefafra ha detto:

    Lucia, bel post!
    Il grano turco si chiama cosí perché al tempo della sua introduzione tutte le cose strane e straniere erano “cose turche”.
    Stesso motivo del nome inglese del tacchino.

  12. lucia ha detto:

    fico! un po’come i “Marocchini” che sono tutti i venditori ambulanti scuri di pelle…
    fra l’altro… è uno scandalo! a istanbul piove come dio la manda e non c’è neanche un marocchino a vendere ombrelli! ora chiamo calderoli…
    ho visto gli spremi melograni, fichi ma faceva troppo freddo e pioveva a dirotto, non mi è venuta voglia. ho bevuto il caffè con la sabbia dentro, era bbbbuonissimo, forse un po’ troppo dolce, e soprattutto… della sabbia ho fatto mente locale solo quando ce l’ho avuta in bocca!
    sono stata al gran bazar (che sarà oggetto di post) e è stato bellissimo. a parte il controllo antiterrorismo all’entrata che ti fa un solo effetto: metterti addosso il terrore.
    cugifà: il planisfero c’era a dresdina, ora devo solo scoprire da quale scatola tirarlo fuori! goditi HDC a cena stasera vai!
    e poi… tutti questi complimenti… gosh! ovvia! geeeeeeeeeeee.
    (ecco, sì, siccome, infatti, per cui via vado eh)

  13. f.b. ha detto:

    lucia! non parlare di marocchini!!!!! e, soprattutto, di marocchine!!!
    (sperando che nessuno avverta calderoli che il su’ capo telefona in questura per far rilasciare una extracomunitaria colta in flagranza di reato)

  14. lucia ha detto:

    già! dimenticavo che ora ci mancava solo il bunga bunga..
    si accettano scommesse su quanti secondi gli italiani ci metteranno a metabolizzare ANCHE questo…

  15. stefafra ha detto:

    Lucia, ma hai provato col tedesco, col tuo angelo custode?
    Non si sa mai….magari qualche parola la spiaccica.

  16. lucia ha detto:

    :) ci ho provato ieri mattina.
    “do you speak german?”
    “yes of course”
    “really?”
    “uhm… german???” (e col viso mi ha fatto capire che non sapeva cosa volesse dire “german”).
    comunque ieri abbiamo parlato un casino, io ho imparato a dire guzel e iyi (bello e buono) e çok iyi (molto buono) e un sacco di altre cose, e perfino:
    “ora beviamo un buon caffè turco!” quando gliel’ho detto si è commosso!
    (iyi kahve icelim!)

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