berlin mon amour

ieri giro in centro, con la mia solita tecnica suicida: vagare fino a che uno non si perde e poi perdere un paio d’ore per ritrovarsi, così intanto si passa da posti dove non si era mai passati prima.

ho fotografato la torre della televisione in tutti i modi, non ho mai visto una cosa così brutta essere altrettanto bella.

e vanesia.

l’ho vista specchiarsi nelle finestre e nei grattacieli di vetro e l’ho vista intrecciarsi contro i fili del tram a alexanderplatz, l’ho vista col grigio delle nuvole, grigia anche lei, sembrare una di loro, l’ho vista da lontano lontanissimo e da appena sotto, che da sotto neanche la puoi vedere bene da quanto è grande.

e poi sono andata a trovare nonno marx. era con lo zio engels, spostato di qualche metro, mi ha fatto effetto vedere al loro posto i lavori del cantiere per la U Bahn, e mi sono sentita meglio quando li ho trovati, entrambi in attesa di tempi migliori.

guardavano il balcone da dove karl liebnek aveva proclamato un giorno la repubblica e il prato verde, verdissimo, sormontato da un mega cartellone pubblicitario di H&M e dove, tanto tempo fa, sorgeva il parlamento di uno stato che non c’è più, la DDR.

ho pensato che cosa poteva pensare, nonno marx a guardare dove sorgeva il parlamento di uno stato che sicuramente lui non avrebbe voluto così, un po’ come mettere un crocifisso davanti alla statua di giordano bruno a campo de’ fiori, o di maometto a ground zero.

ho pensato che le idee del nonno erano più pericolose, le più pericolose di tutte, per questo è stato punito e messo a guardare H&M, perchè lui ci ha detto quel che era giusto, ci ha spiegato quello che era vero, e non poteva parlarci di remissione dei peccati, lui, non poteva parlare di un padre misericordioso, lui. no, lui parlava di giustizia e di popoli e di genti soggiogate e povere e che nulla avevano se non le braccie proprie e dei loro figli.

non aveva un paradiso da rincorrere, nonno marx, aveva la sete di giustizia da ristabilirsi su questa terra, su nessun’altra che questa.

per questo è in castigo, a guardare senza tregua un posto dove prima delle sue idee si è fatto vergogna e poi dove una ragazza seminuda e anoressica cerca di convincerci a comprare un vestito nuovo per l’inverno.

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3 risposte a berlin mon amour

  1. ADBlues ha detto:

    Eppure prima o poi ci devo venire anche io a Berlino.

    —Alex

    PS = ma le fotE ce le fai vedere o no? ;-)

  2. lucia ha detto:

    deh, quando torno!

  3. Simona ha detto:

    bellissimo post, fa riflettere tanto..

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