aggi’a imparà u dialett’ napuletane

in ufficio sono arrivate michela e maria, che ancora non hanno un soprannome blogghinico, sono aperti i suggerimenti.

sono entrambe campane (non nel senso che suonano, nel senso che vengono dalla campania) e messe in una stanza con una toscana come me e un friulano come mariozico rendono il tutto decisamente più divertente.

maria in particolare è diventata la mia insegnante di campano.

la lezione numero uno è stata decisamente basic:

“o gatt(e)’sta ncopp’ a’ tavol(e)”

(=the cat is on the table).

ma ho anche imparato cose complicate assai (tipo la costruzione della frase, non “assai complicate” ma “complicate assai”:

tipo:

“teng’ e man(e) ‘nzivate”

(ho le mani sporche, che si può dire anche “spuorch(e)”)

oppure:

“teng’mal ‘e’ mol(a)”

(ho mal di denti)

e anche un sacco di verbi che da intransitivi diventano transitivi, tipo:

“scendi il cane”

al che mariozico ci ha chiesto se la frase completa era “scendi il cane che lo piscio” e abbiamo riso per una settimana.

e poi consigli utili per la vita come:

“cammina sott’ sott’ o’ muro”

e avverbi come

“a ‘ntrasatt(e)” (all’improvviso)

come mariozico anche loro ignorano cosa sia un “lapis” e meno che mai un “appuntalapis”, ma lo chiamano “matita” e “temperamatite” che per me invece la matita è solo colorata e temperamatite mi fa ridere, mi sembrano le matite che se le bagni diventano tempere.

presto organizzeremo i giochi senza frontiere dell’unità d’italia.

arbitra garibaldi.

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36 risposte a aggi’a imparà u dialett’ napuletane

  1. pensierini ha detto:

    Bella ‘e mammeta, ‘sto poste è accussì divertente! me ce voleva proprio!
    P.S. Io sono emiliana… tempera la matita, vai!

  2. Lilith ha detto:

    Si, ma lapis è italiano!! Mica è in dialetto!! Dovrebbero conoscere comunque il significato…

  3. biba ha detto:

    Allora, io dico temperalapis, ma matita (rigorosamente 2B, bella morbida!)
    M&M sono due simpaticone, mi pare.

  4. elena ha detto:

    vita vissuta: “scendi la bimba mangiata che la gioco”. E non dico altro. Concordo con Lilith: comunque lapis è italiano e si dovrebbe capire! io dico matita e temperino

  5. Lilith ha detto:

    Lapis e matita sono sinonimi, anche se la matita può essere colorata mentre il lapis ha sempre la mina di grafite grigia più o meno scura. Almeno qui in oscana si intende così…
    Ganzo imparare e capire gli altri dialetti! Ricordo ancora la mia difficoltà a far capirei termini come “badalì” e “parabbiabài” a delle amiche milanesi…:-)

  6. Lilith ha detto:

    Ho perso la T…

  7. gipo ha detto:

    per forza non capiscono:
    si dice L’APIS…

  8. formichina ha detto:

    E jamm’ bell, Luci’!
    Di dove sono le tue colleghe? Non di Napoli Napoli, vero? ;)
    A proposito della transitività dei verbi: davanti a una pizzetteria in pieno centro, il cartello “Non SEDERE I BAMBINI sui bidoni”.

    Buon corso di napoletano, ce la puoi fare… Dicette o’ pappece ‘nfaccia a noce, damme o’ tiempo ca te spertos(e)! —> lesson namber tù, traduci jà ;)

  9. 4ngel0 ha detto:

    Weramente si dice lapisSE…

  10. Lilith ha detto:

    “Disse il verme alla noce dammi il tempo che arriverò dove dico io”

  11. Lilith ha detto:

    No Angelo…è ILLAPISSE!!

  12. Alienor ha detto:

    Oddio anche a Trento la diatriba lapis vs matita faceva ridere (e poi perché?) tutti i trentini. Gli ultimi giorni è venuto fuori l’appuntalapis e anche lì non si tenevano..giù a ridere a crepapelle!
    Una volta volevo quelle belle matite triangolari della Staedler credo, o Fabercastel, con l’impugnatura “ergo-soft” e tutte quelle cavolate lì, sono entrata in una cartoleria e ho chiesto: <> e quella mi ha mostrato un lapis.. 2 minuti di silenzio e poi <>.
    So che raccontata non fa tanto ridere, ma mi ci è voluto uno sforzo cognitivo notevole per capire come mai invece di una matita l’edicolaia trentina mi avesse mostrato un lapis!

  13. formichina ha detto:

    O’ pappece non è proprio il verme, ma quell’animaletto minuscolo tipo farfallina che si annida nel riso o nella farina… detto anche pappatace ma non garantisco se è italiano o meno! “Spertosare”: aprirsi un varco, scavare un buco.. il senso è quello, Lilith! :)

    Penso a Michela e Maria e al mio approdo a Pisa: passi per il lapis, ma l’appuntalapis nun se po’ senti’!!! da noi è il temperamatite o il temperino, anche.
    Lucia, fatti spiegare anche cos’è un “ruoto”… ;)

  14. Simona ha detto:

    confermo che LAPIS sia taliano, ma purtroppo al di fuori della ridente toscana non capiscono quando lo usiamo..(a Bordoghera a scuola i ragazzini sono rimasti perplessi quando ho usato la parola la prima volta, poi ho spiegato l’origine e tutto ed ho continuato ad usarla!) che volete siamo piu’ colti! ;) si fa per ruzzare!! non si offendano i non toscani, per favore! :)
    baciii!!

  15. Lilith ha detto:

    “appuntalapis
    [ap-pun-ta-là-pis]
    s.m. inv.
    non com. Arnese per fare la punta al lapis”

    Copia-incollato dal Dizionario Hoepli.it. ;-) Se po’ dì…

  16. Bianca-Hamburg ha detto:

    Azz, stiv’v scarz! :-)
    Bene ora che sei in compagnia di mie compaesane come minimo devi farti promettere a Natale un piatto di struffoli, roccoco’ e mustacciuoli e poi, a Pasqua, una bella pastiera.

  17. zundapp ha detto:

    capisco di più il tedesco. ed in tedesco non vado più in là di lotharmatthaus-andreasbrheme-jurgenklinsmann

  18. Gaja ha detto:

    Belli gli scambi linguistico-dialettici!!!
    Allora per la statistica in questione:
    Qui in Piemonte (che è nord ma anche sud, come dice yannick!!!) si dice matita e…temperino!! Però ecco, effettivamente se qualcuni mi dice “lapis” tendenzialmente lo capisco :-)
    Oh Luci, dovresti fare uno di quegli atlanti tematici, tipo quelli di focus!!

  19. Umb ha detto:

    Luci’ fatti fai molta attenzione alla lezione sui termini rafforzativi e contraddittori ;)
    es. di frase contradditoria:
    bimbo che gioca in cortile, la madre gli intima: iesc(e) ‘dint(o) {la ‘i in napoletano si pronuncia ‘j’ e la ‘D in napoletano si pronuncia ‘r’} (letteralmente esci dentro)
    il ragazzino rimane immobile e dubbioso sul dafarsi (devo restare fuori o rientrare in casa???)
    questa immobilita’ del ragazzino vine interpretata dalla madre come una disubbidienza che quindi esce e gli fa’ una maziata (lo rimprovera con pene corporali)

  20. laperfidanera ha detto:

    Se riesci a pronunciare correttamente la e finale (quella che metti tra parentesi, e in effetti quasi non si pronuncia) sei già a buon punto. Io sono abbastanza portata per i diversi suoni delle varie lingue, ma devo dire che questo suono un po’ mi resiste.
    @ Lilith
    “Badalì” cosa vuol dire? in spagnolo c’è “baladì” che vuol dire “di poca importanza”.

  21. lucia ha detto:

    vedo che questo post ha scatenato tutti! bello!
    allora…
    che cosa sia “il ruoto” me l’hanno già spiegato, e, con mia sorpresa si applica anche agli stampi quadrati, qualcuno sa dirmi come mai? e mi avevano già detto anche del verme e della noce… (micropippone di bEologia: ogni farfalla è stata prima un BRUCO, non un verme, ma insomma, è uguale!)
    :)
    zundapp: e karl heinz rumenigge??? :D
    per simona: prova a dir loro che cancelli la lavagna con la CIMOSA e guarda le facce. io l’ho appena detto a un collega di genova ed è rimasto parecchio perplesso!

  22. Marcoghibellino ha detto:

    formichina ^__^ pappatacio è italiano sono quelle zanzarine microscopiche che fanno dei bozzi enormi se ti pungono, ad Arezzo le farfalline e i vermini di pasta riso e farina si chiamno tonchi

    mamam questa pasta è tonchiata!! prendi l’altro pacco Marco
    ehehhe

  23. Megant ha detto:

    Da una campana di nascita e fiorentina d’adozione: bel post!!!
    Ti consiglio una cena al Finisterrae a Firenze (piazza Santa Croce: fanno una pizza con la ricotta nel bordo o la mitica sa(l)siccia e friarielli che è davvero buona! Perchè ricordati che le lezioni di napoletano NON POSSONO esimersi dalle lezioni di cucina tipica in quanto a Napoli la tavola fa cultura…W I FRIARIELLI!!!
    Cmq se mi posso permettere ‘nzivate è usato in particolar modo per “unto”.
    Ad arricchimento del tuo corso ti consiglio questo filmato http://www.youtube.com/watch?v=mX_6CJKAeEE è da scompisciarsi!!!

  24. stefafra ha detto:

    Usi locali: in un laboratorio a Torino, corso avanzato di biologia molecolare con gruppo di biologi assortiti da tutta Italia, istruttrice: “adesso prendete una pipetta da 25 ml e un porcellino”.
    Sguardo perplesso e trotesco da tutti noi “??”.
    “Ma si, un porcellino di gomma”.
    “??!!??”
    “Ma come li chiamate voi, le palle di gomma per pipettare, quelle rosse”
    E lí finalmente si accese la lampadina e tutti capimmo.
    Mai chiamate le cose con un nome preciso, credo solo “la palla” da noi, ma ho il sospetto che in ogni laboratorio usino un nome diverso.

  25. Umb ha detto:

    @lucia:
    Provo a dirti come mai viene usata la parola “ruoto” anche a stampi quadrati. Dipende dalla funzione. Per tutti gli stampi con spalla (o bordo)alta da contenimento viene usata la parola “ruoto” originariamente rotondo e fondamentale per fare ‘o casatiell(o) mentre per gli stampi a spalla bassa viene utilizzata la parola “tegli(a)” ad esempio per i roccoco’
    Umb

  26. Lilith ha detto:

    Laperfidanera, si è così! :-D “badalì”= non ci badare, è di poca importanza.
    Tanti termini labronici sono sefarditi, infatti!
    Ora però prova a tradurre “Parabbiabài”… ^___^

    Lucia, esiste anche “cimosa” in italiano:

    “cimosa
    [ci-mó-sa]
    nome femminile
    striscia di stoffa arrotolata che viene usata per cancellare le scritte sulla lavagna
    Sinonimi: cancellino”.

  27. marco ha detto:

    temperamatite? temperalapis???
    FAPUNTE!!
    :-D

  28. laperfidanera ha detto:

    @ Lilith
    ci provo: per far arrabbiare i bachi? (mi sfugge però il significato), spiegami.

  29. Lilith ha detto:

    Ahahahah!! No…Laperfida…
    Trad. letterale = Pare che abbia i bachi (parabbiabàì). Dicesi di persona sporca e trasandata…;-)

  30. laperfidanera ha detto:

    Grazie, Lilith. E sì che sono di ascendenza toscana! (tra Montevarchi e Montepulciano).

  31. Lilith ha detto:

    Il livornese è una “lingua” a sé…piena di inflessioni ebraiche e retaggi “pirateschi”! ;-)

  32. Morgaine ha detto:

    Cimosa in Toscana, cancellino nel resto dell’Italia centro settentrionale e cassino a Napoli e nel sud.

  33. Simona ha detto:

    Lucia: l’ho fatto, e mi hanno chiesto cosa fosse…tra l’altro hanno poi chiesto spiegazioni anche al prof di italiano!! :D quel giorno ho scatenato il putiferio!! :DDDD

  34. mariozico ha detto:

    Senza nulla togliere alla presunzione linguistica degli arcaismi toscani, un dato di fatto è che nel 2010 esiste molta più affinità linguistica tra un friulano ed un campano, un friulano e un piemontese, un friulano ed un siciliano che tra un friulano ed un toscano, un campano ed un toscano, un piemontese ed un toscano, un siciliano ed un toscano. Meditate gente, meditate…e soprattutto, VIVA “SPEGNI” ABBASSO “SPENGI”!!!!!!

  35. AD Blues ha detto:

    Comunque “venite mangiati” lo dicono pure a Iolo (frazione di Prato) come anche “Chi t’ha porto?”

    —Alex

  36. giorgiorgio ha detto:

    o gatt(e) ??? ma sei sicura?? Io so che si dice “a jatt(a)”, sia che sia maschio, sia che sia femmina!!! :)

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